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Sara Ruggeri

ORA LAGARDE VUOLE SALVARE L'EURO

Tg Pop News

Christine Lagarde, fresca presidente della Bce, una signora molto azzimata e molto francese, tiene sempre a precisare di non essere Mario Draghi. E, in effetti, non avevamo dubbi. Non è Mario Draghi.

Mario Draghi non avrebbe mai fatto, -come ha fatto la vezzosa burocrate - una dichiarazione sul fatto che la Bce se ne fotte degli spread, facendo crollare le borse (Milano -16.9%) e nullificando sia l’aumento dei quantiative easing “a 120 miliardi per tutto il 2020”, peraltro una cifretta miserella sia i sostegni al credito bancario. Draghi non avrebbe fatto crollare le borse dei paesi del sud Europa, non solo la Spagna ma pure la Francia, il Portogallo e l’Irlanda. No, Christine Lagarde non è Draghi che col suo Whatener it takes avrebbe fatto di tutto per salvare l’eurozona. No. Non è Draghi, e i mercati se sono purtroppo accorti. E metteteci anche che a sostenere che il “Qe ha raggiunto i suoi limiti e la crisi farà pulizia” svettavano anche flic e floc, Robert Holzmann Governatore della Banca Centrale austriaca; e Isabel Schnabel, membro della Bce espressione della posizione della Bundesbank che aggiunge che dovremo rassegnarci alla recessione. Metteteci anche queste amenità. E capirete perché alla Bce stavano facendo la figura dei peracottari.

Questo, almeno, fino all’altra notte. L’altra notte la Christine ha avuto una visione, tipo Giovanna d’Arco. L’altra notte, forse nella convinzione delle propria inadeguatezza (No, non è Draghi),  la Lagarde ha osato l’inosabile. Non solo ha confermato il QE da 120 miliardi, ma ha pure armato il bazooka: il PEPP, Pandemic emergency purchase programme, un nuovo programma con cui la Bce si impegna, per contrastare la pandemia, in via straordinaria, all’acquisto, per la cifrona di 750 miliardi (diconsi 750)  di tutti i bond pubblici e privati di tutti gli stati Ue per tutto il 2020. Anche dei bond e dei titoli di Stato della Grecia, considerata da tutti la figlia della serva. Quindi,  750 miliardi di PEPP  + 120 di QE = quasi 100 miliardi di acquisti delle Bce al mese. Roba inaudita, una maxi operazione anti spread che fa cadere la mascella ai tedeschi. “Non ci sono limiti al nostro impegno per l’euro” ha condito il tutto Lagarde, agendo esattamente nel solco -stavolta sì- di Mario Draghi.

Ora, io non so se Christine Lagarde abbia cambiato idea pensando che la sua autorevolezza ormai puzzava di fiandra medievale e potevano farla fuori, o se l’abbia fatto dopo essersi consultata con Carla Bruni dopo la colossale figura di palta di Carlà sul Coronavirus. Ma che sia uscita dal coma del protezionismo tedesco non può far che piacere. PEPP Urrà…

 

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