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Sara Ruggeri

QUOTE ROSA: LA PAROLA AI GIOVANI

LA PRIMA COSA DA CAMBIARE È LA MENTALITÀ E NON LA LEGGE

Tg Pop News

Nel 2011 è stata approvata la legge “Golfo-Mosca” che sanciva quote rosa per Cda, collegi sindacali delle società quotate in borsa e per quelle a controllo pubblico. La percentuale stabilita doveva andare dal 20% al 33%. A oggi, stando almeno ai numeri forniti da una ricerca condotta da “Buone Notizie” de il Corriere della Sera, la situazione delle quote rosa nelle 40 maggiori società quotate in borsa è notevolmente migliorata. La percentuale femminile nei Consigli è salita dal 5,7 % del 2011 al 35,5% di oggi, così come il numero delle donne top manager, passando da 46 a 71 e la percentuale delle donne dirigenti è passata dall’ 11,9 al 17,6%, solo per citare alcuni dati. 

Ma se "scendiamo dal piedistallo" e c'inseriamo nella società civile, nello specifico tra quelli più giovani, cosa ne pensano delle quote rosa?

Anna crede che per il momento ce ne sia bisogno ma spero che in futuro non sia più così. Simone, invece, si preoccupa del fatto che molti strumentalizzino questa tematica per fini politici.

Caterina, studiando, ha scoperto che ci sono finanziamenti per la produzione destinati ad aziende che prevedono nel loro statuto le quote rosa e non trova giusto che ci sia questo.

Per Federica il problema non è della legge ma della mentalità, che deve essere cambiata. Sulla stessa linea è Lavinia che trova assurdo pensare alla separazione tra lavori per uomini e lavori per donne.

In linea generale sono tutti d'accordo con queste iniziative ma tutti percepiscono il rischio che le quote rosa possano diventare uno strumento di discriminazione passando da strumento pensato per dare un diritto alle donne a un mezzo che può essere percepito come un privilegio.

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