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L'ACCORDO CON IL DRAGONE E LA SINDROME DEL PIEDINO DI PORCO

LA BELT AND ROAD INITIATIVE E I NUOVI ACCORDI FRA CINA E ITALIA

Tg Pop News

Belt and Road Initiative: la Via della Seta fra Cina e Italia

La Cina arriva in Italia attraverso la firma del Memorandum of Understanding a sostegno della Belt and road Initiative (BRI), ovvero il programma per la costruzione di una nuova Via della Seta. 

A firmare il MOU,  il leader cinese Maximo Xi Jinping che, per mezzo dell’accordo, garantirebbe l’aumento dei traffici commerciali, e non solo, fra Europa e Cina. 

Intesa che da un lato migliora i rapporti con la Cina, dall’altro non rende felici gli Americani, che guardano a quest’ultima come predatrice nel mare dell’economia mondiale. Non ha torto, in verità, se si considerano le vicissitudini riguardanti il controllo del Porto del Pireo, la colonizzazione, per mezzo di infrastrutture, di intere nazioni africane e la manovra sfumata, nel 2011, del finanziamento per il ponte sullo Stretto di Messina in cambio del controllo del porto di Palermo. 

 

MOU, Memorandum of Understanding: cosa prevede l’accordo Cina-Italia

Il MOU, Memorandum of Understanding è un progetto infrastrutturale-commerciale di connessione tra Cina ed Eurasia che coinvolge ben 65 Paesi, ovvero il 70% della popolazione mondiale. Anche l’Italia ha deciso di aderire per riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina che vede ad oggi un deficit per il Paese vicino ai 18 miliardi di dollari. 

Il Memorandum of Understanding prevede 29 accordi tra aziende italiane e cinesi, per un totale di almeno 7 miliardi di euro. Tra i nomi italiani troviamo anche quello di Ansaldo Energia, il gruppo genovese tra i maggiori produttori di centrali elettriche al mondo, che dovrebbe, tra l’altro, ricevere una commessa da Shanghai Electric, sua azionista con il 40%.

L’accordo vuole anche promuovere il turismo cinese in Italia che ha raggiunto quasi 2 milioni di persone nel solo 2018. Un’occasione colta al volo da CTrip Group, principale agenzia di viaggio online cinese, che ha già firmato accordi con Aeroporti di Roma, Trenitalia e Musei Ferrari. 

 

Belt and Road Initiative: gli intoppi sulla nuova Via della Seta

Alcune questioni in sospeso potrebbero però, mettere a rischio la stipulazione dell’intesa:

  1. L’eventuale imposizione della tecnologia 5G, lo standard di ultima generazione che vede predominare le aziende cinesi Huawei e ZTE, che creerebbe all’Europa qualche problema sui dati sensibili. Questioni relative alla privacy, quindi, che causano timori per la sicurezza nazionale.
  2. La presa commerciale dei porti di Genova, Trieste e Palermo che servono ai cinesi per riempire di container il Mediterraneo. Il braccio del governo cinese si allunga su due delle tre infrastrutture italiane sopra indicate: il porto di Genova e quello Trieste. 

In pratica l’Europa prepara uno “scudo spartano” che comprende condizioni di reciprocità

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