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MILLENNIALS E CIBO: QUALITÀ, TRASPARENZA E SOSTENIBILITÀ

I DATI DELLA RICERCA CONDOTTA DA YOUGOV E WHOLE FOODS MARKET

Tg Pop News

Millennials: cibo di qualità e genuino 

Il 70% dei millennials spende più per mangiare che per viaggiare e il 60% si definisce un mangiatore avventuroso ovvero disposto a incontrare nuovi gusti e a sperimentare nuovi piatti. I dati sono di una ricerca targata Yougov e Whole Foods Market, la catena di supermercati americana, acquisita recentemente da Amazon che ha considerato il parere di oltre mille cittadini statunitensi di età compresa tra i 22 e i 37 anni. Le parole chiave dei giovani consumatori sono qualità, trasparenza e sostenibilità. 

  • Per 8 ragazzi su 10 il fattore fondamentale da considerare nel momento dell’acquisto di un cibo è la qualità e proprio questo che li spinge a spendere di più.
  • Il 69% degli intervistati è disposto a sborsare più soldi per avere maggiore qualità nel piatto.
  • Il 60% dei millennials con età compresa tra i 22 e i 37 anni si interessa molto di più di quanto non facesse 5 anni prima agli additivi come ormoni o coloranti che vengono aggiunti al cibo.
  • Il 70% legge attentamente l’etichetta degli alimenti prima di acquistarli.
  • Per il 45% mangiare bene vuol dire seguire regimi alimentari specifici come quello vegano.
  • Un millennials su due preferisce acquistare prodotti biologici. Se consideriamo cloro che si trovano nella fascia d’età tra i 33 e i 37 anni, la percentuale di coloro che comprano cibi biologici sale al 57%.
  • Un terzo degli intervistati ammette di aver investito più nel cibo di qualità che nel fare viaggi. In molti infatti amano definirsi mangiatori avventurosi: in cucina amano sperimentare tanto che il 60% di loro ammette di fare un sforzo pur di creare nuovi piatti.
  • Il 65% dei millennials preferisce acquistare prodotti alimentari da brand che utilizzano pratiche di rifornimento responsabile, sostenibile.
  • Il 52% dei millennials è pronto a pagare di più quando mangia fuori purché il cibo sia non solo più buono ma anche più sano.
  • Il 50% preferisce acquistare quei prodotti che hanno un packaging con meno plastica.

Dunque, i millennials mangiano sano, bio e con un’attenzione particolare all’ambiente: il carrello è decisamente green.  

Millennials a tavola

I millennials nel mondo sono certamente uno dei gruppi più numerosi, se non il più numeroso e già questo permette di spiegare come e perché stanno cambiando l’universo del food. Scelte diverse a tavola spinte o ispirate dalle discussioni che si sviluppano soprattutto sui social. Il 40% delle discussioni sostenute dai millennials su Facebook, Instagram e Twitter negli U.S.A ruota intorno al cibo. Percentuale che sale addirittura al 49% in Francia. Il risultato? Addio birra, maionese e benvenuta Kombucha. Come ci dice il Washington Post “I millennials non vogliono il classico, solito, triste hamburger”. 

Uno dei trend che più si affermano nel cibo è quello del custom: ogni esperienza col cibo dev’essere personalizzabile.

Ecco, quindi, i punti che più caratterizzano la food experience dei millennials. 

  1. I millennials puntano prima di tutto alla convenienza, ma questo non vuol dire che per risparmiare acquistino cibo spazzatura.
  2. Questa generazione sceglie aziende che danno un occhio all’impronta ambientale. Per loro è importante, quindi, non solo la qualità e il gusto di ciò che mangiano, ma anche l’idea di non inquinare con gli imballaggi. 

Poi ci sono altre due categorie che guidano i gusti dei millennials: cibi surgelati e snack. 

  1. Cibo con molte proteine e poche calorie, soprattutto snack.
  2. Cibi surgelati, purché siano di alta qualità.

Entrambi sembrano rispondere a delle esigenze ben precise: sono in genere convenienti, sono a portata di mano, vale a dire che permettono di essere consumati in maniera piuttosto rapida e, soprattutto, garantiscono dei benefit chiari e immediati. Sono prodotti, infatti, in grado di soddisfare rapidamente la fame e il fabbisogno di calorie, hanno pochi ingredienti da controllare e permettono di essere in linea con una dieta. Alla luce di questo, i brand si stanno organizzando per far coincidere le richieste dei millennials in tema food con i prodotti venduti. I millennials puntano moltissimo su ricette autentiche, meno ingredienti, prodotti biologici, adeguatezza alle diverse diete, messa in risalto dei nutrienti e del contenuto alimentare, ma anche scelte di produzione etiche.

Nobel per la Medicina 2019 

I premi Nobel 2019 per la Medicina sono andati agli americani William Kealin e Gregg Semenza e al britannico Peter Ratcliffe. La loro scoperta riguarda il meccanismo con cui le cellule si adattano alla disponibilità di ossigeno e può aprire la strada alla lotta a molte malattie tra le quali il cancro. Il prestigioso riconoscimento ammonta a 830mila euro. E a proposito di medicina una ricerca di Yougov mette in luce quanti falsi miti circolino tra gli italiani sulla salute, complice spesso il Web. Qualche dato? Il 41% crede che lo zucchero di canna sia più salutare di quello bianco, il 32% che mangiare i carboidrati la sera faccia ingrassare e il 66% che l’acido lattico sia il responsabile dei dolori del giorno dopo l’attività fisica. Una soluzione alle bufale sulla salute arriva dall’Istituto Superiore di Sanità che con una sezione ad hoc del portale ISSalute mette un freno alle trappole delle false credenze. 

Giovanissimi e dipendenti da Fortnite 

Hanno tra i 10 e i 15 anni e sono dipendenti da Fortnite. È quanto sostiene lo studio legale canadese Cale Legal che ha avviato una class action contro il colosso dei videogame Epic Games, produttore di Fortnite. L’OMS, lo ricordiamo, ha catalogato i disturbi derivanti da videogame come vere e proprie patologie. Abbiamo pescato dalla rete un video di Alessandro Rocco, fondatore del progetto “W la dislessia”: un consiglio tanto semplice quanto efficace. Eccone un estratto dal suo canale Youtube.

Il potere magico di una serie tv

Si chiama Blue Planet ed è una serie di documentari di BBC del regista David Attenborough. La visione pare che abbia risvegliato la coscienza green di molti londinesi che da qualche tempo aderiscono a un’iniziativa molto sostenibile. Vediamo di cosa si tratta in un video tratto dal quotidiano britannico Evening Standard.

QUESTO VIDEO MI FA SENTIRE

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