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SALVINI CASE CHIUSE: SÌ ALLA RIAPERTURA DEI BORDELLI IN ITALIA

IL MINISTRO DEGLI INTERNI PROPONE LA RIAPERTURA DELLE CASE CHIUSE CONTRO LA PROSTITUZIONE

Tg Pop

Prostituzione in Italia: Salvini dice sì alle Case chiuse

Matteo Salvini ha dichiarato: "Sono favorevole alla riapertura delle case chiuse". 

Il Ministro degli Interni ha sottolineato come sia importante risolvere altri problemi prima di occuparsi della riapertura dei “bordelli” in Italia.

Salvini, sempre in tema case chiuse, non ha perso l’occasione per tirare una frecciatina agli alleati di Governo: “Non c'è nel contratto perché i Cinque Stelle non la pensano così, però io continuo a ritenere che togliere alle mafie, alle strade e al degrado questo business, anche dal punto di vista sanitario, sia la strada giusta e che il modello austriaco sia quello più efficiente"

Salvini invita quindi per l’apertura delle case chiuse a seguire il modello austriaco dei controlli sanitari. In Austria le prostitute pagano regolarmente le tasse e questo garantirebbe un gettito certo di denaro nelle casse dello Stato gestendo anche dal punto di vista economico e finanziario la prostituzione in Italia.

Case chiuse: cosa prevede la proposta di Salvini

Venti giorni fa è stato presentato un disegno di legge per chiedere la riapertura delle case chiuse. Secondo il Senatore della Lega che ha promosso il ddl riaprire le case chiuse è un "un gesto di civiltà nei confronti delle prostitute”.

Ecco i tre punti della proposta per la riapertura delle case chiuse:

  • Inserimento presso la questura di un registro a cui devono iscriversi le persone che vogliono lavorare nelle case chiuse
  • Per lavorare in una casa chiusa sarà necessario sottoporsi ad accertamenti sanitari ogni sei mesi ed esibire l'ultima certificazione sanitaria ottenuta. Chiunque eserciti è tenuto a interromperne l'esercizio in caso di accertamento positivo di patologie a trasmissione sessuale. 
  • Regolamentazione fiscale della prostituzione in Italia: i redditi derivanti dall'esercizio di questa attività saranno soggetti a un'imposta sostitutiva.

Prostituzione in Italia: tutti i numeri 

Secondo i dati sono dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII si stima che le prostitute in Italia ogni anno siano fino a 120.000 e che nella maggior parte dei casi si tratterebbe di vittime della criminalità.

I paesi di origine sono nella maggior parte dei casi tra i più poveri del mondo

  • il 36% viene dalla Nigeria
  • il 22% dalla Romania
  • il 10% dall’ Albania
  • il 7% dalla Moldavia

Il numero degli italiani frequentano prostitute in Italia si stima arrivi a 3 milioni

Legge Merlin: l'ostacolo alla manovra

La legge Merlin è stata approvata il 20 febbraio 1958, e prende il nome dalla sua promotrice nonché prima firmataria della norma, la senatrice Lina Merlin. Abolì la regolamentazione della prostituzione in Italia, portando alla chiusura delle case chiuse e introducendo i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione

La prostituzione in sé, volontaria e compiuta da donne e uomini maggiorenni e non sfruttati, restò però legale, in quanto considerata una scelta individuale garantita dalla Costituzione, come parte della libertà personale inviolabile. 

La notte che entrò in vigore la legge furono chiusi oltre 560 bordelli in Italia. 

La reazione della Chiesa all’apertura delle case chiuse: modello svedese vs modello austriaco 

Il mondo cattolico è totalmente contrario alla legalizzazione della prostituzione in Italia, e una parte di esso propende per il modello nordico che punisce il cliente, colui che va a prostitute. A favore di questa tesi i sostenitori di questo modello fanno notare come in Svezia e Norvegia la prostituzione negli ultimi anni sarebbe scesa del 65% e del 60%.

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