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Irene Fassini

PREMIO LUCHETTA: IL BUON GIORNALISMO A TRIESTE

PREMIATI I FREELANCE DANIELE BELLOCCHIO E MARGAUX BENN

PopEconomy XL

Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin 

Cosa unisce Yemen, Repubblica Democratica del Congo e Trieste? I protagonisti: i bambini. Il filo rosso che collega questi tre luoghi, queste tre storie, nasce 25 anni fa quando il giornalista Marco Luchetta, con i suoi operatori, viene ucciso da un colpo di mortaio mentre cerca di entrare a Mostar con un convoglio umanitario per realizzare un servizio sulle condizioni di vita dei bambini. Sempre nel 1994 muoiono Ilaria Alpi e il suo operatore a Mogadiscio. Da questi tragici avvenimenti è nata la Fondazione Luchetta che è promotrice, insieme alla Rai, del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, nel quale vengono premiati i migliori lavori fatti da giornalisti e freelance che si occupano di tragedie e sopraffazioni nei confronti dei bambini

Fa parte della Fondazione anche la Casa di accoglienza Valussi. Gabriele Zvech ci racconta meglio di cosa si occupa: “Abbiamo pensato di portare a Trieste i bambini vittime delle guerre o che hanno malattie che non possono curare nel loro Paese d’origine. Lo abbiamo fatto per dargli un futuro migliore; in 25 anni sono stati accolti quasi 600 bambini curati”.

Premio Luchetta: i vincitori

Quest’anno il “Link, festival del buon giornalismo del premio Luchetta” è giunto alla sua 6a edizione e si è svolto in piazza Unità Trieste. Durante la manifestazione sono stati affrontati  i temi dell’attualità grazie alla partecipazione di grandi giornalisti. Fra gli altri, il Premio Speciale della Fondazione Luchetta è andato a Riccardo Iacona, testimonial esemplare del giornalismo del nostro tempo. Giovanni Marzini, direttore editoriale di Link: “Trieste si è dimostrata generosa nell’accettare la nostra proposta editoriale e in questo panorama abbiamo parlato dell’attualità e non solo”. Fra gli altri temi trattati e dibattuti al festival c’è stata la riflessione sulla “nuova via della Seta”, vale a dire sull’accordo fra Europa e Cina che apre a nuovi accordi commerciali ma anche i diritti del lavoro che sono stati trattati nell’incontro che ha visto come protagonisti l’AD di Fincantieri, Giuseppe Bono, e il Segretario Generale Cgil Maurizio Landini in un confronto pubblico sui temi del lavoro, dell’economia nazionale e delle politiche industriali.

Tra i giornalisti premiati ci sono:

  • Daniele Bellocchio, che in Africa ha ripercorso la rotta della speranza che molti intraprendono verso l’Europa. Per L’Espresso Bellocchio ha raccontato il Ciad, che soffre il terrorismo di Boko Haram. 
  • La freelance Margaux Benn, che su Le Figaro ha pubblicato dall’Afghanistan, nella sezione stampa internazionale ha documentato le storie dei bambini che in Afghanistan sono stati reclutati dall’Isis. 
  • Il servizio di Olga Guerin per BBC News sul bombardamento della coalizione nello Yemen che ha ucciso 42 bambini mentre stavano viaggiando su uno scuolabus. 
  • Il reportage di Diego Bianchi nella Repubblica Democratica del Congo.
  • Alessio Romenzi, vincitore della sezione fotografia dedicata a Miran Hrovatin, ha seguito la guerra in Iraq contro l’Isis, e firma lo scatto “In fuga da Mosul” pubblicato da L’Espresso.

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