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ASCANI: LA GUIDA COMPLETA AL MERCATO

AZIONI, OBBLIGAZIONI E FONDI DI INVESTIMENTO

PopEconomy XL

Obbligazioni

Le aziende hanno bisogno di fare investimenti per poter crescere e alcune volte vendono delle quote per raccogliere fondi. Le azioni, infatti, non sono l’unico modo che hanno per ottenere i soldi necessari: un altro strumento utilizzato sono le obbligazioni, emesse anche dalle nazioni per finanziarsi

Cosa sono le obbligazioni?

Sono titoli di debito, vale a dire che quando si comprano si prestano dei soldi in cambio di un titolo che fa da garanzia per la restituzione della somma con gli interessi.

  1. Le obbligazioni delle aziende si chiamano obbligazioni societarie.
  2. Le obbligazioni di uno stato si chiamano titoli di Stato, e formano il debito pubblico.

Differenza tra un’azione e un’obbligazione

  • Quando compro un’azione è come se stessi acquistando una porzione di azienda, mi assumo il rischio di perdere tutto nel caso l’azienda fallisca e il guadagno è proporzionale alle performance dell’azienda.
  • Quando compro un’obbligazione, non sto diventando socio, ma sto solo prestando del denaro, il guadagno (quello derivato dagli interessi) è già deciso in partenza e non importano le performance dell’azienda, eccetto il caso in cui vada in default (ma anche in quel caso i primi a essere ripagati sono i detentori delle obbligazioni cosiddette “senior”, le più sicure, mentre le “subordinate” hanno un tasso di rischio ben più elevato). Se prendiamo il celebre caso di Parmalat che nel 2003 è andata in bancarotta, gli azionisti hanno perso l’intero valore delle loro azioni, mentre le obbligazioni almeno in parte sono state ripagate.

Come funziona un debito?

Quando si chiede un prestito, ci si impegna restituire i soldi con gli interessi, cioè il costo del debito. Chi presta denaro quindi sta facendo un investimento perché, ricevendo interessi, guadagna una somma sulla restituzione del denaro che gli spetta. Gli interessi sulle obbligazioni si chiamano cedole e vengono pagate ogni tre, sei o dodici mesi fino alla scadenza dell’obbligazione. Alcune obbligazioni invece non pagano cedole ma pagano sia il capitale prestato che l’interesse allo scadere dell’obbligazione.

Rischio

Come abbiamo detto ogni investimento comporta un rischio, quello che il debitore non restituisca i soldi presi. Quando una nazione o una società non riesce a ripagare i propri debiti si dice che va in “default”. Le obbligazioni verso debitori più a rischio default hanno un rendimento maggiore di quelle verso debitori più sicuri, perché sono più rischiose, c’è più alta possibilità che i soldi non vengano dati indietro: obbligazioni più rischiose rendono più di quelle meno rischiose. Ovviamente un’azienda in difficoltà emetterà obbligazioni che rendono più interessi delle obbligazioni di una sana. Un esempio sono i buoni del tesoro italiani, più rischiosi dei Bund Tedeschi e che quindi rendono di più.

Lo Spread

In finanza per indicare la differenza tra due rendimenti in una tipologia d'investimento si utilizza il termine spread o differenziale. Negli ultimi anni, dopo la grande crisi dei Paesi che adottano l’euro, con il termine spread s’intende principalmente la differenza di rendimento tra l’obbligazione emessa da un paese sovrano appartenente alla zona euro e il Bund tedesco, punto di riferimento del mercato. In generale non è una buona cosa che gli interessi dei titoli di stato si alzino troppo perché significa che il debito pubblico aumenta più velocemente.

Mercato

Le obbligazioni possono avere scadenza dopo pochi mesi o dopo decine di anni, ma non bisogna necessariamente aspettare la scadenza per ricevere il denaro. Se ne abbiamo bisogno o se lo riteniamo conveniente possiamo vendere prima del tempo un’obbligazione a qualcun’altro. Infatti, esiste il mercato obbligazionario, la piattaforma informatica in cui persone e società comprano e vendono questi titoli di debito. Come al solito il prezzo di queste obbligazioni lo decide il mercato. Le obbligazioni più rischiose, a parità di rendimento, saranno meno appetibili quindi il prezzo sarà più basso, mentre quelle più sicure a parità di rendimento avranno un prezzo più alto.

Fondi di Investimento: la scelta meno rischiosa

I Fondi Comuni di Investimento sono il modo più diffuso per investire i propri risparmi con rischi contenuti. È una società che raccoglie i soldi dei risparmiatori e li rinveste. Infatti, sono pochi i privati che comprano direttamente gli strumenti finanziari e molti di più quelli che si affidano a consulenti e fondi: la maggior parte degli scambi che avvengono nei mercati finanziari sono eseguiti da fondi, banche e istituzioni e solo in piccolissima parte da privati.

