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TRANQUILLI, A SCUOLA NON SI BOCCIA!

DAL 2014 IL NUMERO DEI PROMOSSI È AUMENTATO DEL 6%

Tg Pop News

I dati della bocciatura a scuola in Italia

Secondo i nuovi trend dell’istruzione riportati sul Sole 24 Ore dai giornalisti Eugenio Bruno e Claudio Tucci, sembra proprio che la scuola italiana abbia smesso di bocciare. Lo stato delle bocciature in Italia è, una volta su tutte, riconfermato da numeri e cifre che parlano chiaro:

  • Alle superiori, negli ultimi 5 anni, il tasso dei promossi è aumentato di 6 punti percentuali passando dal 65,1% al 71,1%.
  • Nello stesso arco di tempo i bocciati sono calati dal 9,8% al 7,4%.
  • Secondo i dati del Miur, sono cresciute anche le ammissioni agli esami di terza media e di maturità, che hanno raggiunto percentuali rispettivamente del 98,3% e del 96%.

Insomma, giovani che passano da un anno all’altro anche senza aver acquisito le conoscenze necessarie. Si diventa grandi (scolasticamente parlando) rapidamente ma senza aver acquisito le giuste nozioni. Tutto questo, per altro, non è compensato da una formazione autonoma che gli italiani si costruiscono lui libri, anzi. In Italia si legge poco

Perché la bocciatura in Italia è quasi impossibile?

Nel nostro Paese la percentuale dei promossi è in forte ascesa e la causa non è da riscontrarsi nelle eccelse capacità di apprendimento degli studenti italiani, bensì in una serie d’interventi legislativi che hanno reso più facile l’iter scolastico. Del Dpr varato nel 2009 dall’allora Ministro dell’Istruzione Gelmini, che imponeva la sufficienza, il 6, in tutte le discipline come requisito minimo per essere promossi, non è rimasto molto.

Partiamo dalla scuola primaria. In questo caso la bocciatura è quasi impossibile: l’indicazione è quella di limitarla a casi eccezionali e, qualora venisse applicata, sarebbe comunque necessaria una delibera all’unanimità dei docenti contitolari.

Nella scuola media la promozione viene deliberata dal consiglio di classe e si può ottenere, secondo la legge varata nel 2017 da Valeria Fedeli, anche in caso di mancanza di parziale o totale acquisizione dei livelli di apprendimento: in pratica si passa alla classe successiva anche in presenza di uno o più voti insufficienti.

Alle superiori, la bocciatura a scuola sussiste solo in presenza di tante insufficienze. Il Consiglio di Classe, in questo caso, può sospendere lo scrutinio finché il debito formativo non viene colmato. La novità di quest’anno è che si potrà accedere all’esame di maturità anche con un’insufficienza purché ci sia una delibera del consiglio di classe che lo permette.  

Insomma, il futuro potrebbe essere quello di ragazzi tanto in pari con gli studi quanto ignoranti. Questo può giovare al nostro Paese e alla nostra economia? "Ai posteri l’ardua sentenza", direbbe Alessandro Manzoni, non a caso. 

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