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I MILLENNIALS HANNO LE TASCHE VUOTE

NEGLI USA IL LORO POTERE D’ACQUISTO È CALATO DEL 35%

Tg Pop News

Hanno tra i 23 e i 38 anni e attualmente sono sotto la lente d’ingrandimento del marketing mondiale. Stiamo parlando dei millennials, la generazione dei nati tra gli anni ’80 e ’90 che sta modificando i consumi e i gusti della società.

Millennials e marketing

A parlarcene è il giornalista Massimo Gaggi dalle pagine del Corriere della Sera. Il focus della sua indagine è soprattutto l’America, dove i millennials sono 83 milioni, circa un quarto dell’intera popolazione. Sono loro che spendono 600 miliardi di dollari ogni anno, cifra destinata a salire ulteriormente nel 2023, quando la spesa toccherà quota 1600 miliardi. Insomma, i millennials sembrano essere allo stato attuale, e anche in futuro, i veri protagonisti del marketing, coloro ai quali le aziende devono rivolgersi. Buone notizie per i mercati dunque? Non esattamente. Secondo un sondaggio di Deloitte il potere d’acquisto dei millennials è in crisi totale: -35% proprio negli Stati Uniti.

Perché i millennials non hanno soldi?

A spiegarci le ragioni del crollo del potere d’acquisto dei millennials è la Fed, la Banca Centrale degli USA.

  1. Il primo motivo è che la maggior parte dei ragazzi della Generazione Y, circa l’88%, vive in aree urbane e, non avendo i soldi per comprarsi una casa, spende gran parte dello stipendio in affitto. Quindi, certo, i millennials spendono, ma sono soldi che finiscono nelle tasche di chi ha qualche casa e non circolano. Insomma, è la cupa prospettiva di una vita in “eterno” affitto, senza mai potersi comprare un appartamento.
  2. Il debito d’onore. Questo discorso riguarda soprattutto gli USA dove gli studenti contraggono importanti debiti per conseguire gli studi universitari. Stiamo parlando di una cifra che si aggira intorno ai 1.500 miliardi di dollari e che pesa come un macigno sul budget dei millennials. Un mutuo a vita, potremmo dire, al quale si aggiungono anche le spese sanitarie: un vero salasso per le tasche della Generazione Y.

Gli spicci nelle tasche

Il risultato è che siamo davanti alla generazione più istruita della storia (36% di laureati tra le donne, 29% tra gli uomini) che non riesce a trovare lavori abbastanza retribuiti, vive col peso di dover, con magri guadagni, rimborsare il debito universitario e, soprattutto, ha il fiato sul collo della nuova generazione, quella dei ventenni della Gen Z. A differenza dei millennials, questi ragazzi sono nati e cresciuti nella crisi economica e hanno così acquisito una visione disincantata, realistica e pragmatica della vita e del lavoro. Sono abituati al sacrificio e non vivono nel mito di un futuro roseo: sanno confrontarsi con successo col mondo professionale. 

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