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COSA PENSANO DI LORO STESSI I MILLENNIALS?

PIGRI, SOGNATORI E NON IMPEGNATI, COME RISPONDONO I RAGAZZI DELLA GENERAZIONE Y

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Molti millennial non vogliono essere chiamati così, probabilmente perché ritengono che far parte di questa generazione sia qualcosa di negativo. Abbiamo chiesto ad alcuni ragazzi appartenenti alla Generazione Y che cosa pensino riguardo alle caratteristiche e ai tratti che in maniera diffusa vengono loro attribuiti. Una serie di domande e provocazioni lanciate contro di loro.

Dalle pagine del TimesJoel Stein (qui l'articolo completo) ha sottolineato che i membri di questa generazione sono cresciuti ricevendo così tanti trofei, riconoscimenti e promozioni che il 40% di loro si aspetta di continuare a riceverne almeno uno ogni due anni, indipendente dalle loro performance e dai loro risultati.

Wendy Squires, sul Sydney Morning Herald va giù pesante con i millennials affermando, forse in tono volutamente provocatorio, che la loro massima ambizione è partecipare al Grande Fratello e che, nel frattempo vengono relegati negli angoli degli uffici in lavori di pura manovalanza. Insomma, uno squilibrio fra aspettative “assurde” di un futuro improbabile e un lavoro reale che sembra una condanna infernale (ma dell’Inferno di Dante) a rimanere incatenati, forse per l'eternità, al ruolo di stagisti addetti al reparto fotocopie. A sentire questa affermazione, la gran parte dei millennials intervistati si sente offesa: nessuno ambisce, o conosce qualcuno che ambisca, a partecipare al Grande Fratello, mentre, per quanto riguarda i ruoli impiegatizi e lavorativi, in molti si lamentano rispondendo che alla generazione precedente, i Baby Boomers, non è mai stato richiesto di svolgere attività di bassa manovalanza.

Rachel Ryan, dalle pagine dell’Huffington Post, afferma che questa generazione è “pigra, non è impegnata e non ha capito che il lavoro non è sempre divertente e soddisfacente: è lavoro, è un impiego e si deve lavorare per mantenersi questo impiego”. Un vero e proprio schiaffo al quale i millennials intervistati non hanno saputo far altro che reagire dicendo: “Questa è cattiva”.

Insomma, si riconfermano i tratti di una generazione debole, fatta di eterni insoddisfatti, sognatori pigri e, in generale, persone distaccate dalla realtà lavorativa e sociale nella quale sono immersi.

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