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Daniele Polidoro

ECCO PERCHÉ SARÀ COSTRUITO UN NUOVO SAN SIRO

IL MEAZZA DESTINATO ALLA DEMOLIZIONE, MA DOPO IL 2026

Sport

Milan e Inter sono pronte a lasciare San Siro per un nuovo stadio. Ormai manca solo la decisione ufficiale da comunicare al Comune di Milano. Le due squadre sarebbero propense alla costruzione di un nuovo stadio anziché procedere alla ristrutturazione.

Perché un nuovo stadio San Siro?

  1. La ristrutturazione costerebbe troppo, circa 3-400 milioni di euro. Sulla base di un’attenta analisi condotta sia a partire da progetti internazionali di stadi realizzati ex novo, sia sulle peculiarità del territorio e delle attività sportive nel milanese, Milan e Inter hanno deciso univocamente di non chiedere la ristrutturazione dello stadio Meazza, uno degli ultimi “all’inglese” in Europa. Quest’azione porterebbe, infatti, a una serie di deficit economici.
  2. Il nuovo stadio verrebbe realizzato inserendo al suo interno attività a pagamento come ristoranti e negozi di merchandising che aumenterebbero i ricavi.
  3. Un nuovo stadio di proprietà permetterebbe di allinearsi con gli standard mondiali

Questa “insolita collaborazione” tra Milan e Inter ha alla base una motivazione economica: in questo modo i due club si dividerebbero i costi della costruzione, stimati intorno ai 600 milioni di euro. Probabilmente, com’è accaduto per la Juventus, la costruzione di un nuovo stadio porterà a un’impennata nella vendita dei biglietti.

Nuovo stadio San Siro: il progetto 

Dopo il tanto parlare di questi mesi finalmente si intravede in fondo al tunnel un progetto concreto. È sì perché sembra proprio che le due, anzi meglio, le tre parti in causa, Comune di Milano, Inter e Milan, abbiano trovato un accordo che prevede la realizzazione di un nuovo stadio che, a quanto pare, sorgerà “dall’altra parte della strada” rispetto al Meazza. Il progetto presentato prevede un investimento di 1,2 miliardi volto alla realizzazione di una struttura ludico-sportiva, (non un semplice stadio) che ricoprirà 127mila mq di superficie in grado di accogliere fino a 165.000 persone. Inter e Milan, nel totale rispetto dell’attuale “legge sugli stadi”, la 147/2013 aggiornata con il decreto legge 50/2017, hanno chiesto al Comune di Milano di pubblicare un bando affinché, partecipando, possano per 90 anni godere del diritto di superficie la quale, come accennato, non si limiterebbe al nuovo stadio ma prevederebbe anche aree accoglienza, aree stampa, locali tecnici, parcheggi, un centro commerciale di circa 65.000 metri quadrati lungo le vie Dessiè e dei Piccolomini, insomma una zona d’ intrattenimento da 13.000 mq. A oggi infatti il Comune è proprietario del Meazza e ne cede i diritti di utilizzo ai club a circa 9 milioni all'anno (cosa che durerà fino al 2030), ecco perché adesso Milan e Inter vogliono far leva sulla concessione del diritto di superficie per 90 anni, per avere la libertà di fare investimenti sul terreno. Il complesso non si esaurisce qui. A nord saranno realizzati altri tre palazzi nei quali saranno presenti sia uffici, per una superfice totale di oltre 55mila mq, che strutture a scopo ricettivo, di circa 20.100 mq. Le due componenti sarebbero poi collegate da strutture con scopo commerciale estese per 11.991 mq. Alla fine la parte extra sportiva è il 130% dello stadio vero e propri.

Chi pagherà il nuovo stadio?

Ma dove trovare i soldi per tutto questo? Pare che una buona parte dei soldi necessari alla gestione e al costo di questa nuova struttura verranno trovati nei naming rights, i diritti sul nome. Secondo gli studi di settore il nome dello stadio milanese varrebbe 25 milioni l’anno. Il progetto comunque verrà interamente sovvenzionato da capitali privati: le proprietà di Inter e Milan troveranno un accordo per cofinanziare in parti uguali la realizzazione dell’opera. Se da un lato saranno i soldi privati a garantire la realizzazione di questo progetto, chi invece ne guadagnerà sarà Milano tutta che, in questo modo, si doterebbe di una struttura per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali del 2026. 

