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I DATI SULLA FUGA DEI CERVELLI IN ITALIA

QUASI IL 50% DEI LAUREATI È PRONTO A LASCIARE IL NOSTRO PAESE

Tg Pop News

Tanti, troppi cervelli in fuga dall'Italia

Quanti sono i cervelli in fuga che dall’Italia vanno all’estero? Risponde a questa domanda uno studio curato da Almalaurea e riportato sulle pagine del Corriere della Sera dal giornalista Enzo Riboni.

Il campione considerato è di 640mila laureati di primo e secondo livello che sono stati interpellati a distanza di 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo.

  • Il 47,2% degli intervistati si dice pronto a lasciare il Paese per una buona opportunità di lavoro all’estero. Una percentuale in continuo aumento soprattutto se si considera che 10 anni fa la percentuale era del 39,9%.
  • A distanza di 5 anni dalla laurea nel 2018 lavoravano all’estero il 5,7% degli intervistati in possesso di un titolo di secondo livello.
  • Avere studiato all’estero, aumenta le possibilità di occupazione del 12,7%, in confronto un tirocinio post-laurea fatto in Italia aumenta le chance di trovare un lavoro soltanto del 9,1%.

Se si guarda più in generale ai laureati che sono espatriati, il bilancio dei rimpatri è negativo. Nonostante gli incentivi per agevolare il rimpatrio, secondo il rapporto Istat 2018 sul «Benessere equo e sostenibile», a fronte dei 16 mila laureati tra i 25 e i 39 anni che nel 2016 hanno lasciato l’Italia, solo 5 mila sono rientrati nello stesso periodo.

Sfida a colpi d’innovazione

Duing lancia il primo torneo d’innovazione in Italia. Durerà 6 mesi e vedrà sfidarsi, da ottobre a marzo 2020, a “colpi di digitale” 650 studenti selezionati dai migliori atenei italiani.

Rivending, niente spreco

Bicchieri e palette delle macchine automatiche del caffè sono in salvo: Unionplast, Confida e Corepla sono in campo per recuperare i beni plastici. Ogni anno solo alle macchinette si consumano in Italia oltre 5 miliardi di bicchieri.

E questo dove lo butto?

Niente paura, a Shanghai il colosso Alipay aiuta i cittadini a fare correttamente la raccolta differenziata dei rifiuti. Basta dotarsi di un’apposita app che usa l’intelligenza artificiale.

QUESTO VIDEO MI FA SENTIRE

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