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Irene Fassini

RAY DALIO: I PRINCIPI DELL'ECONOMIA

UN CARTOON PER SPIEGARE COME FUNZIONANO IL CREDITO E IL DEBITO

PopEconomy XL

Ray Dalio, principi dell'economia

Ray Dalio, famoso uomo d’affari americano, ci racconta come funzionano i meccanismi dell’economia con un cartoon: ecco così spiegati in maniera semplice e diretta debito, credito, deficit e politiche economiche.

L’economia è fatta da moltissime transazioni semplici che si ripetono continuamente, creando 3 forze principali: 

  1. Crescita di produttività;
  2. Ciclo del debito a breve termine;
  3. Ciclo del debito a lungo termine;

Sovrapponendole è possibile ottenere un modello che permette di capire cosa stia succedendo in un determinato momento nell’economia.

La transazione economica, come funziona?

L’economia non è altro che la somma di moltissime transazioni. Ognuna di esse prevede un acquirente che scambia moneta o credito con un venditore: il credito funge da moneta. Sommando credito e moneta si ottiene la spesa complessiva. Dividendo l’ammontare speso per la quantità venduta, si ottiene il prezzo. Tutti i cicli dell’economia sono costituiti da transazioni, quindi capendo queste si capisce l’economia intera. Tutti nel mondo, le banche, i governi e i singoli cittadini, prendono parte alle transazioni. Il più grande acquirente e venditore è, ad oggi, il settore pubblico, che consiste di due parti: un’amministrazione centrale che riscuote tasse e amministra denaro e una banca centrale che controlla l’ammontare di denaro e credito nell’economia manovrando tassi d’interessi e stampando moneta.  

La centralità del credito in economia

Il credito è la parte più importante nell’economia perché è la parte più grande e incostante. Questo può aiutare finanziatori e debitori ad ottenere quello che vogliono. Il credito si genera quando i debitori promettono di ripagare e i creditori ci credono. Tuttavia, appena si crea credito, questo si trasforma subito in debito che è sia un’attività per il creditore che una passività per il debitore ma quando il debitore ripagherà la somma di denaro ricevuta, più gli interessi, la passività sarà chiusa. Ma se tutto, in conclusione di transazione si annulla, come mai il credito è così importante? Perché chi riceve quella somma di denaro, chi riceve credito, aumenta la propria capacità di spesa e la spesa è quello che trascina l’economia perché ogni spesa fatta da qualcuno è reddito per qualcun altro e se aumenta il reddito di un individuo questo, a sua volta, può garantire maggiori garanzie per ottenere nuovo credito, nuovo prestito. Quindi un maggior credito permette un maggior reddito che permette di aumentare la spesa. Questo è un modello di auto rafforzamento dell’economia e infatti abbiamo i cicli. In una transazione si deve dare qualcosa per ottenere qualcosa: alla lunga quanto si riceve dipende da quanto si produce ed è per questo che col tempo s’imparano cose nuove che ci permettono di aumentare la nostra produttività. Questa è importante nel lungo termine, mentre nel breve ciò che è più importante è il credito e questo perché la crescita di produttività non fluttua molto e quindi non fa oscillare particolarmente l’economia.

Il debito (a breve e a lungo ciclo)

Il debito, invece, ci permette di consumare di più di quanto produciamo quando lo acquistiamo e ci fa consumare meno di quanto produciamo quando lo rimborsiamo. Le fluttuazioni del debito seguono due grandi cicli:

  1. Dai 5 agli 8 anni;
  2. Dai 75 ai 100 anni;

Gran parte delle persone non capisce questo mutamento perché lo osserva troppo da vicino. Per comprendere meglio come si muovano le tre grandi forze dell’economia (credito, debito e produttività), proviamo ad immaginare una società senza credito, dove l’unico modo per produrre più soldi sia aumentare il reddito e quindi la produttività.

Siccome il mio reddito che aumenta mi porta a spendere di più, aumentando così il reddito degli altri, allora l’economia cresce solo se io o qualcun altro siamo più produttivi: si crea così una crescita che segue una linearità progressiva. Tuttavia, non funziona mai così. Infatti, ad interrompere questa crescita c'è l'indebitamento che rompe la linearità e crea i cicli. Ogni volta che vogliamo acquistare qualcosa che non possiamo permetterci, ci indebitiamo. In questo modo creiamo già un periodo nel futuro in cui la nostra spesa sarà inferiore: ecco come si forma un ciclo, un’alternanza tra spendere di più grazie al credito ricevuto e lo spendere meno futuro per ripagare il debito. Proprio in questo scarto temporale il credito si distingue dalla moneta: questa chiude subito la transazione mentre il credito è come se lasciasse un conto aperto. La verità è che usiamo molto più credito che moneta: gran parte del denaro è credito. Infatti, negli U.S.A. questo ammonta a circa 50 trilioni di dollari e la moneta è solo 3 trilioni. Ecco perché il credito è così importante, perché permette di aumentare la spesa delle persone senza necessariamente o esclusivamente passare dall’aumento di produttività, di lavoro. Un’economia con credito ha più spesa e permette ai redditi di salire più presto della produttività a breve termine, ma sfortunatamente questo non regge a lungo. Un’economia con credito ci permette di seguire le transazioni e vedere la crescita che si sviluppa col meccanismo, prima spiegato, di prestiti, di spesa per qualcuno e reddito per qualcun altro. Attenzione però, contrarre prestiti crea cicli e se il ciclo sale, prima o poi scende: questo è il ciclo del debito a breve termine.

