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Sara Ruggeri

QUANDO IL COMPLOTTO FA CRESCERE IL CORONAVIRUS

Da Bill Gates a Greta: il caso delle fake news alimentate dalla paura

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Il coronavirus? E’ una roba strana, mica solo pipistrelli crudi e cinesi: puzza di sceneggiatura, qualcosa non quadra.

E’ stato Bill Gates con la moglie Melinda: nell'ottobre 2019, avevano organizzato con la loro fondazione e il Center for Health Security della Johns Hopkins University il famigerato "evento 201", una inquietante simulazione di cosa sarebbe potuto accadere all'economia e agli equilibri mondiali nel caso della diffusione di una gravissima pandemia. E poi, certo, Bill Gates, con quella faccia da nerd di cui non mi sono mai fidato, ha fatto la finta di stanziare 100 milioni per la ricerca del vaccino che si ricomprerà a prezzi da usura. 

Anzi, no. Il coronavirus l’hanno attizzato gli Stati Uniti, un attacco batteriologico verso la Cina per fermare la crescita economica del dragone; e tra l’altro, siccome l’Italia ha favorito la via della seta con i musi gialli, meglio cominciare a terrorizzare da lì (soprattutto da Milano, dove si conta la più alta concentrazione di involtini primavera e pollo alle mandorle).

Anzi, no. Il coronavirus si è diffuso per un errore umano, tipo film catastrofisti degli anni 70; è sgusciato via come un topo dal blindatissimo Wuhan National Biosafety Laboratory. Xi ji ping ha messo il tecnico di laboratorio alla garrota, ma ormai i buoni, anzi i pipistrelli erano già scappati.

Ecco, queste sono soltanto alcune delle teorie complottiste che il professore Massimo Galli, virologo dell’Ospedale Sacco ha, in pratica, inserito nelle lezioni con slide a porte chiuse ai medici inviati sul fronte della lotta al coronavirus.

Ora, è già dura pensare ad una ripresa, soprattutto economica, di tutte le attività. Ma se ci fissiamo su quelle che, per quanto affascinanti da punto di vista del racconto, sono tecnicamente delle puttanate, beh, non ne usciamo vivi.

E di tesi fantascientifiche, a parte quelle citate, ce ne sono a bizzeffe: la pandemia sarebbe stata decisa a Davos da Greta Thunberg e dalla sua collaboratrice Verena Brunschweiger per “estinguere l’umanità e salvare l’ambiente”.

Sono stati i terroristi ecologici tout court. Viene citata una presunta simulazione di contagio da un virus zoonotico trasmesso da pipistrelli e maiali alle persone e poi da persone a persone. L'agente patogeno si sarebbe sviluppato in Brasile, e poi, da lì, in tutta l'America del Sud, negli USA, Europa e Cina. Poi, certo, ci sono i coreani del sud della città di Deaugu, gemellata da anni con Milano, attraverso la quale avvengono gli scambi tra le loro industrie tessili e e le nostre industrie del lusso: sarebbero loro i principali untori, mica i cinesi…

E poi, di contorno, metteteci tutte quelle notiziole buttate lì, piccole fake incontrollabili: come quella che in Australia sono finiti i preservativi perché vengono usati come guanti da inserire sulle singole dita in mancanza d’amuchina, o quella dell’amuchina stessa, che diventa il vero business della camorra, altro che cocaina “che non compra più nessuno”.

Insomma, noi, se continua così, vedremo aumentare il numero dei contagi, e rischiamo di perdere 3 punti di PIL e il nostro interscambio con la Cina, che vale 44 miliardi ma ci infiliamo nelle teorie più bizzarre. Rimaniamo un popolo di poeti, santi, navigatori, allenatori di calcio e virologi di basso cabotaggio…

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