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LA LIBERTÀ DI STAMPA IN ITALIA È A RISCHIO

NELLA CLASSIFICA IL NOSTRO PAESE È SOLO 43ESIMO

Tg Pop News

Come ogni anno arriva puntuale il World Press Freedom Index, l’indice mondiale della libertà di stampa. Il rapporto è redatto da Reporter Senza Frontiere (RSF), una ONG con sede a Parigi, consulente delle Nazioni Unite.

Libertà di stampa, la classifica mondiale

La ricerca è stata portata avanti sottoponendo un questionario sia a organizzazioni partner che a giornalisti, ricercatori e giuristi di tutto il mondo. 

  1. Al primo posto la Norvegia. Unico caso di attacco ad un giornalista è stato nel 2018 quando il reporter televisivo di origine coreana Fredrick Solvang è stato bersaglio di insulti razzisti. 
  2. La Finlandia sul secondo gradino. 
  3. Terzo posto per la Svezia.
  4. Quarto per l’Olanda
  5. Quinto posto per Danimarca
  6. La Svizzera
  7. Nuova Zelanda
  8. Jamaica
  9. Belgio
  10. Costa Rica

Dove sono le nazioni del Centro Europa? Dov’è l’Italia? Per trovare la Germania e la Francia occorre risalire rispettivamente al tredicesimo e trentaduesimo posto. Nella classifica stilata da Reporter Senza Frontiere si evidenzia chiaramente come la situazione peggiore, quella di minor libertà di stampa è in Cina. Malissimo anche Turkmenistan che, posizionandosi all’ultimo posto, sostituisce la Corea del Nord di Kim Jong-Un. Anche in Africa le condizioni dei reporter non sono certo ottimali: la Repubblica Centroafricana retrocede di 33 punti, poi c’è la Tanzania (-25) e la Mauritania (-22). Nella top 4 in negativo c’è anche il Nicaragua che perde 24 punti. Al di là della classifica e dei posizionamenti specifici, occorre fare una valutazione di carattere generale importantissima: il numero dei Paesi dove un giornalista può lavorare senza temere per la propria vita è diminuito. Durante l’arco del 2018 ci sono state 359 segnalazioni riguardanti attacchi alla sicurezza fisica e all’integrità dei giornalisti e di questi 29 sono classificati come “livello 1”, che copre le violazioni più gravi e dannose alla libertà dei media. Tutti, poi, abbiamo tristemente appreso della morte di Ján Kuciak in Slovacchia e Jamal Khashoggi, nel consolato dell’Arabia Saudita in Turchia. A questi numeri agghiaccianti sono da aggiungere 130 casi di giornalisti detenuti: 110 in Turchia, 11 in Azerbaigian, 5 nella Federazione Russa e quattro in Ucraina. Ultimamente poi ci sono state 10 nuove segnalazioni su misure legislative o amministrative problematiche in 8 Stati membri, che prevedono chiusura o blocco dei media tramite decreto oppure lo stop dei siti internet per motivi di sicurezza nazionale senza controllo indipendente.

Libertà di stampa in Italia

Queste realtà, queste problematiche non sono così lontane da noi come si potrebbe pensare. Sono cinque gli stati in Europa dove i giornalisti hanno dovuto fare i conti con crescenti difficoltà: Serbia, Montenegro, Ungheria, Malta e Slovacchia

E in Italia, come siamo messi?

Meglio dello scorso anno ma tra gli ultimi posti tra le nazioni europee. Il nostro Paese infatti guadagna tre punti ma è al 43esimo posto della classifica e, nonostante un miglioramento di tre posizioni rispetto all’anno precedente, la situazione rimane preoccupante. Sono circa una ventina i nostri giornalisti sotto la protezione delle forze dell’ordine, minacciati dai grandi gruppi criminali o da organizzazioni estremiste. Campania, Calabria, Puglia e Sicilia sono tra le regioni peggiori per fare informazione ma anche Roma non è da meno. I giornalisti italiani sono spesso bersagliati anche da parte del mondo politico che non risparmia loro critiche e insulti.

Come mai questa posizione?

Secondo Reporter Senza Frontiere la proposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini di togliere la scorta a Roberto Saviano o i ripetuti attacchi dei politici del Movimento 5 stelle ad alcuni giornalisti, hanno influito molto sul posizionamento in classifica. Il crimine organizzato però resta una delle più grandi minacce per i giornalisti: nel 2018 ci sono stati tre casi di giornalisti con minacce di morte e al momento sono 21 i giornalisti italiani minacciati dalla mafia che vivono sotto la protezione permanente della polizia. L’Italia è tra i Paesi con il maggior numero di segnalazioni pubblicate sulla Piattaforma nel 2018 a pari merito con la Federazione Russa: sono 13, vale a dire il triplo rispetto al 2017. Il nostro Paese è il membro dell’Ue con il più alto numero di minacce attive sulla piattaforma.

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