Ciclo del debito a breve termine

In una prima fase, la spesa cresce e aumentano anche i prezzi: questo avviene perché l’aumento della spesa è generato dal credito che può essere creato dal nulla. Quando l’ammontare della spesa e i redditi crescono più velocemente della produzione delle merci, i prezzi salgono e così si crea inflazione. La Banca Centrale vuole ridurre questo fenomeno e così aumenta i tassi d’interesse per prendere prestiti, ricevere credito e il costo dei debiti sale. In questo modo la gente prende meno prestiti, quindi spende meno. Ecco allora che i prezzi diminuiscono e s’incorre nella deflazione e successivamente nella recessione. Per evitare che questa sia troppo grave la Banca Centrale abbassa il tasso degli interessi per far salire tutto di nuovo, così si ha un’espansione economica. Ogni ciclo si conclude comunque sempre con maggior crescita del ciclo precedente e con più debito. Così però i debiti aumentano molto e creano il ciclo del debito a lungo termine.

Ciclo del debito a lungo termine

Le persone sono sempre più indebitate, però i finanziatori estendono il credito perché tutti pensano che le cose stiano andando benissimo: i redditi sono aumentati, il mercato azionario va alla grande e si prende facilmente credito. Quando però la gente esagera si crea una bolla. Anche se i debiti sono stati in crescita, i redditi sono cresciuti per compensarli: il rapporto tra i due si chiama peso del debito. Ora, se i redditi salgono, il peso del reddito è gestibile, ma questo non avviene: nel corso dei decenni gli oneri del debito aumentano e anche più della spesa delle persone. E, siccome, lo abbiamo detto più di una volta, la spesa di qualcuno è il reddito di qualcun altro, i redditi cominciano a scendere e calano i prestiti. Il ciclo si inverte e c’è il picco del debito a lungo termine. È esattamente quello che è successo nel 2008 negli Stati Uniti e in Europa mentre in Giappone nel 1989. Ora l’economia riduce la leva finanziaria: meno spesa, meno redditi, il credito scompare, i prezzi delle attività calano e la Borsa crolla. Al calare del reddito e ad aumentare dei rimborsi del debito, i debiti si sentono sotto pressione, il credito si estingue e, per ripagare i loro debiti, devono vendere i loro beni, la spesa cala e crolla il mercato azionario. A differenza di quanto abbiamo visto prima, nella recessione, gli oneri del debito sono ingigantiti e adesso abbassare i tassi d’interesse non aiuta, perché questi sono già allo 0%. 

Abbassare gli oneri del debito tra austerity e nuova moneta

C’è un’impasse: il credito è bloccato e come si fa ad abbassare gli oneri del debito? Ci sono 4 strade:

  1. Taglio della spesa.
  2. Debiti ridotti con fallimenti e ristrutturazioni.
  3. Ricchezza ridistribuita.
  4. Banca centrale stampa nuova moneta.

 

  1. Di solito la spesa viene tagliata prima, proprio per pagare i debiti (questa è l’austerity). Quando i debitori pagano i loro debiti e non prendono nuovi prestiti, si pensa che cali il peso del debito ma questo non avviene. Le persone tagliano la loro spesa e, poiché la spesa di qualcuno è il reddito di un altro, questi calano più velocemente del rimborso del debito. Le aziende tagliano i costi: meno posti di lavoro. C’è poi un altro problema. I debiti sono crediti per qualcun altro. Se i debitori non pagano il loro creditore, come la banca, la gente pensa che la banca non possa rimborsarli e corrono in banca a prendere i loro soldi. C’è una depressine, una contrazione economica: la gente capisce che gran parte di quella che pensava essere la sua ricchezza non esiste. Molti finanziatori procedono così nel ristrutturare il debito, cioè il debito è ridotto. Purtroppo però, se il debito scompare rapidamente altrettanto succede con i valori reddituali e patrimoniali in modo che il peso del debito continua a peggiorare. Col taglio della spesa si hanno redditi più bassi e perciò il governo centrale raccoglie meno tasse e deve aumentare la spesa perché ci sono più disoccupati da mantenere.
  2. Questo è il deficit di bilancio di un governo che spende più di quanto guadagna in tasse. Per finanziare il loro deficit, i governi devono prendere denaro in prestito dai ricchi cosa che ci conduce al secondo punto: la redistribuzione della ricchezza.
  3. La Banca Centrale stampa denaro e lo usa per acquistare attività finanziare e Titoli di Stato. Aumentano i prezzi dei beni e si rendono le persone più degne di ricevere credito. Ma questo aiuta solo chi possiede beni finanziari. Quindi occorre una cooperazione col governo centrale: la banca Centrale acquista Titoli di Stato prestandogli denaro. In questo modo si abbassa l’onere del debito. Bisogna così bilanciare la parte inflazionistica con quella deflazionistica per avere una cospicua riduzione della leva finanziaria. Ma com'è possibile che ciò avvenga? 
  • Prima di tutto i debiti diminuiscono rispetto al reddito.
  • Inflazione non è un problema se la stampa di denaro compensa il credito assente.
  • Taglio della spesa, riduzione del debito, stampa della moneta sono in equilibrio.

Ma non ci hanno sempre detto che stampare moneta crea inflazione? No, se la stampa di questa compensa il calo del credito. Stampando moneta, la Banca Centrale può così compensare il credito. In sostanza occorre stampare denaro per spingere la crescita del reddito ad essere superiore al tasso d’interesse. 

Infine, ci sono tre regole da fissare molto importanti:

  1. Il debito non deve salire più velocemente del reddito.
  2. Il reddito non deve crescere più della produttività.
  3. È importante far crescere la produttività

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