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PASSAPORTI D'ORO: QUANDO LA CITTADINANZA SI COMPRA

QUANTO COSTA COMPRARE UN PASSAPORTO?

Tg Pop News

Henley passport index: quando la cittadinanza si compra

Al giorno d’oggi non esistono solo migranti economici e migranti politici. C’è un fenomeno del quale non si parla molto, ma che si sta diffondendo sempre di più, non solo in Europa, ma in tutto il Mondo. È quello che viene definito “Ius Pecuniae”. Questo termine identifica l’atto di acquistare la cittadinanza in un Paese. Immaginatevi riviste patinate nelle business class degli aerei dove agenzie specializzate pubblicizzano cittadinanze di varie nazioni. È quello che descrive Annelien De Greef, sul quotidiano belga “De Standaard”, nella sua inchiesta sul giro d’affari miliardario che c’è dietro la compravendita di passaporti. A gestire questo business sono banche d’affari e società di consulenza private che a suon di slogan accattivanti si procacciano clienti in tutto il Mondo.

Ius Pecuniae: i rischi della compravendita di passaporti

La pratica di per sé è legale e serve ai Paesi interessati ad attrarre grandi investitori con cifre da capogiro: per un passaporto con annesso un investimento nello Stato si può pagare fino a 460mila dollari. Tuttavia, questa procedura spesso comporta dei rischi. L’organizzazione Transparency International e la stessa Unione europea sottolineano in due differenti rapporti che dietro queste pratiche potrebbero nascondersi fenomeni di frode e corruzione. Il commercio di passaporti consentirebbe in alcuni casi di eludere il fisco, riciclare denaro e sfuggire alla giustizia.

Henley passport index: classifica passaporti 2018 

Quali sono i passaporti che consentono di visitare il maggior numero di Paesi senza visto o con visto direttamente all’ingresso?

Henley & Partners, (società riconosciuta come “global leader in residence and citizenship planning”), ha stilato una classifica che indica quali passaporti permetterebbero maggiore libertà di movimento. In linea generale, l’Europa e gli Stati Uniti rimangono le destinazioni più ambite. D’altra parte, i “cacciatori” di passaporti, sono in genere persone che vivono in Paesi in cui sono presenti limiti ai viaggi dei cittadini, come Cina, Russia e alcuni Stati mediorientali. Poi rimane il variopinto Mondo dell’illegalità: narcotrafficanti, evasori fiscali, riciclatori, e rivoluzionari.

Classifica passaporti 2018 di Henley and Partners

  • In vetta all’elenco delle 199 nazioni considerate da Henley & Partners si piazza il Giappone con 190 paesi visitabili.
  • Al primo posto in Europa, troviamo la Germania. Chi ha un passaporto tedesco può infatti visitare 176 Paesi su 196 senza necessità di un visto. Rimanendo in Europa, la classifica prosegue con Svezia, Danimarca, Finlandia e Italia.
  • Secondo posto per Singapore e Corea del Sud.
  • Terzo posto per la Francia.
  • I passaporti inglesi invece, dopo la Brexit, sono passati in quarta posizione. 

Chiudono la classifica i Paesi più poveri: l’ultimo posto è per Afghanistan e Iraq preceduti di poco da Siria ed Eritrea.

Molto ambito è il passaporto dell’Austria che può essere acquistato, ma la sua concessione può essere fatta a discrezione del governo solo per chi vuole investire grosse cifre in questo Paese.  

Molto gettonato è infine il Portogallo, noto per concedere facilitazioni ai pensionati che vanno a vivere lì.  

Henley passport index 2018: i casi “particolari” di Cipro e Malta

Cipro passaporto

Cipro ha creato addirittura una “corsia preferenziale” per l‘acquisto dei passaporti. Nel 2012 il Paese si trovava infatti sull’orlo della bancarotta e decise di aprire le frontiere fissando un prezzo d’accesso molto alto: 10 milioni di euro

Malta passaporto

Simile la situazione di Malta che, per risanare le finanze in crisi, ha deciso nel 2013 di mettere in vendita la cittadinanza: 650 mila euro per l’acquirente che vuole investire più di 25mila euro per la moglie e 50mila per ogni figlio a carico. Tempo di attesa: 1 anno. In questo modo Malta ha già "concesso" (o meglio venduto) la cittadinanza a più di 900 persone garantendosi così, nel 2014, circa il 40% delle sue entrate totali.

 

 

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