Canali

Irene Fassini

I DECRETONI ANTI COVID E LE TV LOCALI

Tg Pop News

C’è qualcosa di nuovo, anzi di antico nelle manine di certi parlamentari che approfittano dei giganteschi decretoni del Premier anti Covid, i DPCF, per inserirci dentro disposizioni e norme di legge che non c’entrano un piffero.

 

Prendete la faccenda, complicatissima, della dismissione della banda televisiva 700 sul digitale terrestre: qualche mese fa lo Stato aveva venduto quelle frequenze per ben 4,7 miliardi di euro, ai grandi operatori telefonici Telecom, Wind, Vodafone ecc..; e i grandi operatori erano tutti contenti perché in quelle frequenze, immensi parcheggi lasciati liberi, ci avrebbero parcheggiato quell’enorme giocattolone chiamato tecnologia 5G. Piccolo inciso: nel frattempo, in questi giorni, le lobbies di quelle stesse compagnie stanno premendo nella varie commissioni parlamentari per far passare -silenziosamente- lo sforamento dei limiti di emissione elettromagnetica di quelle antennone che vedete sempre più in giro; il che significa una pioggia di radiazioni misteriose incontrollate sulla nostra capoccia, roba che neanche l’incredibile Hulk quando si trasformava.

Ma vabbè, torniamo al decretone. Qualcuno  -il ministero dello Sviluppo- aveva deciso lo spegnimento dei canali della banda 700 e la cacciata da quegli spazi di decine di tv locali di Liguria, Lazio, Lombardia, Toscana, Puglia, senza che si fossero stabiliti degli indennizzi (cosa definita nella normativa precedente che prevedeva un risarcimento di 0,36 centesimi “a testa”, ad abitante, erano spiccioli, ma era qualcosa); o meglio, utilizzando in modo sottile la burocrazia: gli indennizzi ci sarebbero ma per ottenerli urge un calcolo su parametrri assurdi, rapporto aritmetico tra antenne, spettatori, ripetitori, roba da meccanica quantistica. E quindi, alla dine delle fiera, le reti locali sarebbero finite sotto il ponte del “ vi fare sapere, innato sloggiate” e senza un euro. Così, per la prima volta i tre sindacati di categoria delle tv che di solito si odiano Aerenti Corallo, l’Associazione tv locali di Confindustria radio-tv e Alpi di Luca Montrone, si sono unite, hanno fatto ricorso al Tar. E l’hanno vinto. I Tar regionali sospendono le dismissioni delle frequenze volute dal governo perché “è inaccettabile che uno venga spento senza preventivamente conoscere l’indennizzo di risarcimento”, neanche cone lo colf senza premesso di soggiorno, specie considerando che lo Stato, che aveva fretta di vendere ha revocato alle tv il diritto d’uso in anticipo di 10 anni.

Lo so, è una questione ingarbugliatissima. La situazione però, rimanendo cristallizzata è questa: sono scontente le emittenti  in attesa ansiosa di sapere come morire, e sono incazzatissimi gli operatori Telco perché il 5G è rimandato a data da destinarsi (e non so se questo è un bene o un male). Complimenti.

Caro governo, ma evitare di fare i furbi e magari parlarsi prima mai, eh?...

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