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L'ITALIA CHIAMÒ: INCENTIVI FISCALI PER CERVELLI IN FUGA

I BONUS FISCALI PER CHI VUOLE TORNARE IN ITALIA

Tg Pop

Mancanza di lavoro, stipendi bassi e meritocrazia assente hanno spinto molti giovani a lasciare il nostro Paese per cercare nuovi orizzonti professionali e di vita. Un fenomeno in forte ascesa in Italia che provoca non solo una perdita di risorse umane, ma anche di soldi. Una ricerca del Ministero del Lavoro condotta, da INPS, INAIL e ANPAL, ci dice che i "cervelli in fuga" per ragioni economiche sono quasi triplicati negli ultimi dieci anni. Secondo un’altra indagine, questa volta condotta dal Centro Studi di Confindustria, la tendenza a emigrare dal nostro Paese ci costa ben14 miliardi l’anno.

Bonus fiscale 2016/2017

Per bloccare questa emorragia e favorire un controesodo, lo Stato italiano aveva istituito nel 2016 un bonus fiscale. Questa norma riguardava originariamente solo i lavoratori dipendenti e assoggettava a tassazione il 70% del reddito da questi conseguito. Al bonus sono state introdotte 3 novità importanti dalla Legge di Bilancio del 2017:

  • Agevolazione estesa anche ai lavoratori autonomi.
  • Tassazione sul 50% del reddito da lavoro dipendente o autonomo.

Bonus fiscale 2018

Nel 2018 sono state introdotte ulteriori agevolazioni fiscali. A chi sono rivolte?

  1. Docenti universitari e ricercatori residenti all’estero che decidono di tornare in Italia per almeno 2 anni: incentivo fiscale con sconto IRPEF del 90%.
  2. Lavoratori rimpatriati: esenzione per 5 anni del 50% del reddito da lavoro autonomo o dipendente prodotto in Italia.
  3. Nuovi residenti: imposta sostitutiva per 15 anni sui redditi prodotti all’estero. 

Novità

Adesso, per incentivare ulteriormente il ritorno a casa degli italiani all’estero, arriva anche un nuovo sconto IRPEF, questa volta del 70%, per tutti i lavoratori che rientrando in Italia aprono un’impresa.

 

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