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Ovvero la finanza, il fisco e i giri di soldi puliti e oscuri, sulle nuove e avventurose rotte del denaro.

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COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI PAGANO LE TASSE?
COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI PAGANO LE TASSE?
COME FUNZIONA IL FISCO IN UK PER I GIOVANI E DOVE SI ...

Se vi state chiedendo come funziona il fisco in Inghilterra, sappiate innanzitutto che, in attesa della Brexit, per i giovani che lavorano in territorio inglese, stabilire come tassare i redditi non è sempre così facile. Per farlo, la prima cosa da considerare è l’iscrizione o meno all’Aire. Secondo la regola generale, tutti i cittadini che lavorano all’estero e che non sono iscritti all’Aire sono fiscalmente residenti in Italia e devono ogni anno pagare le imposte sui redditi ovunque prodotti. Chi non è iscritto, per essere fiscalmente residente in Italia, pur lavorando in Inghilterra, deve essere iscritto all’anagrafe comunale italiano per la maggior parte dell’anno.   Come funziona il fisco in Inghilterra: regole da considerare È fiscalmente residente in Italia: chi è iscritto all’anagrafe comunale per almeno 183 giorni all’anno chi ha la residenza in Italia chi ha il domicilio il Italia chi si è trasferito in un paese a fiscalità privilegiata Se fiscalmente residente in Italia e in Inghilterra si presentano le dichiarazioni ma occorre considerare anche altri fattori, per esempio, la soglia minima di reddito imponibile, prevista nel Regno Unito. Chi la supera pagherà automaticamente le tasse inglesi. Per non pagarle anche in Italia, dovrà indicarle in dichiarazione e farsi riconoscere un credito pari alle tasse pagate in Inghilterra.   Come funziona il fisco in Inghilterra, a partire dalla dichiarazione Per compilare la dichiarazione è necessario: raccogliere CU e buste paga, italiane ed estere verificare di aver superato la soglia minima di reddito imponibile La situazione è diversa per chi risiede in Inghilterra. In questo caso valgono le regole britanniche. È bene sapere che l’anno fiscale in Regno Unito inizia il 6 aprile e che sono previste le trattenute sullo stipendio lordo al netto dei contributi. Non sono previsti bonus per spese sanitarie e d’affitto. Tutto questo non vale solo in l’Inghilterra. Per capire dove pagare le tasse, le regole sono generali. La prima è l’iscrizione all’Aire.  

FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO FUORI
FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO FUORI
FATTURAZIONE ELETTRONICA COME FUNZIONA? MOLTI RESTANO ...

La nuova fatturazione elettronica come funziona? È obbligatoria dal primo gennaio e fa davvero paura a tutti. Dal primo gennaio 2019 la fattura cartacea va in pensione. Il suo posto passa a quella elettronica. Ma siamo sicuri che interessi proprio tutti? A rispondere alla domanda “la fatturazione elettronica come funziona?” ci sono i dati che ci dicono, prima di tutto, che riguarderà cinque partite Iva su 10, per le altre cinque tutto come prima. L’obbligo interessa tutte le operazioni tra privati: quelle tra due soggetti passivi Iva e quelle verso i consumatori finali. Da questo momento in poi, emissione, trasmissione e conversazione delle fatture avvengono per via digitale. Gli esclusi non potranno disinteressarsene completamente perché potrebbero ricevere le e-fatture dai loro fornitori. Questo significa che dovranno organizzarsi per riceverle e gestirle ma non per emetterle.   Fatturazione elettronica come funziona? Chi sono gli esclusi? La misura interessa solo la metà dei 5,8 milioni di titolari di partita Iva, ovvero, imprenditori individuali, professionisti, società ed enti non commerciali. Ma chi sono gli esclusi? Innanzitutto, forfettari e minimi, una platea con la flat tax che comprende chi fattura fino a 65 mila euro all’anno. Il popolo delle partite Iva comprende, quindi, i minimi e forfettari, i contribuenti che fanno solo scontrini e ricevute, i contribuenti che fanno sia fatture che scontrini e i contribuenti con solo fatture. Tra gli esclusi dalla fatturazione elettronica si aggiungono artigiani ed esercenti che vendono al cliente finale e emettono scontrini e ricevute. Per loro la e-fattura inizierà il primo luglio 2019, se sono grandi operatori, mentre inizierà il primo gennaio 2020 per gli altri. Scontrini e ricevute saranno sostituiti dall’invio dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate tramite un apposito registratore telematico. Adesso che sapete la fatturazione elettronica come funziona, sappiate che si sono aggiunti medici e farmacisti, solo per il 2019, questo per via dei dati personali che viaggiano con la e-fattura.

CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE
CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE
CRISTIANO RONALDO, L’ITALIA IL SUO PARADISO FISCALE ...

Ad alcuni sembrerà impossibile, il nostro paese può rappresentare per i veri ricchi un paradiso fiscale. Così è stato per Cristiano Ronaldo che ha scelto l’Italia anche per la nostra tassazione, che premia i paperoni. Infatti, dal 2017, per chi si trasferisce in Italia, dopo aver risieduto all’estero, per 9 degli ultimi 10 anni, è prevista l’imposta “a forfait” di 100 mila euro all’anno per 15 anni sui redditi prodotti all’estero. Per i suoi familiari il forfait scende a 25 mila euro all’anno. Il nuovo regime fiscale attrae i grandi calciatori, per loro il grosso degli introiti deriva dai diritti d’immagine. Cosa fanno? Aprono società in paradisi fiscali e ricevono i guadagni e sono tassati lì dove risiede la società. Ma queste pratiche creano problemi! Spesso partono verifiche dello Stato di residenza.   Cristiano Ronaldo ultime notizie: la condanna di CR7 La condanna di Ronaldo in Spagna ha previsto 2 anni con la condizionale, per aver evaso 14,7 milioni di euro. Grazie al nuovo regime, Cristiano Ronaldo pagherà solo 100 mila euro di tasse per tutti i redditi esteri, ovvero, quelli di immagine. I dati ci dicono che nel 2017, con le sole sponsorizzazioni, Cristiano Ronaldo ha guadagnato 54 milioni di euro e che il suo patrimonio si aggira tra i 230 e i 290 milioni di euro. Inoltre, Cristiano Ronaldo ha stipulato con la Juventus, un contratto di 31 milioni di euro all’anno, mentre per la sponsorizzazione Nike ha percepito 24 milioni di euro all’anno. Insomma, solo nel 2017 ha guadagnato 93 milioni di dollari in tutto. L’opinione pubblica, al riguardo, è spaccata in due: per molti, tutto questo, è elusione legalizzata, per altri un’opportunità per far arrivare grandi campioni.

IL MONDO DEL DATING ONLINE
IL MONDO DEL DATING ONLINE
IL MONDO DEL DATING ONLINE

Il settore del dating online sta crescendo vertiginosamente. Solo negli Stati Uniti, il fenomeno dei siti d’incontro conta ormai 2,2 miliardi di dollari di fatturato.  Quali sono i siti d’incontro più famosi?  I più noti sono Facebook Dating e InterActiveCorp, che ha un fatturato di 3,8 miliardi di dollari e cinquemila dipendenti. Sotto questo colosso ci sono una decina di app, la più conosciuta è sicuramente Tinder che conta più di 50 milioni d'iscritti e 26 milioni di “match” al giorno. Altri famosi siti d'incontro sono Match.com, OKCupid e Meetic.  A questi si aggiungono piattaforme rivolte a nicchie di utenti che hanno interessi specifici. Un esempio è Bristlr, che conta 100.000 utenti ed è un sito dedicato agli uomini con la barba, grande trend degli ultimi anni. Vegandate è un sito riservato alle persone vegane. Per non parlare delle app per scambisti o per incontri senza fini sentimentali. Insomma, ce n'è per tutti i gusti e per tutte le necessità! Ma chi sono gli utenti di questi siti d’incontro?   Spesso i profili delle persone che utilizzano i servizi di dating online sono ingannevoli.  Dietro gli utenti ci sono spesso individui sposati in cerca di scappatelle fugaci che forniscono informazioni false a partire dalla foto profilo. Secondo uno studio di Kaspersky Lab e B2B International, il 36% delle persone che utilizza servizi di dating online ha mentito per divertimento, il 16% per fare una buona impressione e, tra gli uomini sposati, il 67% non ha dichiarato la propria situazione sentimentale. 

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