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Sara Ruggeri

VIVERE SENZA PLASTICA: È POSSIBILE?

ENTRO IL 2050 NEGLI OCEANI CI SARÀ PIÙ PLASTICA CHE FAUNA MARINA

Tg Pop News

È una domanda che in molti si stanno ponendo, soprattutto negli ultimi mesi. Sono sempre di più le persone coscienti di quanto sia importante tutelare l’ambiente e soprattutto di quanto i nostri cambiamenti vadano ad incidere sul cambiamento climatico. Dal discorso di Greta Thunberg si è sollevato in tutto il mondo un movimento che manifesta contro i cambiamenti climatici. Sono impressionanti i numeri delle persone scese in piazza per la Giornata Mondiale dell’Ambiente, senza parlare di Fridays For Future, movimento nato e dilagato in tutto il mondo, che ha visto la partecipazione di milioni di persone, giovani e anziani. 

Tre consigli per vivere senza plastica

Da piccole azioni derivano grandi risultati. Anche noi, nel nostro quotidiano, possiamo ridurre l’utilizzo della plastica scegliendo alternative ecologiche. Bottiglie, borse della spesa, bicchieri per il caffè e cannucce: sono tutti oggetti “usa e getta” che inquinano e che possono essere sostituiti con alternative più ecologiche. 

  1. Occorre, quindi, quando è possibile, dire no alla plastica e, ad esempio, scegliere borracce e borse di tela come alternativa.
  2. Acquistare meno capi d’abbigliamento, evitando quelli sintetici: i vestiti sono una delle cause principali della plastica in mare, a causa dei fili di nylon che vengono dispersi lavandoli. Scegliere capi di seconda mano, preferendo fibre naturali, è un’ottima scelta ambientale. Ci sono tante alternative che non conosciamo. Pensiamo a piattaforme dov’è possibile scambiare abiti usati oppure ad abiti fatti in con fibre vegetali, vestiti fatti con agrumi.
  3. Le cialde del caffè: costituite da plastica e da una pellicola in alluminio, le cialde non sono semplici da riciclare. Una soluzione? Optare per cialde compostabili o riportarle nel negozio dove sono state acquistate, in modo che vengano riciclate nel modo corretto.

Insomma, piccoli gesti più o meno quotidiani che, nel complesso possono cambiare in meglio il mondo e fare bene all’ambiente.

Un mondo senza plastica è possibile?

Ma quanto sono preoccupanti i numeri dell’inquinamento della plastica? A risponderci è un dato su tutti: entro il 2050, negli oceani ci sarà più plastica che fauna marina. L’inquinamento della plastica in mare ha causato, solo nel 2018, la morte di 100mila animali e sono molti i mammiferi  che rischiano la morte per via dei sacchetti di plastica.

A parlarci di come sia possibile, oltre che necessario, vivere senza plastica, è il responsabile per la tutela degli oceani di GreenPeace nel Regno Unito, Will McCallum. È autore del libro “Vivere senza plastica”, edito da HarperCollins e pubblicato il 23 maggio 2019. Una vera e propria guida per ridurre al minimo il consumo di plastica e diventare così più consapevoli del mondo nel quale viviamo. Proprio Will ci rivela alcune cifre che rivelano quanto sia preoccupante l’inquinamento della plastica sulla Terra. 

  • 330 milioni: tonnellate di plastica prodotta ogni anno.
  • 13 milioni: è il numero di tonnellate di plastica che ogni anno viene gettata nell’oceano. Questa cifra è destinata a quadruplicarsi entro il 2050.
  • Un trilione di dollari: la somma di denaro stimata persa dal turismo del sud est asiatico per via dell’inquinamento da plastica.
  • 10%: è la percentuale di plastica che può essere riciclata.
  • 12 minuti: è il tempo di utilizzo medio di una borsa di plastica.

Will McCallum è sicuramente più drastico riguardo al suo giudizio sull’utilizzo o meno di materiali inquinanti. Propone l’inserimento di una tassa sulla plastica vergine per incentivare le aziende all’utilizzo di materiale riciclato, richiede investimenti sulle infrastrutture per lo smaltimento. 

C’è però una nota positiva: negli ultimi 3 anni sono stati fatti molti progressi nel riciclo di materiali inquinanti e i produttori si stanno adeguando alle nuove esigenze ambientali, diventando anche più trasparenti. Un mondo migliore è possibile e a volerlo sono intere generazioni che si stanno muovendo per far capire alla politica quanto sia importante lavorare per rendere migliore il mondo in cui viviamo. 

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