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DIRITTI TV IN SERIE A: SKY E DAZN PERDONO ABBONATI

SECONDO LA LEGA CALCIO SONO 700MILA IN MENO

Tg Pop News

Diritti TV: il crollo degli abbonati

È il primo bilancio dell’era Sky/Dazn. A parlarcene è il giornalista Lorenzo Vendemiale dalle pagine de Il Fatto Quotidiano.

Secondo la Lega Calcio, dai 4 milioni medi di abbonati di Sky/Mediaset si è scesi a 3,3 milioni, con una differenza di ben 700mila iscritti pari al 30% dell’audience. I dati di ascolto considerati ci dicono che il girone di andata della Serie A ha registrato 91 milioni di spettatori con una perdita di 42 milioni rispetto all’anno precedente, cioè –31% di audience.

Dove sono finiti gli spettatori?

Iniziamo col dire che le percentuali sopra presentate sono frutto di una realtà, quella del calcio in TV, che quest’anno è stata completamente rivoluzionata. La dominazione del duo Sky-Mediaset è stata scardinata dall’arrivo di un altro grande protagonista, DAZN, che si è fatto presto spazio nei salotti degli italiani. Il problema è che questa piattaforma ha adottato meccanismi d’iscrizione affini a quelli di Netflix: abbonamenti condivisi, o prove mensili gratuite, spesso reiterate dagli stessi utenti. Insomma, un panorama caotico che non ci permette di avere un quadro completo su quanti tifosi effettivamente siano migrati su questa piattaforma. Qualche numero però c’è: secondo la Lega Calcio, DAZN ha più o meno 1,3 milioni di abbonati, dei quali 300mila hanno “giurato fedeltà” solo a questa piattaforma. Resta però il dubbio su quanti siano quelli che sono iscritti sia a DAZN che a Sky.

D'altronde la competizione tra questi player non sembra essere così agguerrita. Perform, società che controlla Dazn, ha pagato 193 milioni di euro a stagione per la Serie A e 22 per la Serie B. Sky, in tutto questo, le ha perfino prestato milioni anche comprando pacchetti di abbonamenti. Vero è che, tra le due, chi primeggia è certamente Sky che, dopo aver respinto in Spagna la concorrenza del gruppo Mediapro, oggi offre l’esclusiva sulla Serie A, tutta, sull’Europa League e sulla Champions League. Complice di tutto questo una concorrenza, quella di DAZN che, come abbiamo detto, non è certo agguerrita e che offre un prodotto non di altissima qualità e comunque sempre parziale (permette solo di vedere alcune partite e non tutti i match del campionato). Tuttavia, se l’obiettivo di Sky era quello d'inglobare tutti gli ex clienti di Mediaset, beh, l’azienda c’è riuscita solo in parte.

Distribuzione degli ex abbonati di Mediaset

A risponderci sono i dati forniti Agcm

  • Il 32% ha sottoscritto un’offerta Sky, o NOWTV.
  • Il 15% ha scelto solo DAZN.
  • Il 17% entrambe le piattaforme.
  • Il 36% ha rifiutato il calcio in televisione e non ha sottoscritto nessun abbonamento sul mercato.

Insomma, nel passaggio da un’era all’altra del calcio in Tv, della Serie A guardata dal divano di casa, si sono persi molti tifosi per strada: alcuni non guardano proprio più le partite mentre altri hanno scelto la via dell’illegalità, della pirateria (sempre più in crescita secondo Fapav, Federazione antipirateria). È anche vero che seguire la propria squadra del cuore in TV oggi è sempre più oneroso: se in passato bastavano 29 euro al mese per la Serie A sul digitale terrestre oggi il conto supera i 40.

Diritti TV: quale futuro per la Serie A?

Oggi c’è Sky e la "leggera" concorrenza di DAZN, ma domani non si sa. Già quest’anno, lo ripetiamo, c’è stata una rivoluzione che ha visto il passaggio dall’era Sky-Mediaset a quella Sky-DAZN. Ma qual è il futuro del calcio in TV? L’Antitrust, riconoscendo la posizione dominante di Sky ha vietato al colosso di Comcast nuove esclusive online. D’altra parte la coppia Sky-DAZN ha fatto scappare i tifosi. Quindi chi dominerà il panorama futuro dei diritti della Serie A? Proprio in questi giorni si riaffaccia sul mercato italiano Mediapro: gli spagnoli garantiscono un minimo di un miliardo e cinquanta milioni a stagione per i primi tre anni mentre per il secondo triennio l'offerta sale a un miliardo e cento milioni.

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