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Andrea Triunfo

UN PIANO PER RICICLARE L’IRRICICLABILE

Il giovane Ashton Cofer ha avuto un’idea per riciclare il polistirolo

PopEconomy XL

TED - acronimo di Technology Entertainment Design -, è un brand di conferenze statunitense a cura dell’Organizzazione No Profit The Sapling Foundation. Gli speaker di Ted provengono dal mondo accademico, scientifico e culturale. In una di queste conferenze ha parlato Ashton Cofer, un ragazzo americano che con il suo team di amici ha lavorato per creare carbonio attivo dai rifiuti di polistirolo, un materiale difficilmente riciclabile. In questo TED ci spiega come ha avuto l’idea e quale è stato il processo di creazione del carbonio. Eccone n estratto:

“L’idea per il progetto nacque quando, mesi prima, un paio di membri del gruppo hanno visitato il Sud America e hanno visto spiagge piene di polistirolo e quando ce lo hanno detto, abbiamo iniziato a pensare alla spazzatura e al polistirolo nella vita di tutti i giorni: prendi una nuova TV? E con essa un blocco di polistirolo più grande della TV; vuoi una tazza di caffè? I bicchieri sono di polistirolo. E dove vanno a finire tutti questi oggetti? Non essendoci una soluzione unica, vanno a finire negli oceani e sulle spiagge, impiegando anche 500 anni per biodegradarsi; nello specifico, gli Stati Uniti producono più di 2 milioni di tonnellate di polistirolo, occupando il 25% delle discariche. Dunque, perché lo accumuliamo? Non si può riciclare come la plastica? No, perché costa troppo e la domanda è troppo bassa. Dunque, il polistirolo non è considerato riciclabile, infatti alcune città negli USA hanno passato ordinanze che proibiscono la produzione di materiali con polistirolo come utensili, contenitori e giocattoli: prodotti che sono utili nella società di oggi e ora la Francia è stata la prima a proibire utensili, piatti e bicchieri di plastica. Ma se potessimo lo stesso usare il polistirolo e tratte vantaggi dalla sua leggerezza e comodità? Magari trasformandolo in una cosa utile? Facendo diventare l’impossibile il possibile, noi abbiamo pensato di poter usare il carbonio, già il polistirolo per creare il carbonio attivo che viene usato nei filtri per l’acqua; questo carbonio lavora usando micropori che filtrano l’acqua e persino l’aria. Siamo partiti facendo diversi test e abbiamo fallito. A parte la cucina di mio padre, molti test sono esplosi o vaporizzati. Eravamo quasi pronti a mollare, quindi come mai abbiamo continuato a provare? Magari perché siamo ragazzi e non ci pensiamo, ma in realtà ci credevamo ancora, sapevamo che se fossimo riusciti a trovare una soluzione avremmo aiutato l’ambiente e rendere il mondo un posto migliore. Abbiamo provato e fallito, ma poi è successo con le temperature, il tempismo e gli elementi giusti, abbiamo ottenuto il risultato che volevamo creare: carbonio attivo dal polistirolo sprecato.”

 

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