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Michele Monina

THE SHOOTER - NESLI

L'INTERVISTA DI MICHELE MONINA AL RAPPER E PRODUTTORE DISCOGRAFICO

Music

Il 22 marzo 2019 è uscito il suo nuovo disco  "Vengo in pace" contenente classiche sonorità rap ma con una vena cantautorale inedita. Stiamo parlando di Nesli, fratello minore del rapper Fabri Fibra che ci racconta, in un’intervista di Michele Monina, cosa ne pensa dei fenomeni musicali del momento e della discografia contemporanea.

Francesco Tarducci, in arte Nesli, classe 1980, ha iniziato a comporre musica da giovanissimo, a 18 anni. Ha avuto quindi modo di vivere e osservare i cambiamenti del panorama musicale italiano. Dato il suo lungo iter professionale, Nesli trova ridicolo saturare il mercato discografico con singoli non adeguatamente supportati da un disco d’appoggio. È quest'abitudine "low cost" (produrre un singolo richiede meno soldi che un disco) che rovina la radio: "Farei una legge secondo la quale non puoi pubblicare singoli se non fai dischi perché saturi il mercato: la radio è saturata dai singoli. Abbiamo le radio intasate dal Reggaeton. Il Reggaeton? Come se non avessimo una cultura musicale, noi.”, dice Nesli.

Nesli e i live

Il panorama musicale contemporaneo sembra utilizzare i concerti live per salvare la discografia, sempre più in crisi nella vendita di dischi, a causa della concorrenza di piattaforme di fruizione in streaming. Una situazione difficile, che Nesli commenta con “Non puoi non far concerti, ma è sempre più complicato farne”. Il sistema musicale è cambiato: "Non ci sono nuove generazioni di cantautori ma nemmeno di discografici o persone che lavorano dietro le quinte e che fanno sì che un progetto funzioni. La cosa dell'usa e getta è una grande cazzata e distruggerà tutto. La discografia non può e non deve salvarsi: non c'è niente che può salvarla, deve distruggersi e rigenerarsi da zero". Una rovina, quella del panorama musicale, causata anche dallo streaming che porta alla nascita di artisti e produzioni musicali di dubbia qualità: ora è possibile comporre musica direttamente a casa, eliminando tutti i filtri che permettono un’accurata selezione. "Questa cosa dello streaming - dice Nesli - ha migliorato la discografia ma non hanno fatto i conti che tra poco non ci sarà più la musica perché il fatto che tutti possano fare musica da casa è una follia, un paradosso".

Nesli e lo streaming

La possibilità di fruire di una piattaforma satura di artisti e dischi non permette di ampliare il proprio panorama culturale: c’è troppa scelta in una dimensione caotica. Inoltre, dice Nesli: “Gli artisti nel mondo sono ambasciatori gratuiti di un’applicazione che diffonde la tua musica gratuitamente”. Troppa scelta, quindi, non aiuterebbe alla rinascita della musica italiana. Un pensiero che si può estendere anche ai Talent Show, che si ostinano, ogni anno, a lanciare artisti dal talento fragile, smascherato poi dai live, secondo Nesli.

Nesli e i tatuaggi

Il cantante ci racconta che ha una fanbase molto amante delle sue canzoni, tanto da decidere di marchiarle sulla propria pelle per sempre. “Molti erano fan delle frasi, non miei fan”: un fenomeno che ha portato l’artista a gestire uno studio di tatuaggi nel quartiere in cui vive, per investire nella sua zona, Bovisa. Lo studio, 21Club Tattoo, collabora con guest artist di grande talento.

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