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MILLENNIALS IN AZIENDA

È L’ORA DI LASCIARGLI SPAZIO NELLE IMPRESE

Tg Pop News

Millennials e imprese

Siamo nell'industrioso Nord-Est, dove le aziende di famiglia rappresentano l’80% del totale, e il 67,5% se si considerano soltanto quelle con più di 20 milioni di fatturato, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio dell’Associazione italiana delle aziende familiari. Qui il tema del passaggio generazionale è una materia delicata. Se ne è discusso a Padova allo storico Caffè Pedrocchi in un evento organizzato da Corriere Imprese in collaborazione con Assindustria Venetocentro, Cortellazzo&Soatto, Promex, Camera di Commercio di Padova e Banco Bpm. Ce ne parla meglio il suo coordinatore editoriale, Alessandro Zuin.

Millennials in azienda, i vantaggi

Avevamo già visto altrove le caratteristiche di questa generazione. Qui è importante affermare che i millennials vivono a metà tra un modo digitale e uno analogico. Una realtà sospesa, una contraddizione che si portano dietro anche nel lavoro. Questi giovani, infatti, non sono nati già immersi nella realtà digitale ma si sono dovuti adattare a essa quindi sono iperconnessi, distratti e infatti hanno un approccio piuttosto superficiale al lavoro. Tendono al Job Hopping e, almeno i millennials entro i 30 anni, cambiano il doppio dei lavori rispetto ai ragazzi della Generazione X e addirittura il triplo rispetto ai Baby Boomers. A incidere su questo c’è anche il fatto che è loro ferma scelta e convinzione non anteporre la vita professionale a quella personale: lavorano per vivere e non vivono per il lavoro. Sebbene tutto questo sembri disegnare un panorama a dir poco cupo riguardo al loro inserimento in azienda, basti pensare che molti di questi ragazzi sono perseguitati dalla disoccupazione, i millennials dovrebbero avere nel mondo impiegatizio e imprenditoriale più spazio perché porterebbero un carico di valori nuovi, in grado di svecchiare il mondo dell’impresa. Millennials, infatti, vuol dire anche individui creativi e multitasking capaci di adattarsi rapidamente al mercato. Questo valore aggiunto si denoterebbe anche e soprattutto nel mondo delle grandi imprese dove convivono più generazioni: l’adattabilità, la tolleranza e la creatività dei millennials permetterebbe loro di creare una sinergia nel luogo di lavoro che gioverebbe all’attività produttiva di tutti. 

Per aprire le porte delle imprese ai millennials e garantire così un passaggio che sia morbido, come già accennato, e che non corrisponda ad un taglio netto dei ponti con le generazioni precedenti, occorre prima di tutto riuscire a comunicare con loro. Parlare la loro stessa lingua, condividere con loro il medesimo codice di valori. Qual è allora l'identikit dell'impresa ideale per i millennials? Quali benefit nel concreto occorre dar loro per attirarli in azienda?

  1. Formazione continua: oltre lo stipendio c’è altro. Per i millennials è importante la formazione e la meritocrazia.
  2. Orari flessibili e smartworking: i millennials lavorano per obiettivi e non per orari.

Ma, come abbiamo già accennato, i millennials hanno non solo un’attitudine più distratta verso il lavoro, anche perché sono sempre connessi, ma anche perché tendono a cambiare lavoro spesso. Come riuscire quindi a trattenerli? A fidelizzarli?

  1. Ambiente collaborativo: I millennials preferiscono ambienti con un clima disteso e amichevole.
  2. Sono ben accette attività di team building.
  3. Come accennato prima, condividere con i millennials il loro codice di valori quindi, ad esempio, le tematiche a loro care come la difesa dell’ambiente o l’uguaglianza sociale.  

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