Il nuovo San Siro guarda agli U.S.A

Il progetto sarebbe il più innovativo d'Europa: gli AD di Milan e Inter, Ivan Gazidis e Alessandro Antonello, si sono recati negli Usa per nei giorni scorsi è stata negli Usa, per “prendere ispirazione”? È chiaro che la visione del nuovo stadio non ricalca il modello italiano e nemmeno, se non in alcune, rare eccezioni, quello europeo. I riferimenti ultramoderni ai quali guardano i club di Milano sono ad esempio il MetLife Stadium di New York, la Mercdes Benz Arena di Atlanta, che ha ospitato il Super Bowl . Il futuro San Siro, infatti, sarà coperto, da 60mila posti, con visuale ravvicinata rispetto ai 3 anelli odierni da 80mila e soprattutto, come abbiamo detto sarebbe più di una arena dove si disputano le partite, ma un agglomerato di attività in grado prima di tutto di fare brand a parte e poi anche di muovere grandi budget. In Italia, fino a oggi, l’unica squadra all’avanguardia in questo senso è stata la Juventus che, grazie alla realizzazione dello Stadium è riuscita a scalare le gerarchie finanziarie del calcio europeo da quando ha uno stadio di proprietà. Inter e Milan partono un passo avanti rispetto al club di Torino: la loro base di spettatori è più alta: nell’ultima stagione solo nel girone d’andata la media di tifosi nerazzurri a San Siro è stata di 62mila a partita, 20mila in più rispetto ai bianconeri. Anche i milanisti, con 52mila spettatori, hanno superato i tifosi della Juve.  Se invece si guardano i club europei, secondo i dati della Football Money League, nella stagione 2017/18 Barcellona e Real Madrid hanno superato i 140 milioni di euro di ricavi da Camp Nou e Bernabeu mentre altre squadre come, Manchester United, Arsenal e Psg superano i 100 milioni; Milan e Inter hanno superato di poco i 35 milioni di euro. Insomma, sia la famiglia Zhang, che guida i nerazzurri che Gazidis, manager del Milan e uomo di fiducia del Fondo Elliot, guardano fuori dall’Italia per far parlare a Milano una lingua più internazionale. 

Nuovo stadio San Siro vs old Stadio Meazza

Se da una parte le due squadre milanesi tramite le voci dei loro AD, Scaroni, di sponda interista e Antonello di sponda milanista, dall’altra la terza parte in causa nell’affaire nuovo San Siro, il sindaco Sala, proprio in occasione della nomina di Milano a sede per le Olimpiadi invernali del 2026 ha voluto frenare perentoriamente gli entusiasmi con un deciso “non prima del 2026”. Ciò che sarà dello stadio Meazza e del nuovo San Siro sembra, ancora una volta, tutto da riscrivere dato che a Palazzo Marino si attende la presentazione di un nuovo progetto congiunto per la realizzazione del nuovo impianto, che sorgerebbe nella zona parcheggi adiacente allo stadio. Il Comune, dal canto suo, sembra preferire la ristrutturazione del Meazza e non la costruzione di un nuovo stadio. Sarà quindi ostruzionismo quello di Sala? A Milano non conviene che le sue squadre, Milan e Inter, vadano a giocare lontano dall’area San Siro, ma, d’altra parte il sindaco non vuole che la città rinunci a uno stadio che è diventato un’icona al punto da essere ribattezzato “La Scala di Milano”. E se anche alla fine si decidesse per l’abbattimento dello stadio di San Siro, necessario per far posto all’imponente mole di negozi che verrebbero realizzati col nuovo impianto, il sindaco ha assicurato che la cerimonia d’apertura dei Giochi 2026 si terrà al Meazza, e che quindi, tra sette anni questo edificio sarà ancora in piedi. Milan e Inter non ci stanno e presidente rossonero Paolo Scaroni, in merito alle tempistiche, ha dichiarato: “Bisogna presentare la domanda, è una procedura complicatissima. Certo sarebbe bellissimo ospitare la cerimonia d'apertura dell'Olimpiade 2026 nel nuovo stadio". Sembra rispondergli nella conferenza stampa in occasione delle Olimpiadi invernali 2026 di Milano Cortina, il sindaco Beppe Sala che dice: "Il Comune è proprietario di San Siro, se Milan e Inter decidono di fare uno stadio posso solo dire due cose. Ci vorrà tempo. E poi alla fine siamo padroni dello stadio. Nel dossier di Milano-Cortina abbiamo garantito che nel 2026 San Siro sarà ancora funzionante. Questa è la fine della storia. Dopo il 2026, nel caso avremo un nuovo stadio, decideremo il futuro di S.Siro. Ma ora siamo nell'assoluta condizione di confermare che quella sarà la sede della cerimonia di apertura".

