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Sara Ruggeri

SOCIAL ECONOMY: ECCO CHI LA FA VERAMENTE

AGESOL, MEDICINEMA, OFFICINE BUONE, AM@NETTA E ASSOCIAZIONE SALTO OLTRE IL MURO

Lifestyle

Officine Buone

Un talent in ospedale, Special Cook, dove i concorrenti sono giovani cuochi e la giuria è composta dai pazienti. Poi c’è Special Stage: la location è sempre la stessa, gli ospedali, dove i pazienti danno un voto alle performance di giovani artisti. Ce ne parla Simona Fabrizi, dell’associazione Officine Buone: “Operiamo in oltre 40 ospedali col volontariato. Special Cook si sviluppa come una sfida tra due giovani chef, un vero e proprio talent dove i pazienti danno un giudizio sui piatti. La stessa cosa per Special Stage ed è da qui che è nata l’idea di realizzare una Web serie, Involontario, ambientata in ospedale che racconta il progetto ed è finanziata interamente dalla Fondazione Cariplo. Sono molti i nomi dello spettacolo che hanno contribuito come Eleonora Giovanardi, Paolo Ruffini e Brunori Sas”. 

Agesol

Promuovere il reinserimento lavorativo dei detenuti e lavorare col le aziende per progetti di responsabilità sociale d’impresa. Queste le mission di Agesol che dal 1998 entra nelle carceri italiani. Ce ne parla la direttrice, Licia Roselli: “Agesol è un’azienda che si occupa d’inserimento sociale e lavorativo di persone che hanno avuto problemi nella società, persone con problemi di carcere, di dipendenza o hanno perso il lavoro. In 15 anni abbiamo incontrato circa 5mila persone e abbiamo trovato lavoro a 700 persone. Vogliamo lavorare con progetti di secondo livello vale a dire creare rete con il terzo settore, associazioni, fondazioni o imprese per creare progetti per l’inserimento lavorativo e sociale delle persone”. 

Medicinema

Il cinema può anche curare. Due sale cinematografiche sono state realizzate all’interno del Policlinico Gemelli di Roma e all’Ospedale di Niguarda a Milano. Il progetto è di Medicinema Italia onlus. Ce ne parla il presidente Fulvia Slavi: “Nasce nel 2013 per portare il cinema negli ospedali come elemento di cura. Operiamo usando frame, spezzoni di film per intervenire in varie patologie. Il progetto Ciack servirà all’ospedale Niguarda come terapia per chi ha il morbo di Alzheimer”.

Am@netta

Il carcere apre le porte all’artigianato. È il caso del progetto Am@netta del quale ci parla il presidente Matteo Tosi: “Siamo una startup artigiana che si occupa di realizzare stampe su magliette con grafiche che mettano insieme il mondo delle moto e quello della carcerazione, ecco il perché del nome. Il laboratorio avviene in due fasi: la prima fuori dal carcere dove incidiamo le grafiche, la seconda nel carcere dove un detenuto si occupa della stampa su tessuto”.

Associazione Salto Oltre il Muro

Cos’è Cavalli in Carcere? Ce ne parla Claudio Villa presidente dell’Associazione Salto Oltre il Muro: “È una scuderia nel carcere, una realtà unica in Europa. I detenuti imparano a gestire i cavalli, l’aspetto empatico è molto importante. Si tratta di un’attività basata tutta sul volontariato che permette di recuperare i cavalli e aiutare i detenuti. Il lavoro avviene per 6 ore al giorno, 6 giorni su 7: il lavoro quotidiano è fondamentale per il detenuto per recuperare la quotidianità del lavoro ma anche del rapporto”.

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