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LA GRAN BRETAGNA RISCHIA LA CRISI ALIMENTARE NEL DOPO BREXIT

ECCO COSA PENSANO GLI ITALIANI A LONDRA DEL PROBLEMA ALIMENTARE IN INGHILTERRA

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Come cambierà il cibo in Inghilterra nel dopo Brexit?

Con la Brexit i prezzi del cibo potrebbero aumentare del 20%. Martin Caraher, della University of London, spiega meglio cosa sta per succedere. 

In Gran Bretagna ci sono 14 milioni di persone a rischio malnutrizione vale a dire 1 persona su 5. La malnutrizione aumenta del 20% il rischio di ammalarsi. Una delle cause di questo fenomeno dilagante sta nel fatto che, dal 2007 al 2012, i prezzi degli alimenti sono aumentati del 33% ma gli stipendi sono rimasti gli stessi. Considerando questo e l’alto costo della vita in Inghilterra, le persone risparmiano sul cibo perché altre spese, come l’affitto, non possono essere evitate.

Brexit: conseguenze alimentari 

Il panorama, già tragico, sembra peggiorare in previsione delle iniziative che saranno prese dopo l’entrata in vigore della Brexit. I supermarket prevedono che, con l’uscita dall’Unione europea, il prezzo del cibo aumenterà del 20%. Le importazioni dall’Europa costeranno di più, soprattutto la frutta e la verdura. Il 30%, del cibo consumato in U.K. proviene infatti dall’Europa. Fino al 1992 il Regno Unito importava il 25% di cibo consumato, mentre oggi la quantità è salita al 50%. Particolarmente elevata è la percentuale di frutta e verdura importate: il 60% viene dall’Europa.

Malnutrizione e obesità nel Regno Unito

Uno dei paradossi alimentari più grandi di questo Paese sta nel fatto che le persone che hanno fame sono anche obese. Negli ultimi 10 anni, infatti, sono cresciute sia malnutrizione che obesità. Anche qui la causa è soprattutto economica. Gli inglesi tendono a comprare il cibo meno costoso, come lo scatolame industriale, questo perché lo stipendio medio è diminuito di 150 euro rispetto a quello percepito nel 2007. Si riduce il potere d’acquisto e contemporaneamente anche la qualità del cibo acquistato e consumato che porta queste persone a ingrassare.

Le conseguenze dell’obesità sono di tre tipi: costi per i servizi sociali, costi per la sanità e infine per i datori di lavoro. Tradotto in cifre, tutto questo vuol dire 33 miliardi di euro all’anno spesi dal governo che investe quindi molto di più nel contrasto e nella prevenzione di colesterolo e obesità, rispetto a quanto impiega in giustizia e polizia. Si prevede che nel 2050 il costo dell’obesità in U.K. sarà di 56 miliardi all’anno. 

Per affrontare una plausibile crisi alimentare post-Brexit, il governo inglese sta creando riserve di cibo. 

 

Il cibo in Inghilterra: le buone notizie

Ci sono anche buone notizie riguardanti la situazione cibo nel Regno Unito. A York è presente un caffè nel quale il cliente ordina da mangiare e paga scegliendo il prezzo, secondo la propria coscienza. Questa è la storia di YNC CAFÈ, il locale a York che segue la filosofia del “pay-as-you-feel”, dove c’è un prezzo suggerito, ma è il cliente a scegliere quanto pagare. L’iniziativa si sviluppa con la volontà di aiutare i membri della comunità. In 2 anni, infatti, con gli introiti sono state assistite 82 famiglie. Questo è accaduto perché spesso i clienti decidono di pagare più del prezzo consigliato: con la differenza vengono offerti pasti gratuiti a chi si trova in difficoltà economica. 

I supermercati ogni anno buttano via ben 115mila tonnellate di cibo ancora in buone condizioni. L’associazione Fareshare combatte lo spreco di alimenti. È proprio da quest’associazione che Brew York si rifornisce ogni martedì, come ci spiega la proprietaria del cafè, Emily Deckers.

Se si parla di abitudini alimentari degli inglesi, non si può non parlare di birra, considerata più di una semplice bevanda in Gran Bretagna. Attualmente la produzione in questo settore è in crescita. Un'isola felice è il pub Emily Crisps, il cui co-founder, Alessandro Ascani, ci racconta il clima allegro che si è sviluppato intorno alla sua attività. La clientela, di tutte le età, estrazioni sociali ed economiche, testimonia il momento positivo per la birra in Inghilterra, dove, dal 2012 a oggi il numero delle birrerie è aumentato di oltre il 64%.

Vivere a Londra senza spendere una fortuna

Vittoria è napoletana e si è trasferita a Londra per esigenze di lavoro. Vive col fidanzato sul Tamigi, in una Narrow boat, una barca adibita a casa. La tassa dell’ormeggio va dai 450 alle 2000 sterline l’anno. Oggi il costo di queste imbarcazioni-casa va da 20.000 a 1.000.000 di sterline. Per legge, le Narrow, devono spostarsi ogni 2 settimane. Sono perciò 1700 quelle che quotidianamente si muovono lungo il corso del fiume.

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