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MILLENNIALS A RISCHIO CRISI ECONOMICA

SI CHIAMA MILLENNIALS RECESSION E MINACCIA I 22/38ENNI

Tg Pop News

Millennials a rischio crisi economica

"E se domani", recitava una vecchia canzone di Mina. Già chissà cosa può succedere domani, soprattutto in un Paese come l’Italia dove i colpi di scena economici e politici, o meglio i cambi di direzione e di faccia sono all’ordine del giorno. E se domani, appunto, arrivasse un’altra devastante crisi economica? Un’ipotesi sviluppata da Marco Valsania sul Sole24Ore. Qualora una nuova, grande ondata di recessione economica dovesse colpire il nostro Paese verrebbe certamente indicata col nome di Millennials recession, la recessione dei 22-38enni. Ma perché indicarla con questo nome? Avevamo già visto che i Millennials sono perseguitati dalla disoccupazione e quanto il futuro lavorativo di questa generazione sia a rischio ma adesso un sondaggio di LendEDU fotografa perfettamente una situazione di profonda crisi economica presente negli U.S.A. e che sembra avere i tratti proprio della Millennials Recession

  • Il 26% dei Millennials lamenta una carenza di risparmi;
  • Il 10% sopporta ancora il macigno dei debiti universitari;
  • Il 5% paga debiti accumulati dall’uso disinvolto di carte di credito;
  • Il 6% ha debiti di diversa natura;
  • Il 17% si lamenta della cattiva qualità del credito e quasi un quarto di redditi troppo bassi.

Millennials in U.S.A.: l’ombra di una nuova crisi economica

Come possiamo vedere, i Millennials si differenziano sia dalla Generazione Z, cioè i loro diretti successivi, sia dalle precedenti, sulla scorta di 7 punti che identificano la crisi economica dei Millennials, soprattutto in U.S.A.

  1. Nel 2014 in America i Millennials uomini non guadagnavano di più di quanto non facessero i maschi della Gen X alla loro età, e addirittura il 10% in meno dei Baby Boomers, nonostante l'economia fosse molto più grande e il paese molto più ricco.
  2. I Millennials bambini nati negli anni ’80 e ’90 sono poi caduti sotto l’egida di un’altra crisi finanziaria, quella dell’indebitamento scolastico che, negli U.S.A. è stato addirittura di un trilione di dollari. Circa un quarto della Gen X che andava al college ha preso prestiti per l'istruzione; con i Millennials la percentuale è salita al 50%, infatti, alla fine, questi hanno finito col ritirare il doppio del denaro di quanto abbia fatto la Gen X. Questo, che già ha portato a un indebitamento enorme dei Millennials rispetto ai loro genitori, ha subito un’ulteriore batosta considerando che dal 2001 le tasse scolastiche sono aumentate del 100%. Questi due punti hanno fatto sì, inoltre, che i Millennials, con la combinazione tra redditi bassi e incombenze del debito sulle spalle, siano stati tagliati fuori dal mercato immobiliare: l'età media degli acquirenti di case è salita a 46 anni, la più antica da quando la National Association of Realtors ha iniziato a tenere registri quarant’anni fa.
  3. Non sono certo messi meglio sul fronte dei prestiti e degli investimenti. La percentuale di Millennials americani di età inferiore ai 35 anni che possiedono titoli è scesa dal 55% nel 2001 al 37% nel 2018.
  4. Il patrimonio di una famiglia di Millennials è del 40% inferiore rispetto alle famiglie della Gen X nel 2001 e del 20% più basso rispetto alle famiglie Baby Boomers alla fine degli anni '80.
  5. Per anni  Washington Post e il Pew Research Center, hanno continuato a riferire che i giovani Millennials acquistavano meno auto e case rispetto a quanto avessero fatto i ragazzi delle generazioni precedenti. Nel 2016, circa il 34% degli americani sotto i 35 anni possedeva una casa. Ma quando i Baby Boomers e i ragazzi della Gen X avevano la stessa età, circa la metà di loro già possedeva una casa. In linea di massima quindi i Millennials comprano meno case e meno macchine ma questo non perché non le vogliano, quanto più perché non possono permetterselo. Secondo il Joint Center for Housing Studies dell'Università di Harvard, il prezzo di vendita tipico di una casa unifamiliare nel 2017 era 4,2 volte superiore al reddito familiare medio ma addirittura il 30% in più rispetto al 1988.
  6. La ragione alla base di tutto questo tracollo è da rintracciarsi in una grande e finta promessa fatta ai Millennials: “Se sarai istruito, se farai il College poi avrai un futuro economico raggiante”. I Millennials sono la generazione più istruita della storia degli Stati Uniti fino a oggi. Ma con l'aumentare del costo del College, milioni di giovani hanno ricevuto prestiti studenteschi per completare la laurea. I laureati con meno di 35 anni hanno un debito medio che è circa il 40% in più di quello della generazione precedente.
  7. A questo quadro va aggiunto il boom della Gig Economy che produce sì occupazione ma precaria e spesso sottopagata.

Il futuro? Niente di buono, secondo gli analisti di Credit Suisse, citati dalla rivista The Atlantic, i gli unici a essere sicuri, tra i Millennials, sono gli occupati con alte skills in settori come tecnologia e finanza. Insomma, e se domani? Staremo a vedere, ma intanto, anche l’oggi non è certo bellissimo. 

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