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Sara Ruggeri

A QUANTO AMMONTA LO SPRECO ALIMENTARE IN ITALIA?

NEL 2018 GETTATI ALIMENTI PER UN VALORE DI 16 MILIARDI DI EURO

PopEconomy XL

Spreco alimentare in Italia

A quanto ammonta lo spreco alimentare in Italia? Ce lo dice Rolando Manfredin, responsabile qualità e sicurezza alimentare di Coldiretti Italia: “Nel 2018 sono finiti nella pattumiera alimenti un valore di 16 miliardi di euro cioè 0,88% del PIL, sono soprattutto sprechi domestici. Questo ha un impatto sull’ambiente nello smaltimento dei rifiuti. Nell’UE le emissioni dovute allo smaltimento di alimenti è di 170 milioni di tonnellate di Co2. Lo spreco alimentare è un paradosso in Italia dove ci sono 2,7 mln di persone che chiedono da mangiare e più dell’11% degli italiani non può garantirsi un pasto adeguato ogni 2 giorni. Lo spreco alimentare domestico è di 36 kg pro-capite all’anno: alimenti più colpiti sono verdure, yogurt, salse ma anche il pane. Regioni più colpite quelle del Sud, Campania, Sicilia e Calabria ma in Lombardia ci sono 229mila persone che hanno bisogno di assistenza per il cibo. Gli alimenti gettati nella pattumiera nell'ambito domestico rappresentano i 4/5 dello spreco alimentare italiano. Secondo una stima sono 220.000 le tonnellate di cibo sprecato ogni anno, vale a dire 18,7 kg per metro quadro di superficie di vendita. Anche nelle scuole molto cibo viene sprecato: l'avanzo medio nel piatto di ogni studente è di 90 grammi mentre quello di cibo completamente intatto è di di 27 grammi. Eppure per ridurre lo spreco alimentare in molti ritengono che si debba ripartire proprio dall'educazione e dalle scuole: secondo i dati 2019 dell'Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market /Swg, il 68% degli italiani la pensa così.

Bella Dentro, per la frutta brutta ma buona

Una delle idee per ridurre lo spreco alimentare, soprattutto nell'ambito dell'ortofrutta Camilla e Luca hanno ideato Bella Dentro: “Questo progetto nasce dopo aver visto un documentario di National Geographic sullo spreco alimentare nel quale ci ha colpito vedere che nell’ortofrutta il 90% dello spreco alimentare avviene per motivi estetici”. Questo meccanismo fa sì che se si verificano imprevisti meteorologici come la grandine il 60/70% del raccolto viene scartato. In una situazione di normalità, invece, viene gettato il 20%. “L’obiettivo di Bella Dentro è la vendita di frutta e verdura che altrimenti andrebbe scartata solo per motivi estetici. In 1 anno di attività, infatti, abbiamo salvato 26 tonnellate di frutta con un guadagno per i produttori di 16mila euro".

Andrea Segrè, “I diari dello spreco”

Andrea Segrè combatte da anni lo spreco alimentare facendo informazione. Oggi ci rivela la sua ricetta per uno spreco alimentare zero. “Ho puntato sulla parte dello spreco o sull’etica ma se la metti dal punto di vesta economico la gente si fa interessata. È quello che ho fatto attraverso i Diari dello Spreco, un’indagine scientifica fatta per il Ministero dell'Ambiente che dimostra che ogni famiglia getta cibo buono ogni anno per una cifra pari a 450 euro. Spero che questa leva economica induca il lettore a riflettere”.

Dal Giappone il modello "Zero Waste"

In Giappone la strategia “Zero Waste” ha toccato punte di eccellenza. A Kamikatsu ci sono infatti 45 diverse categorie per la raccolta differenziata di rifiuti. Akira Sakano ci racconta: “Lo scorso anno abbiamo raggiunto il 79,3% di riciclo dei rifiuti e da qui al 2020 vorremmo raggiungere l’obiettivo zero sprechi”. C’è anche una rivista, Kurukuru, con specificate tutte le categorie di rifiuti che, l’anno scorso, sono salite a 45 e questo per che, ci spiega Akira: “Dal 2012 abbiamo più operatori in grado aumentare le categorie di classificazione dei rifiuti. Gli abitanti della città possono lasciare qui gli oggetti che non utilizzano e prendere gratuitamente ciò che vogliono. L’anno scorso delle 13 milioni di tonnellate che sono state portate in negozio, ben 11 sono state portate via da chi ne aveva bisogno”. 

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