Favorevoli e contrari al nuovo stadio San Siro

Il sindaco Sala ha dichiarato: “Io sono tra i nostalgici di San Siro, ma di fronte alla proposta delle squadre è difficile che io mi possa girare dall'altra parte". Un’affermazione importante dalla quale partire per capire al meglio come questo argomento, non tanto la costruzione di un nuovo stadio, quanto la demolizione del vecchio, faccia discutere e divida non solo i milanesi, ma tutti gli amanti del calcio e della “Scala di Milano”. L’abbattimento del Meazza non vede tutti concordi e, anzi, porta il popolo di tifosi già schierati in due opposte fazioni, quella interista e quella milanista, a dividersi ulteriormente. Da una parte c’è chi, meno nostalgico, è pronto a guardare avanti e a gettare il cuore oltre l’ostacolo per guardare al futuro e al nuovo stadio, dall’altra invece chi già è pronto ad incatenarsi ai cancelli del Meazza o a raccogliere firme per opporsi. Adriano Galliani, senatore di Forza Italia, ex Ad del Milan prende posizione: "Non ci sono alternative all'abbattimento. Non si può giocare e allo stesso tempo ristrutturare lo stadio. Il primo anello è stato fatto nel 1926, il secondo nel '60 e il terzo nel '90. Non ne può nascere uno stadio moderno". Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini aveva sottolineato invece che: “Da sportivo, italiano, milanese e milanista non posso pensare all'abbattimento del glorioso stadio di San Siro"Contrari all’abbattimento sono anche i comitati nati nella zona e che trovano un sostegno Marco Bestetti, di Forza Italia, che ha sentenziato: “Guai ad abbattere lo stadio vecchio col suo terzo anello e la sua sagoma inconfondibile: "E' un simbolo di Milano nell'Italia e nel mondo, non un edificio qualsiasi da tirar giù con una ruspa. La decisione spetta ai milanesi”. Un fronte trasversale ed eterogeneo quello di coloro che si oppongono all’abbattimento del Meazza. Dallo juventino Carlo Monguzzi (Pd) al Cinque stelle Simone Sollazzo. Alla parte strettamente politica si affianca poi quella civile col “Comitato no demolizione stadio” che vuole raccogliere le 15mila firme per arrivare al referendum e che minaccia: “Qui c'è gente pronta ad andare per vie legali, gente che si incatenerà davanti ai cancelli”.  Una voce che, fra tutte, non passa certo inascoltata è quella della famiglia Moratti. Dopo il parere dato nei mesi scorsi dall'ex presidente dell'Inter, Massimo, anche la moglie, Milly Moratti, consigliere comunale di Milano, ha preso posizione presentando il progetto "quarto anello". Il progetto, realizzato dall’architetto Boeri, è apprezzato dallo stesso sindaco. L’obiettivo sarebbe quello di non demolirlo ma di restaurare San Siro al fine di rilanciare e riqualificare tutta l’area che, oltre allo stadio, comprende anche l’Ippodromo del galoppo, il Lido, il Palalido e il Bosco in Città".