Fondi di Investimento: vantaggi e svantaggi

Sono tre i motivi per cui un privato potrebbe investire in dei Fondi di Investimento:

  1. Affidarsi a degli esperti.
  2. Economia di scala, vale a dire che investire con tantissimi soldi costa di meno.
  3. Diversificazione e rischi più bassi. Questo significa non investire in un solo mercato ma in molti diversi e slegati fra di loro. Investendo su un solo mercato si diventa troppo esposti all’andamento di quel singolo mercato, mentre diversificando le probabilità che tutti i mercati vadano male allo stesso momento è più bassa.

Rischi dei Fondi d’investimento 

  1. I costi di gestione
  2. Mancanza di controllo
  3. Possibili conflitti d’interesse

Fondi a gestione attiva

Sono attivi perché le persone decidono dove mettere i loro soldi. Non tutti i fondi sono uguali anzi, fra loro si differenziano per funzionamento e per tipo d'investimento.

  • Alcuni fondi accreditano i guadagni sotto forma di cedole, altri invece reinvestono le plusvalenze, che quindi verranno raccolte solamente. Alcuni fondi consentono di ritirare la propria quota di partecipazione al fondo quando lo si preferisce mentre, in altri casi, questo non è possibile.
  • Per quanto riguarda le differenze d’investimento, moltissimi sono fondi bilanciati che hanno un portafoglio molto diversificato con lo scopo di minimizzare i rischi. Spesso i fondi investono anche in altri fondi ed esistono persino i “fondi di fondi” che, al posto di comprare direttamente gli strumenti finanziari, comprano quote di altri fondi comuni di investimento e in questo modo si potranno garantire un portafoglio molto diversificato a fronte però di costi maggiori, in quanto bisognerà pagare i costi di gestione sia del fondo di fondi, sia dei fondi sottostanti. Inoltre, in questi casi è difficile capire bene il collocamento del proprio denaro una volta investito.
  • Esistono anche fondi etici dove gli investimenti vengono fatti con dei criteri etici che hanno la priorità sul rendimento assoluto.

Fondi a gestione passiva

Esistono dei fondi che hanno una gestione passiva e questi sono gli Index fund e gli ETF, i quali uniscono i soldi dei risparmiatori e li investono. Un indice finanziario è un paniere di titoli, cioè tanti titoli messi insieme. 

  1. Italia 40 è l’indice delle 40 società con maggiore capitalizzazione in Italia.
  2. DAX è l’indice delle 40 società in Germania.
  3. Indice Standard & Poor’s 500 contiene le più grandi 500 aziende americane per capitalizzazione. 

John Bogle, morto proprio quest’anno negli anni ‘70 ha fondato il primo Index Fund. Molti anni prima si era accorto che la maggior parte dei fondi comuni d’investimento, al tempo tutti a gestione attiva, non ottenevano quasi mai risultati più alti rispetto a quelli che avrebbero ottenuto investendo direttamente nell’Indice Finanziario S&P500, specialmente a causa dei costi di gestione. Lo scopo degli Index Fund è quello di permette ai privati che non hanno i soldi per comprare autonomamente tutti i titoli di un certo indice e di mettere insieme i risparmi e comprarli.

Questi fondi essendo a gestione passiva hanno dei costi di molto più bassi di quelli a gestione attiva. Anni dopo sono arrivati anche gli ETF che sono titoli con lo stesso identico funzionamento degli Index Fund, con la differenza che vengono trattati come titoli azionari, quindi sono quotati in borsa e vengono scambiati esattamente come le azioni.

Consigli utili

Parlando d’investire i propri soldi s’intende investire una parte dei propri risparmi in fondi o titoli (come gli etf) relativamente poco. Cosa significa relativamente poco rischiosi? Il rischio c’è sempre ma c’è una grossa differenza tra il perdere tutti i soldi e il perderne un 2%. Molto cambia anche se si considera il periodo temporale dell'investimento: maggiore è l’arco temporale, minore è il rischio. Non serve fretta per investire perché ci si può imbattere nel trading, una speculazione finanziaria che consente di comprare e vedere titoli. Mai fidarsi di chi dice di farci fare molti soldi investendone pochi. Una regola sempre valida anche contro gli schemi Ponzi cioè che utilizza i nostri soldi per pagare gli interessi ai vecchi investitori.  

Schema Madoff

Uno degli schemi ponzi più famosi di sempre, oltre a quello del suo ideatore, Carlo “Charles” Ponzi, è quello di Madoff, che negli anni 2000 aveva creato un vero e proprio fondo di investimento istituzionale che gestiva miliardi, con il solo problema che in realtà non gestiva proprio niente ma appunto era uno schema Ponzi. Nel 2008 quando non riuscì più a reclutare clienti non poté più pagare gli interessi promessi e venne smascherato.

Spesso queste truffe non sono elaborate come quella di Madoff ma sono facilmente riconoscibili con un po’ di esperienza. Spesso le persone che ci cascano non sanno cosa sia un vero Fondo Comune di Investimento, non sanno che le società di gestione del risparmio (Sgr) sono vigilate dalla Consob e dalla Banca d’Italia e che presso il sito di quest’ultima istituzione è presente l’Albo delle Sgr, Sicav (Società d’investimento a capitale variabile) e più in generale degli intermediari finanziari autorizzati.

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