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IL TURISMO COME ESPERIENZA

LE STARTUP PROTAGONISTE DI QUESTO TREND 2018/2019

Tg Pop News

Il turismo esperienziale: il trend 2019

Il mercato del turismo digitale non si limita solo alla prenotazione di case e alberghi, perché sempre di più è l’esperienza della vacanza nel suo complesso ad aver assunto un ruolo di primo piano. Ecco che allora anche l’acquisto di biglietti per i musei, corsi per adulti e bambini, tour suggestivi delle capitali del mondo, diventano una prerogativa per il turismo. Quello del turismo esperienziale è un mercato che vale 120 miliardi di dollari ed è destinato a crescere del 9% l’anno.

Cos’è il turismo esperienziale?

Il turismo esperienziale è un tipo di turismo che considera la vacanza in maniera diversa da quella tradizionale. Non si tratta infatti di concepirla come una semplice fuga dalla routine e dalla realtà quotidiana, ma di un’esperienza, appunto, in grado di arricchire il proprio bagaglio culturale e la propria crescita personale. Si tratta, in questo senso, di un totale capovolgimento del paradigma di vacanza tradizionalmente intesa. Il turista ha un ruolo attivo, è protagonista di una scoperta che lo porta a interagire non solo con un luogo ma anche con gli usi e costumi che lo caratterizzano, al fine di stabilire con esse una serie di connessioni fisiche, emotive, spirituali, sociali e intellettuali. È un viaggio alla scoperta alla storia e delle tradizioni del posto, un’esplorazione dove turista non si limita a osservare e a vivere passivamente il luogo ma va oltre e si cala attivamente nel luogo: collezionare ricordi, emozioni e non souvenirs. Una serie di esperienze intime, significative e soprattutto autentiche, senza filtri, che possano essere conservate in un bagaglio personale. 

Perché questo? Perché siamo di fronte a un nuovo tipo di persone ancorché di viaggiatori. Queste vogliono uscire dalla comfort zone della vacanza tradizionalmente intesa perché quel lasso di tempo viene da loro inteso come la possibilità di ricercare qualcosa di unico, diverso, mai vissuto prima. Il viaggiatore esperienziale non si accontenta dei viaggi standardizzati, ma è prima di tutto un esploratore che vuol scoprire la cultura e le tradizioni di un luogo. Ecco perché sono detti anche viaggi immersivi, perché riescono a calare il viaggiatore nella cultura ospitante, permettendogli di scoprirla vivendola. Il turismo esperienziale, come abbiamo capito, è quindi la ricerca di una “via di fuga” da un sistema standardizzato, da una routine che sembra far perdere il contatto con le cose vere, autentiche. In questo senso il turismo esperienziale è un’alternativa al sistema economico vigente. Alcuni dei punti forti intorno ai quali si sviluppa questo modello di turismo sono sostenibilità, cultura, ecologia. Il turismo tradizionale ha provocato un consumo inappropriato del territorio, con abusi edilizi, costruzioni naturalmente impattanti. Il suo obiettivo infatti è quello di “far sentire il consumatore a casa” e questo non sempre è semplice: per garantire i comuni comfort occorre effettuare interventi invasivi sul territorio. Al contrario il turismo esperienziale punta a calarsi totalmente nell’ambiente dove ci si reca, senza apportarvi modifiche. È l’individuo che, con la sua esperienza, si adatta non solo agli usi e costumi del posto, ma anche e soprattutto alla natura e all’ambiente che lo circonda. 

Turismo esperienziale: i parchi divertimento 

Ma il turismo esperienziale, inteso in maniera più ampia, non è solo ricerca di autenticità in luoghi naturali. Prima di tutto esso corrisponde a vivere un’esperienza, anche in una dimensione “artificiale”. Quello che vogliamo dire è che il trismo esperienziale non è necessariamente il calarsi in una cultura unica e inesplorata, ma anche vivere un’esperienza a 360 gradi in una dimensione ricostruita. Un esempio si tutti sono i parchi divertimento: il vero trend del turismo estivo nel 2019. I parchi divertimento stanno trascinando l’economia italiana, sono quindi la meta più ambita non solo per gli italiani ma anche per stranieri: l’hotel del resort nel mese di luglio ha registrato un’occupazione del 95%. I Top Visitors sono famiglie di 4 persone provenienti da Roma, Milano, Torino, Napoli e Firenze. Sta crescendo sempre più la presenza di turisti stranieri, Germania, Austria e Svizzera, ma non solo, infatti il mercato estero rappresenta il 50% delle prenotazioni nei tre hotel.

Le startup del turismo esperienziale

L’industria del turismo al giorno d’oggi si muove soprattutto sulla vendita di esperienze. Ma quali sono le startup che, sull'onda del digitale, si occupano di turismo esperienziale? Ci risponde Francesca Gambarini, dalle pagine de L’Economia.

  • A conoscere bene il nuovo trend del turismo esperienziale sono gli italiani di Musement, la startup che permette di acquistare ingressi nei musei saltando la fila. La società, fondata da Alessandro Petazzi, è stata da poco comprata dal colosso tedesco TUI Group.
  • Anche il fondo giapponese Vision Bank ha investito 225 milioni di dollari nella startup Klook, una piattaforma che offre centomila attività in 270 città diverse, facendo leva soprattutto sui millennials cinesi desiderosi di visitare Europa e Stati Uniti.
  • Rafforza la sua posizione sul mercato anche GetYourGuide, società con decennale esperienza che ha venduto più di 25 milioni di biglietti e che quest’anno parte alla conquista degli States.
  • Ultima arrivata sulla piazza è Bookingkit, una piattaforma digitale per biglietti che, grazie a una partnership con Google, aggancia i suoi clienti, agenzie e tour operator, direttamente dal motore di ricerca. Saranno proprio i clienti a essere collegati ai consumatori finali grazie ai principali prodotti di Google come Search e Maps.

Qual è la situazione italiana?

Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel turismo del Politecnico di Milano, gli italiani dedicano alle attività esperienziali il 26% del budget della propria vacanza: il 34% le prenota ancora di persona mentre solo il 24% si affida alla Rete. Il turismo, in Italia, vale 58,3 miliardi di euro, ed è in crescita del 2% rispetto al 2017. Questa è stata generata soprattutto dalla componente digitale, che ha un valore complessivo di quasi 14,2 miliardi di euro. 

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