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L'IMMIGRAZIONE IN ITALIA FRA VERITÀ E FALSI MITI

MOLTI IMMIGRATI VENGONO DALLA NIGERIA DOVE IL REDDITO PRO CAPITE È MEDIO-ALTO

Tg Pop News

A rischiare la propria vita sui barconi sono davvero i più poveri del mondo? Prova a rispondere a questa domanda Milena Gabanelli, dalle pagine del Corriere della Sera. Il fenomeno è spiegato con i dati raccolti da Eurostat, Nazioni Unite e Banca Mondiale ed elaborati dall’ISPI, l’Istituto per gli studi di politica internazionale.

Immigrazione in Europa: un po' di numeri

Negli ultimi sei anni 1 milione e 85mila africani sono partiti verso l’Europa. Ma chi sono queste persone? E perché l’hanno fatto? Stando ai dati, gli individui partiti dall'Africa per compiere questo viaggio della speranza non sono solo poverissimi

  • Il 60% di chi decide di mettersi in viaggio viene da Paesi con un reddito annuo pro capite compreso tra i 1.000 e i 4.000 dollari, cifre considerate dalla Banca Mondiale come medio-basse per il continente africano. 
  • Il 29% ha un reddito addirittura medio-alto e cioè compreso tra i 4 e i 12mila dollari all’anno
  • Addirittura il 7% ha un reddito alto.
  • Soltanto al 5% degli africani che giungono in Europa proviene da Paesi con un reddito sotto i 1000 dollari, percentuale questa, che scende all’1% per quelli che vengono in Italia.

Complessivamente il numero degli africani in Europa è passato da 4,5 milioni nel 1990 a 9,2 nel 2017. Il Paese da cui ne arrivano di meno è senza ombra di dubbio il Niger, dove il reddito pro capite è di 870 dollari mentre quello da cui ne arrivano di più è la Nigeria, dove il reddito pro capite è di 5.473 dollari all’anno, considerato medio-alto per il continente africano. Medio-basso è invece il reddito di Senegal e Costa D’Avorio dai quali sono partite alla volta del nostro Paese rispettivamente 30.280 e 22.240 persone.

Aiutarli a casa loro? Solo a certe condizioni

Il fenomeno delle migrazioni va letto in un quadro complessivo di mercato globale in cui lo spostamento delle persone si manifesta all’interno di una dimensione economica fatta di mercati aperti e scambi a livello internazionale. Questo vuol dire che potrebbe essere conveniente, sotto diversi punti di vista, investire nei Paesi dai quali partono gran parte dei migranti, ma solo se questo viene fatto in maniera mirata. Si tratta, in altre parole, di formare sul posto le professionalità che poi serviranno nel Paese di destinazione: è qui che andrebbero indirizzati i 50 miliardi di euro previsti dal Piano Marshall dell’Europa per l’Africa. Solo così sarà possibile pensare al futuro non solo umanitario ma anche e soprattutto economico, dell’Africa ma anche dell’Europa stessa.

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