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QUOTE ROSA: A CHE PUNTO SIAMO?

IL BILANCIO A 8 ANNI DALLA LEGGE GOLFO-MOSCA

Tg Pop News

Legge sulle quote rosa in Italia

Nel 2011 è stata approvata la legge “Golfo-Mosca” che sanciva quote rosa per Cda, collegi sindacali delle società quotate in Borsa e per quelle a controllo pubblico. La percentuale stabilita doveva andare dal 20% al 33% per gli ultimi rinnovi degli organi e l’obiettivo era quello di correggere la sotto rappresentazione femminile nelle istituzioni, raggiungendo, in questo modo, una situazione più paritaria con i colleghi di sesso maschile. 

Nel 2021 scadrà l’ultimo obbligo di riserva e, a quanto pare, gli effetti della legge hanno dimostrato grande efficacia.

In generale possiamo dire che il lungo e faticoso percorso delle quote rosa ha portato e sta portando buoni risultati: se negli anni ’70 in Italia la quota delle donne era solo all’1% e nel 2003 del 2%, ad oggi è salita addirittura al 33%.

Ma per capire meglio quale sia lo stato delle quote rosa si può guardare alla ricerca condotta da “Buone Notizie” de il Corriere della Sera che mette in luce la situazione delle 40 maggiori società quotate in borsa, prima e dopo la legge. I parametri analizzati sono stati:

  1. Il numero di top manager donne. 
  2. La percentuale di dirigenti donne.
  3. Quella di donne presenti nei board.
  4. Il numero di consigliere con deleghe operative. 

Quote rosa, missione compiuta

Stando alle cifre indicate i risultati sono questi:

  • La percentuale femminile nei Consigli è salita dal 5,7 % del 2011 al 35,5% di oggi. 
  • Tra le Società monitorate, 19 hanno addirittura superato la quota imposta. Tra queste Banca Generali, Banco Bpm, Ferrari, Generali, Intesa Sanpaolo, Moncler, Poste Italiane e Salvatore Ferragamo.
  • Il numero delle donne top manager è cresciuto, passando da 46 a 71.
  • La percentuale delle donne dirigenti è passata dall’ 11,9 al 17,6%.
  • Tra le Società analizzate, 6 hanno un presidente donna: Amplifon, Eni, Enel, Poste, Terna e Ubi Banca.
  • Salvatore Ferragamo è l’unica società del Ftse Mib con un amministratore delegato donna, Micaela le Divelec Lemmi.

Secondo il Commissario della Consob, Anna Genovese, la maggiore presenza femminile nelle imprese ha portato più sensibilità sui temi sociali e migliori livelli di performance.

Cosa sono le quote rosa?

Col termine “quote rosa” si indica il numero di posti riservati alle donne nell’organico delle imprese e delle istituzioni.

Questo termine è considerato deviante da molte donne perché ad esempio ricorda i romanzi rosa, non certo noti per essere opere profonde e complesse, o perché induce i più a pensare che si tratti dell'assegnazione di posti alle donne indipendente dal merito o dalle competenze. In realtà l’obiettivo delle quote rosa è completamente opposto: si tratta di norme antidiscriminatorie volte a eguagliare la presenza delle risorse di sesso femminile e maschile tanto nelle istituzioni private quanto in quelle pubbliche. 

Il punto sulla parità di genere

Nel 1975 le donne presenti nei parlamenti di tutto il mondo erano appena il 10,9%. Nel 2010 la percentuale è salita al 18. L’esperta svedese Drude Dahlerup ritiene che al di sotto del 40% non sia possibile parlare di “presenza di genere” nelle istituzioni. Proprio la Svezia oggi ha una percentuale di donne in Parlamento che sfiora il 50%, piazzandosi tra le prime nazioni europee per parità di genere nelle istituzioni.

Legge sulle quote rosa in Italia

Qual è la situazione storica del nostro Paese?

Dalla nascita della Repubblica italiana, la rappresentanza femminile nelle istituzioni politiche è aumentata, passando dal 7,7% del 1948 al 21,1% del 2008. In Italia, nel 2003, l’articolo 51 della Costituzione è stato riformato: "Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini". La legge sulle quote rosa del 2006 non ha sortito grandi effetti perciò, nel 2012, una nuova norma ha imposto agli enti locali di promuovere la parità di genere nelle giunte. 

Nel Parlamento europeo, dal 1979 al 2009, la presenza delle donne è passata dal 14% al 25%.

• Passando dalla politica alle imprese, nel 2011 l’Italia ha introdotto norme per favorire la partecipazione delle donne nei Cda delle aziende quotate in Borsa e delle Società a partecipazione pubblica

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