Canali

IN ITALIA 1 LAUREATO SU TRE È SENZA LAVORO

SONO GIOVANI TRA IL 15 E I 34 ANNI E RAPPRESENTANO IL 20,7% DELLA POPOLAZIONE

Tg Pop News

I laureati disoccupati sono sempre di più 

In Italia 1/3 dei laureati è senza lavoro per un totale di 12,5 milioni di persone. Sono perlopiù giovani di età compresa tra il 15 e i 34 anni (fonte Istat) e rappresentano il 20,7% della popolazione ma soprattutto il futuro del nostro paese. Ci parla di loro Ferruccio De Bortoli sulle pagine de l’Economia. In soli 10 anni i contratti a tempo indeterminato sono calati dal 61,4% al 52,7% mentre il livello d’istruzione dei giovani lavoratori è aumentato sensibilmente. Nell’ultimo decennio sono cresciuti di 1 milione e 431mila unità. Sempre secondo l’Istat il livello di sovraistruzione è cresciuto notevolmente: sono 1,8 milioni gli italiani tra i 20 e i 64 anni che svolgono mansioni per le quali è richiesto un livello d’istruzione inferiore. Certamente nel nostro Paese resta un mismatch tra offerte di lavoro, che nessuno sembra voler accettare, e un tasso di disoccupazione altissimo per molti giovani italiani. Resta comunque un problema, una sfida interessante e avvincente per il nuovo governo, il più giovane della storia repubblicana.

La soluzione che suggerisce De Bortoli è interrompere il circolo vizioso, agendo sul cattivo uso dei tirocini che solo nel 2017 hanno superato quota 370mila. Perché, diciamocelo chiaramente, 500 euro al mese e zero effetto sulla futura pensione, sono un risparmio solo per le aziende. L’alternativa? I contratti di apprendistato: in Italia solo 428mila contro i 1,4 milioni della Germania, un investimento vero sul futuro delle nuove generazioni.

Perché i laureati disoccupati sono in aumento?

  • Ci sono forse troppi laureati nel nostro Paese? Una quantità così grande di cervelloni troppo istruiti per tuffarsi nel mondo pratico e concreto del lavoro? Beh, se pensiamo che il problema possa essere il numero di laureati, allora ci sbagliamo di grosso. L’Italia conserva infatti con purtroppo il penultimo posto per numero di laureati con il 27,8% di giovani tra 30 e 34 anni che hanno un titolo di studio elevato. Ecco, se prendiamo i ragazzi di 30 anni che da tre anni hanno conseguito il titolo di laurea vediamo che solo il 62,5% ha un lavoro. La percentuale può apparirci buona ma, a un qualsiasi confronto con gli altri Paesi, le nostre speranze si frantumano. In Europa la media dei trentenni che hanno trovato lavoro dopo tre mesi dalla laurea è dell’85% e, in alcune nazioni, come Germania e Olanda, sale addirittura al 94%. Magra consolazione l’aver sotto di noi solo la Grecia, con il 59%, visto che paesi come Turchia e Serbia sembrano avere dati migliori dei nostri. Evidentemente non è un problema di numero di laureati ma piuttosto di un mancato collegamento esistente tra universo della formazione, università e mondo del lavoro.
  • Se a questo si aggiunge una realtà contrattuale, quella del lavoro in Italia, che è estremamente complessa e precaria (l’Italia è una Repubblica fondata sugli stage", per parafrasare l’art. 1 della Costituzione), il gioco è fatto e il dato spiegato.
  • C’è poi un altro dato da considerare, la scelta del percorso formativo più vantaggioso per trovare lavoro. Il tasso di occupazione è infatti più basso per chi si laurea nelle discipline artistiche (72%) o umanistiche (78%). Il paradosso è che l’Italia registra la seconda quota più alta (29%) in tutta l’area OCSE di adulti laureati in queste discipline. Insomma, in Italia i giovani intraprendono percorsi formativi non propriamente in linea con le esigenze di mercato. In Italia il tasso d’impiego per un laureto in ingegneria è dell’85% mentre per i laureati in tecnologie informatiche e della comunicazione arriva addirittura all’87%. Solo che tra i giovani italiani solo il 15% è in possesso di questi titoli. Insomma, ci sono lavori che sono più richiesti in Italia rispetto ad altri, ma in molti sembrano fregarsene. 
  • E poi c’è il classico problema degli stipendi. Un software engineer in Italia ha una Ral media di 28.431 euro l’anno all’inizio della carriera mentre lo stesso lavoro in Germania arriva a guadagnare 1,70 volte tanto, in U.K. 1,41, negli Usa 2,19 tanto, in Spagna 0,98 e in Svizzera 2,19. È vero che in Italia sta aumentando la quota di giovani tra i 25 e i 34 anni che hanno un titolo di studio di livello terziario (nel 2018 ha raggiunto il 28%) ma questo non si traduce in un miglioramento delle prospettive lavorative: nella stessa fascia d’età il tasso di occupazione si ferma al 67%.

Uber costretta ad assumere?

In California primo round verso una legge anti-precariato. La proposta, già approvata dal Senato, punta a estendere maggiori tutele ai dipendenti delle aziende della cosiddetta economia dei lavoretti.

Vacanze infinite

Per 10,1 milioni italiani settembre è ancora tempo di vacanze: a dirlo è un’indagine di Coldiretti/Ixé: questo mese per molti è l’occasione di una vacanza bis oppure l’opportunità di un viaggio low cost a fronte di listini con prezzi inferiori fino al 30%.

Un addio commovente

Jack Ma lascia Alibaba e saluta tutti con un video emozionante, ecco la versione integrale tradotta in italiano.

QUESTO VIDEO MI FA SENTIRE

Torna su