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AAA CERCASI LAVORO, MA NESSUNO RISPONDE

FINCANTIERI ASSUME 6MILA TECNICI E NON RIESCE A TROVARLI

Tg Pop News

Fincantieri: AAA cercasi 6mila tecnici

L’appello, accorato, arriva dall’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono: “Cerchiamo 6mila tecnici e non sappiamo dove trovarli”. Fincantieri è un’azienda pubblica italiana che si occupa di cantieristica navale e nel suo settore è tra le più importanti al mondo. Al momentoc la sua ricerca di personale altamente specializzato come saldatori, carpentieri, motoristi e installatori di tubi, è caduta nel vuoto. La causa di questo sarebbe da rintracciare nel mismatch, vale a dire nella non corrispondenza tra le competenze dei candidati e quelle ricercate dall'azienda.

Quali sono i mestieri che nessuno vuol fare?

Uno studio Anpal-Unioncamere, come riportato dal Sole 24Ore, ci dice che da qui al 2022 le imprese italiane saranno in grado di offrire 469mila posti di lavoro a profili tecnici ma già oggi risulta difficile reperire un terzo di quelle risorse

In generale la difficoltà di reperire manodopera è del 36%. Ma quali sono i mestieri che gli italiani non vogliono fare, quelli per i quali è difficile trovare forza lavoro?

  • Quelli specializzati in installazione e manutenzione di attrezzature elettriche ed elettroniche hanno una difficoltà di reperimento del 53,5%
  • I saldatori al 49,8% 
  • Fabbri ferrai e costruttori di utensili per il 49,6%. 

Inutile aggiungere che questo rappresenta il grande paradosso italiano: il tasso di disoccupazione tra i millennials resta alto - solo a maggio era al 30,5% - ma, nel contempo, ci sono posti di lavoro che restano vuoti perché le aziende non trovano candidati con le competenze adeguate.

Il boom di laureati disoccupati e il paradosso italiano

Questa tendenza è riconfermata anche dal recente studio “New Skills at Work” condotto da Jp Morgan e Bocconi, secondo il quale l’Italia è il terzo stato al mondo con il più alto disallineamento tra le discipline di studio scelte dai giovani e le esigenze del mercato del lavoro

Tutto questo si traduce in tassi di disoccupazione per i nostri laureati, molto più alti di quelli di Paesi con la nostra stessa struttura economica: negli ultimi 15 anni, il tasso dei giovani disoccupati tedeschi con età tra i 25 e 39 anni, ha oscillato tra il 2 e il 4%, mentre quella degli italiani tra l’8 e il 13%.

Le ragioni alla base di questo skill mismatch sono molteplici:

  1. In Italia si snobba la formazione tecnica; infatti gli studenti diplomati negli istituti tecnici scarseggiano e quelli iscritti agli Itis sono soltanto 13mila. “Avremo più università che laureati” tuona ancora l’AD di Fincantieri, un’azienda che, a oggi, cresce del 10% l'anno.
  2. Altro problema è l’indirizzo universitario intrapreso dagli studenti. Anche la Germania ha una percentuale di laureati più bassa della media europea, ma la composizione per disciplina è diversa da quella italiana. In Germania, ad esempio, sono di più i laureati in informatica, ingegneria, economia e management, mentre in Italia i laureati in scienze sociali, discipline artistiche e umanistiche sono il doppio che in terra tedesca. Inutile dire che, nella maggior parte dei casi, come emerge dallo studio della Bocconi, le lauree che rendono di più in termini economici e monetari sono economia e management, giurisprudenza, medicina e ingegneria, vale a dire quelle dove il numero di studenti in Italia non è certo alto. Abbiamo già detto quali sono le lauree più utili per avere uno stipendio elevato e fare carriera. 
  3. In Italia, inoltre, esiste un paradossale problema di sotto-qualifica e di sovra-qualifica della forza lavoro. Se da un lato lo scarso numero di laureati rende l’offerta di lavoro sotto qualificata, dall’altra, in relazione a un tessuto economico e produttivo fatto di piccole e medie imprese, c’è un 20% di forza lavoro, all’incirca un 20%, che è sovra-qualificata, vale a dire troppo specializzata per il sistema produttivo italiano, fatto da micro-imprese con produzioni a basso valore aggiunto. Analisi e scelte di policy in uno scenario in rapida evoluzione”. In tutto questo la percentuale d'italiani che lavorano in posizioni non adatte al loro titolo di studio è molto alta, quando si analizzano le competenze: il 76% dei sovraqualificati e il 79% dei sottoqualificati ricopre una posizione consona alle proprie reali competenze.
  4. Ultimo, ma non certo per importanza è la scelta del percorso formativo, fin dalle superiori. La ricerca “The Evolution of Awareness and Belief Ambiguity in the Process of High School Track Choice”, Review of Economic Dynamics, Volume 25, April 2017, ha svolto un sondaggio su 900 studenti di terza media al fine di capire quali criteri utilizzano per la scelta delle scuole superiori. Ciò che è emerso è che le scelte d'indirizzo scolastico sono sempre focalizzate su un soddisfacimento a breve termine e mai su un’analisi ad ampio raggio su quelle che potrebbero essere le prospettive in termini di mercato del lavoro o accesso all’università.

Il risultato della mancata corrispondenza tra percorso formativo e lavorativo è che i ragazzi tra i 15 e i 24 anni costituiscono il 6,5% della forza lavoro e il 20,3% dei disoccupati di lungo periodo, mentre la differenza tra i tassi di disoccupazione dei giovani e degli adulti, tra il 2007 e il 2015, è salita dal 14% al 31%.

Bye bye plastica: Pepsi e l’acqua in lattina

Come riportato anche da Ninja Marketing, Pepsi è pronta dal prossimo anno a lanciare sul mercato Pepsico l’acqua in lattina, una scelta green che la multinazionale spera possa piacere ai propri clienti. 

Myllennium Award 2019

Si è tenuta ieri sera, nella prestigiosa cornice di Villa Medici a Roma, la cerimonia di premiazione della quinta edizione del Myllennium Award, il primo premio “generazionale” in Italia che si rivolge ai millennials, promosso dal Gruppo Barletta, presentata da Margherita Granbassi e Pierluigi Pardo. Consegnati i riconoscimenti a oltre 30 giovani vincitori tra le otto categorie del premio giunto alla quinta edizione. Realizzata per l’occasione una ricerca con episteme che confronta i millennials coi coetanei del 1988, su come è cambiata la percezione del mondo e della società nell’arco di 30 anni.

Countdown Black Friday Amazon 

Il 15 e 16 luglio, Amazon lancerà il Prime Day, il “black friday” estivo che offrirà una serie di sconti ai clienti prime della piattaforma di e-commerce più grande al mondo. 

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