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GREENPEACE: LE INDUSTRIE AUTOMOBILISTICHE PIÙ INQUINANTI

A 4 ANNI DALL'ACCORDO DI PARIGI È NECESSARIO ABBANDONARE DIESEL E BENZINA

Tg Pop News

Greenpeace: Scontro con il clima

“Scontro con il clima: come l’industria automobilistica guida la crisi climatica”, questo è il titolo del rapporto di Greenpeace che analizza l’impatto sul clima delle 12 maggiori case automobilistiche mondiali. A 4 anni dall’accordo di Parigi l’urgenza di abbandonare le auto a diesel e a benzina si fa sempre più incalzante. La strada possibile sembra essere una e una sola: cambiare il modello di business, eliminare gradualmente i motori a combustione interna (ICE) e dare spazio a servizi che si integrino con trasporto pubblico, car sharing, e car pooling. Nonostante le auto elettriche in Europa quindi, l'emergenza emissioni CO2 non è diminuita. In futuro ci sarà spazio solo per veicoli elettrici più piccoli, più leggeri e più efficienti dal punto di vista energetico. 

Greenpeace: chi inquina di più?

Il settore auto nel 2018 ha venduto 86 milioni di veicoli e si stima che sia responsabile di 4,8 gigatonnellate di CO2, pari al 9% delle emissioni globali di gas serra.

La top five delle aziende con le emissioni più elevate:

  • Al 5° posto la Hyundai/Kia con 401 milioni di tonnellate di gas serra;
  • Al 4° posto General Motors con 530 milioni di tonnellate;
  • Al 3° posto Toyota con 562 milioni di tonnellate di CO2;
  • Al 2° posto il gruppo Renault-Nissan-Alliance con 577 milioni di tonnellate di CO2;
  • Sul primo gradino del podio c’è Volkswagen Group: le emissioni di CO2 sono 582 milioni di tonnellate, più delle emissioni di gas serra dell’Australia. Volkswagen è stata però l’azienda con le emissioni più alte tra i costruttori di auto nel 2017 e 2018. (535 milioni tonnellate di CO2eq) 9. A onor del vero, Volkswagen Group è l’unica delle aziende analizzate che ha l’obiettivo di abbandono dei motori a combustione interna a livello globale.

Fiat Chrysler Automobiles ha le registrato le emissioni più alte per veicolo. Nel 2018 le emissioni totali di gas serra di FCA sono state maggiori di quelle dell’intera Spagna. Il dato non ci sorprende considerando che Non è un dato sorprendente, visto che le vendite di questo marchio, soprattutto negli Stati Uniti, sono state in gran parte relative a SUV e pick-up.

Come bloccare le emissioni di CO2?

  • Fino a oggi i motori ibridi non hanno fatto altro che bloccare lo sviluppo di reali alternative e non superano la tecnologia dei motori a combustione interna, che va invece abbandonata per affrontare seriamente la crisi climatica. I motori ibridi infatti si basano su una tecnologia a combustione interna e anche i motori ibridi plug-in, se non utilizzati nella maniera più efficiente e soprattutto per brevi viaggi, possono avere notevoli livelli di emissioni.
  • I miglioramenti nelle emissioni medie di CO2 delle nuove auto vendute in U.S.A, Unione Europea, Cina, Giappone e Sud Corea, il 70% del mercato globale, sono stati nulli se non addirittura negativi. Ennesima dimostrazione che i motori a combustione interna devono essere abbandonati.
  • I SUV stanno rendendo impossibile la transizione energetica. La vendita di è più che quadruplicata negli ultimi 10 anni, passando in Europa dall’8% del 2008 al 32% del 2018. A causa del loro peso più elevato e dell’impostazione meno aerodinamica, le emissioni di CO2 di questa tipologia di auto sono più alte di quelle delle altre auto. Secondo uno studio realizzato dall’Istituto Aerospaziale Tedesco (DLR) mostra che per avere una possibilità di circa il 66% di mantenere l’aumento medio di temperatura globale entro 1.5°C, soglia indicata oltre la quale si verificherebbero le conseguenze peggiori dei cambiamenti climatici, le auto a diesel e a benzina dovranno essere rapidamente abbandonate, con uno stop alle vendite previsto in Europa per il 2025 per le nuove auto e per il 2028 per le ibride

Sentiamo il commento alla ricerca di Luca Iacoboni, il responsabile Campagna Energia e Clima Greenpeace Italia, ai microfoni di PopEconomy.

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