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PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED ASSENTEISMO

Oggi parliamo di pubblica amministrazione

Tg Pop

Aumentano finalmente i licenziamenti per assenteismo in Italia.

Secondo il Corriere della Sera furono 3 nel 2016, 34 nel 2017, 54 nel 2018, di cui 11 solo in Sardegna.

Nella classifica delle maglie nere seguono Lazio e Sicilia con 8 licenziamenti.

Certo è solo la punta dell’iceberg rispetto ai 3 milioni di dipendenti pubblici italiani ma che i furbetti del cartellino si schiantino contro l’iceberg fa un certo piacere.

Il fondo monetario internazionale sostiene che se la nostra Pubblica amministrazione avesse in tutta Italia la stessa qualità nella scuola, nei trasporti, nella sanità, nella giustizia, che ha in Lombardia, il nostro pil aumenterebbe di oltre 30 miliardi di euro.

Oggi come oggi invece i punti della Pubblica amministrazione sono soltanto di sutura. Secondo la ragioneria dello Stato per il suo personale lo Stato stesso spende 163 miliardi di euro, 161 miliardi per gli stipendi dei dipendenti, 2,5 miliardi per il personale estraneo.

                                                                               

Pubblica amministrazione e assenteismo: i costi

I costi maggiori sono per la scuola (41 miliardi), e sanità (40 miliardi) e 21 miliardi per gli enti vocali ed infine 17 miliardi per le forze dell’ordine.

Salta all’occhio qualche leggera sproporzione. Ogni anno, per il benessere del personale dipendente, tra terme, vacanze, soggiorni a prezzi scontati e benefit, lo Stato spende 123 milioni di euro.

Un dipendente pubblico guadagna in media 34 mila euro. I magistrati sono i più pagati. I meno pagati sono i ministeriali.

Complessivamente i giorni di assenza dei pubblici dipendenti nel 2015 sono stati 126 milioni.

Le malattie si verificano misteriosamente il lunedì e a margine delle festività.

 

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