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I MILLENNIALS E IL FUTURO DELLA PENSIONE

PER GRAN PARTE DEI GIOVANI LA PREVIDENZA SOCIALE È UN’UTOPIA

Tg Pop News

Un futuro con la pensione? Impossibile!

E la pensione? Ma quale pensione! È la risposta di tanti Millennials quando si parla di previdenza. Ce ne parla Alessandra Caparello su Wall Street Italia. Per i nati tra il 1981 e il 1996 la parola pensione è, nel migliore dei casi, un grande punto di domanda. Secondo una ricerca condotta da Social Science Research Network, moltissimi tra Baby Boomers, membri della Generazione X e Millennials non si aspettano di ricevere, un giorno, la pensione. E sono proprio i membri della Generazione Y quelli messi peggio: si stima che proprio loro lasceranno il mondo del lavoro per il meritato riposo intorno al 2050, ma all’orizzonte, come scrive l’editorialista di Market Watch, Mark Hulbert, ci sarebbero solo lugubri prospettive finanziarie.

Le ragioni di un futuro così nero sono sostanzialmente tre:

  1. La crisi economica che ha rallentato le carriere. Abbiamo detto più volte che i ragazzi della Generazione Y sono perseguitati dalla disoccupazione.
  2. Il rapporto contrastante tra i Millennials e la Gig Economy ma soprattutto i lavoretti “in nero”, li portano a non versare alcun tipo di contributo per molto tempo.
  3. Una scarsa inclinazione ad aderire a piani di accumulo privati.

La drammatica situazione dei Millennials italiani è riconfermata dalle proiezioni dell’Ocse secondo cui i giovani che avranno la pensione la riceveranno solo dopo i 70 anni

Secondo le proiezioni fatte dal Fondo Monetario Internazionale i Millennials dovranno lavorare in media cinque anni in più rispetto ai pensionati di oggi e, se vorranno garantirsi un tenore di vita adeguato una volta che avranno terminato il loro percorso lavorativo, devono risparmiare fin da subito il 6-7% del loro stipendio annuo. 

A rendere ancora più nera la prospettiva di una pensione c’è la dura situazione reddituale di questa generazione. Secondo Deloitte il potere d’acquisto dei Millennials è calato del 35% negli Stati Uniti. Il fatto quindi che i Millennials abbiano le tasche vuote ovviamente rende ancora più cupa la speranza di percepire una pensione decente un giorno. Il Censis infatti ci dice che oggi il 40% dei lavoratori dipendenti di 25-34 anni guadagna in media non più di mille euro al mese e per questa ragione in molti si troveranno ad avere dalla pensione un reddito più basso di quello che avevano a inizio carriera. L’invecchiamento della popolazione e le riforme pensionistiche rendono, infatti, più complesso il quadro delle variabili che incidono sulla longevità.

Le ragioni principali di questo sembrano essere tre:

  1. Le baby pensioni, ovvero le persone che sono andate, in anni passati, in pensione con pochissimi anni di contributi.
  2. Gli oltre 700mila cittadini che ricevono ininterrottamente la pensione dal 1982, quando i Millennials non erano ancora nati.
  3. La disinformazione. Secondo State Street il 75% degli under 35 italiani non ha un'idea di cosa siano le pensioni. Il 53% dei Millennials pensa che la loro pensione arriverà al massimo al 50% del reddito da lavoro.

Inoltre, il 61% dei Millennials ha avuto finora una contribuzione intermittente, perché sono rimasti spesso senza lavoro o perché hanno lavorato in nero e questo influenzerà pesantemente il loro futuro pensionistico. Insomma, per avere una pensione decente sembra che i Millennials siano condannati a lavorare fino a età avanzata.

In altre parole, condannati al lavoro a vita.

Il miracolo dell’acqua e dell’aria

Estrarre acqua potabile dall’aria del deserto, non è un miracolo ma la prodigiosa scoperta di Omar Yaghi, un chimico dell’Università della California. Il processo viene realizzato da un macchinario detto MOF, le cui vendite si stima che nei prossimi 5 anni toccheranno i 410 milioni di dollari.

Sposarsi su Facebook  

Il social di Zuckerberg lancia negli U.S.A, Facebook Dating: il servizio dedicato agli over 18 che sfiderà i grandi player degli appuntamenti online, Tinder, Brumble e Match. Il vantaggio? Il social network più famoso al mondo, grazie alla grande quantità di dati che possiede, ci conosce perfettamente. 

Escort Adivsor, un’estate magra

Il primo Sito di recensioni di escort in Europa registra un forte calo di attività da parte delle lavoratrici del sesso. Ad agosto solo 15.688 sex workers al lavoro, un calo del 18% rispetto al mese di luglio e un tonfo di un -27% durante la settimana di Ferragosto. Il motivo? i clienti sono in vacanza con la famiglia.

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