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COSA C’È DIETRO LA MORTE DI AL BAGHDADI?

CE NE PARLA MARCO LOMBARDI, DIRETTORE ITSTIME

Tg Pop News

Cosa c’è dietro la morte di Al Baghdadi?

Inseguito dagli uomini della Delta Force e dei Ranger, i migliori soldati degli Stati Uniti, in un’operazione che ha coinvolto 8 elicotteri e due droni, il califfo dello Stato Islamico, Al Baghdadi, si è fatto saltare in aria a Barisha, un villaggio della Siria. Si tratta dell’operazione, più volte sospesa all’ultimo minuto per via degli spostamenti del bersaglio. “Missione compiuta”, ha commentato il presidente americano Trump. La cattura è scattata nella notte tra sabato e domenica. Otto Black Hawk con a bordo circa una cinquantina di uomini sono partiti verso il bersaglio. Coperti dalla scorta di alcuni caccia, raggiungono Barisha dove, poco oltre la mezzanotte, danno inizio alla battaglia con i miliziani che durerà due ore. Il terrorista non ha voluto arrendersi e ha tentato la fuga all'interno di un tunnel, dove si è fatto esplodere. Intanto c’è chi, come il New York Times o il The Guardian mette in dubbio il racconto della morte di Al Baghdadi che Donald Trump ha fatto. Diversi sono i punti critici rilevati dal quotidiano. Secondo il New York Times, infatti, che il presidente americano e che erano il risultato delle riprese effettuate dalle telecamere poste sugli elmetti dei soldati non solo erano mute ma sarebbero state consegnate a Trump soltanto dopo la conferenza stampa. Cosa c’è allora dietro la cattura di questo terrorista? E che relazione c’è con l’economia dello Stato Islamico? Lo abbiamo chiesto al professor Marco Lombardi, direttore del centro di ricerca ITSTIME dell’Università Cattolica di Milano. “Questa morte – ci dice Lombardi – certamente è un duro colpo al terrorismo ma questo non farà terminare la guerra ibrida, questa sorta di terza guerra mondiale che è in corso. È un successo per Stati Uniti, Turchia, russi che possono essere contenti. A favorire questa caduta c’è stata anche la perdita di territorio e conseguentemente economica dello Stato Islamico. Non si deve mai scordare, infatti che l’IS è stato il più ricco gruppo terroristico mai stato sulla terra grazie soprattutto al petrolio ereditato dal contrabbando iracheno e turco. Stiamo parlando di centinaia di camion che lasciavano i pozzi e andavano in Turchia. Quanto petrolio iracheno inquinava le nostre città?".

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