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IL MERCATO DELLA TRAP ITALIANA: QUANTO GUADAGNANO I TRAPPER OGGI?

Per i trapper che mettono in versi il disagio delle nuove generazioni, è grande il business

Tg Pop News

Si parla di trapper! Attenzione non sono gli eroi alla grande Blek, i  cacciatori delle montagne americane.

No, sono gli eroi dei giorni nostri. Quelli della trap italiana, il sottogenere hip hop che ha rivoluzionato il mondo della musica.

Testi cupi, criminalità, disagio, periferie delle grandi città e molta droga sono i testi dei trapper che mettono in versi il disagio delle nuove generazioni. Giusto in versi perché nella realtà le cose vanno molto meglio.

È il grande business della trap music italiana svelato in un’inchiesta di Mario Gerevini sul Corriere della Sera.

Questo è il momento d’oro di Sfera Ebbasta, pseudonimo di Gionata Boschetti. Quanto guadagna Sfera Ebbasta? Insomma, con il suo album Rockstar ha letteralmente sbancato il mercato italiano.

Sfera, con i suoi 2.4 milioni di follower Instagram, ha creato la Sfeval, una società di eventi e possiede il 50% della BHMG, in comune con Charlie Charles, altro mostro sacro del trap italiano.

 

La trap music italiana: da Gue’ Pequegno a Charlie Charles

Poi c’è Gue’ Pequeno, al secolo Cosimo Fini, che ha scelto Lugano per residenza e affari. Qui gestisce la GPQN ed è intestatario di una quota della catena di gioellerie Nove25. Nel suo portafoglio ci sono anche immobili e una quota, del 12%, di un negozio di marjuna light della capitale.

Con Mahmoood, fresco vinciotre di Sanremo, si apre il filone delle mamme dei trapper. Anna Frau, madre dell’artista, è propretaria di bar e tabaccherie a Milano.

Al club delle mamme non poteva mancare quella di Ghali che condivide con il figlio due società, la più importante delle quali ha superato, e di molto, il milione di euro di fatturato.

Chiude il filone dei trapper mammoni il già citato Charlie Charles che condivide con la madre la casa disicografica Turfu, 80% a lei e 20% al figlio.

Per la trap italiana ci vorrà anche talento ma è certamente fiuto per i buoni affari.

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