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Irene Fassini

GIÙ I SIPARI PER L'EPIDEMIA

PopEconomy XL

Per Veronica e per molti altri attori nella sua stessa situazione, il decreto cura Italia prevede un supporto di 600€ per il mese di marzo, ma il mondo del teatro, che conta centinaia di migliaia di lavoratori e un volume d’affari di quasi mezzo miliardo di euro, rischia di restare fermo ben più a lungo e le conseguenze di questo improvviso calo dei sipari non si esauriranno con la fine dell’emergenza coronavirus.

 

La situazione non è migliore per gli compagnie e teatri, tra tourné sospese, matinee e scolastiche cancellate e variazioni improvvisate di un’intera stagione. Le imprese teatrali possono accedere a un fondo da 130 mln di euro, che però riguarda l’intero  mondo dello spettacolo. E come saranno ripartite queste risorse è ancora tutto da vedere.

 

Nel frattempo resta il conto da pagare. 

 

Ma il prezzo più alto lo pagano i lavoratori autonomi. Gli ammortizzatori sociali spettano solo ai dipendenti, la maggior parte sono invece scritturati:

attori e tecnici che dovrebbero percepire il minimo salariale per 5gg, poi il normale compenso. Per le compagnie però riuscire a garantirlo è un problema a fronte delle perdite subite in questa emergenza di cui non si vede ancora la fine.

 

L’emergenza sanitaria ha portato alla luce le falle di un sistema già fragile e che non funziona, ma che vede, forse per la prima volta, lavoratori e datori di lavoro dello spettacolo remare nella stessa direzione.

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