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IL SALONE DEL LIBRO DI TORINO: TEMPO DI BILANCI

148MILA VISITATORI E +10% NELLE VENDITE

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Salone del Libro: successo tra le polemiche

Tempo di bilanci per il Salone del Libro. Un’edizione, questa, che si è svolta tra mille polemiche. Prima su tutte quella relativa alla partecipazione della casa editrice Altaforte, vicina a CasaPound. La scelta di escluderla dalla manifestazione era stata presa dagli organizzatori del Salone in accordo con la Regione Piemonte e il Comune di Torino e aveva portato ad una girandola di polemiche alimentate dalle prese di posizione dell’editore stesso di Altaforte, Francesco Polacchi, che si era dichiarato apertamente fascista.

Ma cosa c’è stato di buono oltre queste discussioni e contrasti che sono saliti all’ordine delle cronache quotidiane? A dircelo è, dalle pagine de Il Giornale, Alessandro Gnocchi, che elenca punto per punto tutti gli aspetti di un Salone del Libro che ha regalato tante soddisfazioni al di là delle polemiche. Una sorpresa su tutte, ad esempio, è stato il libro Io sono Matteo Salvini, presentato a Torino e al centro di molte discussioni. Il libro di Chiara Giannini potrebbe diventare un vero e proprio best seller con le sue 6mila copie prenotate fino ad oggi

Salone del Libro di Torino: bilancio positivo

Senza ombra di dubbio è stata l’affluenza di pubblico a decretare il successo di questa 32esima edizione del Salone del Libro di Torino. Come riportato dal La Stampa, sembra che ci siano stati 148mila visitatori quest’anno, rispetto ai 144 mila del 2018. A festeggiare sono i grandi editori, come Einaudi, che vantano un +10% nelle vendite rispetto alla passata edizione, ma anche i piccoli: Luni editrice ad esempio, ha chiuso con un +25% nelle vendite proprio come Rusconi editore, che ha scelto di piazzarsi nel padiglione Oval. Alla fine questo padiglione, che era stato molto criticato per la distanza rispetto agli altri e anche per le difficoltà logistiche nel raggiungerlo, si è rivelato una novità positiva e non sembra aver penalizzato particolarmente nessuno degli editori che si erano posti al suo interno.

Si può migliorare? Certamente. Intanto il direttore del Salone del Libro, Nicola Lagioia, si è scusato con tutte le case editrici coinvolte nelle polemiche. Insomma, un’edizione questa che si è svolta tra le “intrusioni a gamba tesa” della politica che hanno reso difficile il suo svolgimento, ma che, alla fine, dati alla mano, può chiudersi con una sola parola: successo.

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