Il Meazza è ancora giovane: line-up estiva 

“Già diventiamo pazzi con le partite e i concerti al Meazza, dobbiamo stare in casa tappati con le serrande abbassate per schivare i lanci di oggetti dei tifosi, ci manca che ce lo mettano davanti al portone: lo facciano a Settimo Milanese, che almeno ci sono i parcheggi". Questo hanno affermato i comitati di quartiere, che si oppongono fortemente al nuovo progetto, abbiamo già considerato nel paragrafo precedente. Intanto però il Meazza lancia la sua programmazione estiva con un primato unico: lo stadio non aveva mai accolto 12 concerti in un colpo solo. Si attendono 625mila spettatori per 43 giorni. Solo il duo Pausini-Antonacci, raddoppiando la data ha portato 40mila persone la prima sera e 35mila la seconda. Ancora di più ne hanno portati i Muse che, in due date, hanno portato quasi 100mila persone. Campione indiscusso è Vasco Rossi che ha bruciato 350mila biglietti disponibili già in prevendita. Insomma, indipendentemente da quello che sarà il suo destino, la sua fine, per adesso il “vecchio” San Siro, regge bene e sicuramente non dimostra gli anni che ha? Sì, ma qual è la sua età?

Storia dello stadio San Siro, il tempio del calcio

Per alcuni è San Siro, per altri invece Giuseppe Meazza ma per tutti resta la Scala di Milano, un vero e proprio tempio del calcio. 

  • La sua costruzione iniziò il primo gennaio 1925 e fu inaugurato il 19 settembre 1926. Nel giro di 1 anno fu costruito uno stadio in grado di ospitare 35.000 spettatori. L’aspetto di quel San Siro progettato dall’ingegner Alberto Cugini era simile a quella degli stadi inglesi. La struttura era composta da quattro tribune indipendenti in cemento armato, era compatta e composta da una struttura cosiddetta “a segmento”. Questo perché lo stadio doveva perfettamente integrarsi con l’aria sportiva adiacente costituita dall’ippodromo: negli spazi sotto gli spalti, infatti, c’erano non solo gli spogliatoi e gli uffici ma anche le scuderie dei cavalli.
  • Se nel 1927 San Siro ospitò la prima partita internazionale, nel 1934 fu teatro della semifinale dei Campionati del Mondo tra Italia ed Austria.
  • Il grande successo di pubblico che si determinò in quegli anni fece sì che l’anno successivo lo stadio fosse acquistato dal Comune di Milano che provvide nel 1937 a sopraelevare le tribune di testa fino al livello di quelle principali oltre che la costruzione di quattro nuove tribune curve in grado di accogliere fino a 65000 persone.
  • Finita la guerra, ci fu un rilancio del calcio a livello nazionale e soprattutto milanese grazie a un Milan che, con Umberto Trabattoni tornò nel 1951 a vincere il Campionato Italiano. Con il ridestarsi dell’interesse del calcio cittadino, che si giovava sulla presenza di due squadre ai vertici nazionali e che trovava il suo apice nel derby – la sfida stracittadina per eccellenza fra Inter e Milan – ormai tornato sia per l’andata che per il ritorno a San Siro, tornò a proporsi il problema della ridotta capienza dello stadio.
  • Ancora una volta si ripresentò il problema della capienza dello stadio e nel 1954-1955 ci fu un secondo ampliamento che portò alla realizzazione della struttura elicoidale esterna all’impianto. Nacquero inoltre i settori “popolari” ai quali si poteva accedere pagando una somma più bassa e dove non c’era un posto assegnato. Complessivamente la capienza salì a 100.000 spettatori ma, per motivi di sicurezza, fu limitata a 80.000, compresi i posti in piedi. Nel 1957 arrivò il primo impianto d’illuminazione e fu il primo di questo genere in Italia
  • Nel 1964 venne la Metropolitana Milanese, che, con la sua fermata di Piazzale Lotto consentiva ai tifosi di accedere allo stadio percorrendo a piedi Viale Caprilli.
  • Nel 1986 il primo anello è stato interamente numerato con seggiolini colorati: rossi in tribuna centrale, arancio sul rettilineo opposto, verdi sotto la curva nord, blu sotto quella abitualmente occupata dagli ultrà milanisti, a sud.
  • In occasione della Coppa del Mondo del 1990 in Italia venne costruito il terzo anello. Furono così realizzate undici torri cilindriche in cemento armato per accedere alle gradinate.
  • Nell’estate 2008, la capienza dello stadio aumentò passando a 80.065 posti.

Nessun’altra modifica sostanziale fu apportata a San Siro e adesso quale futuro lo aspetta? La Scala del calcio è è arrivata all’ultimo atto o, ancora una volta, sarà pronta a rinnovarsi?

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