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L’ITALIA PREFERISCE I CONTANTI

COSÌ AUMENTA IL RISCHIO RICICLAGGIO

Tg Pop News

Italia affezionata alla banconota

L'Italia è in cima alle classifiche europee per utilizzo del contante. A dirlo sono i dati del Csf, il comitato sicurezza finanziaria, un organo con competenze di contrasto al terrorismo internazionale e al riciclaggio di denaro sporco. In Italia ogni 100 euro di transazioni, 86 si traducono in scambiati di banconote (contro quella dell’eurozona, ferma al 79%). In un mondo dove la tecnologia dei sistemi di pagamento progredisce e toglie spazio al contante, l’Italia resta ancorata alla cara vecchia banconota. Il vero problema, però, è che l’utilizzo prevalentemente di contanti aumenta il rischio di riciclaggio. 

Tuttavia, nel nostro Paese, ci sono notevoli differenze tra regione e regione per quanto riguarda l’utilizzo di contanti. 

  1. Primo posto per la Calabria dove la moneta viene utilizzata nel 94% delle transazioni.
  2. In Abruzzo, Molise e Campania la percentuale scende del 3%.
  3. La Lombardia, che comunque resta la regione italiana più virtuosa, riesce ad agganciare la media europea rimanendo al di sotto del 2%.

A parlarci del legame che il nostro Paese ha col contante sono i giornalisti Marco Mobili e Gianni Trovati in un’inchiesta sul il Sole 24 Ore. In un anno, secondo l’ultima elaborazione dei dati relativi al 2016, nei Paesi dell’euro le transazioni in contanti raggiungono i 129 miliardi. Queste, però, avvengono soprattutto in paesi come Cipro, Malta e Grecia, dietro le quali c’è proprio l’Italia, seguita dalla Spagna.

Proprio per questo tra le priorità della politica europea c’è sempre di più il contrasto al contante, come mostra per esempio la decisione della Bce di sospendere dal 27 gennaio scorso l’emissione delle banconote da 500 euro. La Lega parla dell’utilizzo dei contanti nel nostro Paese proponendo un condono per il contante con un’aliquota del 15% (la stessa percentuale che la flat tax ha messo in vigore per le partite IVA). L’obiettivo ultimo in realtà è più ambizioso: secondo le ultime stime il sommerso in gioco ammonterebbe a 210 miliardi di euro.

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