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SICUREZZA A SCUOLA: COME SIAMO MESSI?

CE LO DICE IL RAPPORTO DI CITTADINANZATTIVA

Tg Pop News

Cittadinanzattiva e la sicurezza a scuola

La scorsa settimana è stato presentato il 17esimo rapporto di Cittadinanzattiva nel quale si è cercato di analizzare lo stato di salute della scuola italiana con un con un focus particolare sugli asili nido. 

Il panorama presentato prende in analisi dal punto di vista strutturale e della sicurezza ben 11.027 asili nido italiani frequentati da oltre 320.000 bambini. Purtroppo i dati, i numeri che emergono denotano una situazione che non è mai stata così catastrofica dal 2013 a oggi. Solo quest’anno sono stati registrati, infatti, 70 tra crolli e distacchi d’intonaco, uno ogni tre giorni. Di questi, 29 avvengono nelle regioni del Nord, 17 al Centro e 24 nel Sud o sulle Isole.

Sono 2 i punti che emergono sostanzialmente dal rapporto di Cittadinanzattiva:

  1. In generale lo stato di salute della scuola italiana non è certo buono ma c’è una magra consolazione: gli asili nido son messi un po’ meglio rispetto alle altre scuole italiane. Secondo i dati raccolti, in linea di massima, gli asili nido sono in uno stato di sicurezza più adeguato: oltre due nidi su cinque sono in regola con le certificazioni (come quelle di agibilità statica, presenti nel 42% dei casi rispetto al 26% delle scuole di altro ordine). I nidi sono stati interessati da interventi di manutenzione ordinaria in due casi su tre. Restano comunque alcune grosse lacune dal punto di vista della “sicurezza sismica”: solo il 15% ha effettuato le verifiche di vulnerabilità e appena il 4% è stato migliorato sismicamente.
  2. Altro dato che emerge dal rapporto presentato è che c’è un grave ritardo nell’utilizzo dei fondi per la messa in sicurezza delle scuole. Sebbene ci siano a disposizione 4 miliardi e mezzo, soltanto 1mld e 600mln circa sono stati investiti o comunque sono in fase di utilizzo.

Asili nido in Italia, come stanno?

Uno dei problemi che asta alla base della scarsa salute degli asili nido è che questi sono stati costruiti molti anni fa: il 33% è stato realizzato negli anni ’70 con tutto ciò che ne consegue in termini di normative. Se andiamo a vedere nel dettaglio, infatti, poco più del 40% possiede l’agibilità o il collaudo statico e meno della metà è dotato dell’agibilità igienico-sanitaria (47%).

Abbiamo parlato precedentemente di una situazione che si distribuisce in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. In molti casi è il Sud ad avere le migliori condizioni possibili: il 78% dei nidi campani ha l’agilità statica, ad esempio, rispetto al solo 18% di quelli lombardi, l’84% dei nidi della Campania è stato interessato da interventi di manutenzione ordinaria, rispetto al 57% del Piemonte. Per ovviare alla lunga età degli asili italiani, lo Stato si è limitato a portare avanti un’azione di manutenzione. In questo caso i dati sono positivi: il 64% dei nidi ha subito interventi di manutenzione ordinaria (rispetto al 27% delle altre scuole) e il 29% di quella straordinaria.

Purtroppo, però, gli interventi non sono andati oltre:

  • Solo il 4% degli asili nido è stato migliorato sismicamente.
  • Solo il 10% dei nidi ha effettuato indagini diagnostiche su soffitti e solai.

Quali sono gli elementi positivi?

Abbiamo già detto che gli asili nido non sono certamente gli edifici scolastici messi peggio se consideriamo lo stato di salute di elementari e medie. Abbiamo anche detto che permangono comunque delle evidenti lacune. Ma cosa c’è di buono? Esistono dati per i quali queste strutture possano considerarsi in buono stato? Sì e sono i seguenti:

  • L’83% è in possesso del Documento di valutazione dei rischi.
  • L’82% ha predisposto il piano di emergenza.
  • Il 78% effettua le prove di evacuazione
  • L’83% degli asili dispone di una mensa interna.
  • Il 90% assicura le diete speciali.
  • Due asili su tre dispongono di cortili o aree verdi.

Ai microfoni di Popeconomy Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

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