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Felice Florio

ARRIVANO LE SCARPE ECOLOGICHE FATTE CON IL CHEWING GUM Ogni anno sull'asfalto dei Paesi Bassi finiscono mln di chili di gomme. Ecco la loro seconda vita

Disruption

Ad Amsterdam nasce Gum Shoe, la prima sneaker realizzata con il 20% da gomme riciclate, raccolte dalle strade di Amsterdam.

Per il momento due sono le versioni di queste scarpe riciclate. Una è completamente rosa e l’altra è totalmente nera con dettagli rossi.

Hai già voglia di acquistarle? È possibile farlo online. Le scarpe ecologiche, infatti, sono già disponibili da Giugno.

Ma, ahimè, sarà necessario mettere un po’ di soldi da parte. Nonostante siano create con soli 250 grammi di chewingum riciclato, queste particolarissime sneakers costano 200 dollari, quasi 180 euro.

Con Gum Shoe è inoltre possibile avere a portata di mano, o meglio, di piede, la mappa della città.

Come? In breve, la gomma riciclata è raschiata dalle strade di Amsterdam e tutto il materiale plastico, il Gum-tec, costituito da granuli, viene stampato nella suola della scarpa, sulla quale viene incisa la mappa della città.

È questo un elemento che rende la scarpa non solo ecologica, ma anche sfiziosa e significativa: basta guardarsi sotto i piedi per ritrovare la via di casa.

Il progetto Gum Shoe mette alla luce il primo paio di scarpe di ginnastica al mondo fatto con la gomma. Oltre alla suola, il resto della scarpa è fatta in pelle.

Inoltre i collaboratori stanno cercando un modo che permetta ai clienti di sostituire la suola, una volta consumata, con un’altra uguale.

Insomma, quella di Gum Shoe è un’idea tutta ecologia ed eco-sostenibile che nasce dall’amore verso il pianeta e il design, pensata per Amsterdam che, come tutte le grandi città, ha un problema con i rifiuti di chewing gum, secondo rifiuto più diffuso dopo le sigarette.

Per questo problema ambientale l’ente I am Amsterdam, l’azienda di abbigliamento Explicit Wear e la startup londinese Gumdrop hanno deciso di collaborare e hanno inventato il marchio Gum Shoe.

Al riguardo, un portavoce della collaborazione, Jonathan Van Loon, in una email a The Verge, ha detto: «Abbiamo cercato un modo per rendere le persone consapevoli di questo problema [...] E da questa idea è nato un prodotto».

Questo progetto nasce evidentemente da un problema che vede i Paesi Bassi inondati da milioni di chili di chewing gum, gettati sull’asfalto ogni anno. A livello mondiale poi si gettano tonnellate di cicche, di cui 23 mila solo in Italia.

A proposito, lo sapete quando ci mette un chewing gum a biodegradarsi? Precisamente 20-25 anni, il che dovrebbe metterci un attimo sull’attenti.

Nel frattempo gli ideatori di Gum-shoe nutrono un futuro e nobile obiettivo: espandere il progetto in altre grandi città e introdurre un modo più semplice e sostenibile per liberare le città dal chewing gum.

Gli animi più ecosostenibili apprezzeranno sicuramente il progetto e lo sosterranno, anche solo in punta di piedi e magari con indosso l’ecologissima Gum Shoes.

 

Amsterdam, città ecologica per eccellenza

Non è un caso se la città olandese abbia avuto l’idea delle scarpe ecologiche composte con i chewing gum.

Amsterdam, infatti, si posiziona al quinto posto nella classifica delle città europee più green, secondo un rapporto del dicembre 2009 dell’Economist Intelligence Unit commissionato da Siemens.

È da sempre che la città olandese punta sull’eco-sostenibilità e col tempo ha avuto modo di costruire una mentalità che l’ha portata sempre più verso il rispetto dell’ambiente.

Il tutto ha inizio nel 1610, quando lungo i canali sono stati piantati alberi che ancora oggi si configurano nell’immaginario olandese, insieme alla creazione di parchi e aree verdi sia in centro che in periferia.

Oggi Amsterdam si presenta come una città che lavora, si muove, produce e passeggia con grazia e rispetto sull’ambiente che la ospita.

E lo sapete come si muovono e passeggiano gli olandesi? Basta dare loro una bicicletta e vi attraverseranno tutta l’Olanda. E non è mica un modo di dire.

Ad Amsterdam, infatti,  si contano circa 550 mila biciclette. Questo vuol dire che il 50% degli abitanti la usa tutti i giorni, abitudine incentivata dalla massiccia presenza delle strade bicycle friendly.

Anche questo aspetto la rende così ecologica e tutta da esplorare e si sta prefiggendo un obiettivo: ridurre le emissioni CO2 del 40% rispetto al 1990 e del 75% entro il 2040.

Per raggiungere questi traguardi la città investe e si impegna ideando progetti come quello di Gum Shoe.

Inoltre, si prevede che presto il circuito urbano venga percorso da auto alimentate da energia pulita proveniente da mulini a vento, da pannelli solari o dalla biomassa.

In tutto questo, le amministrazioni vanno incontro ai cittadini. Sapete come? Li aiutano economicamente, sia sull’acquisto di auto e scooter elettrici, sia sul pieno nei punti di rifornimento presenti, che si pensa possano raggiungere i 200 entro il 2012.

Insomma, alla base della città olandese ci sono politiche ecologiche, di sostenibilità, di turismo responsabile ed ecoturismo e poi ci sono le persone che risultano essere più consapevoli e riflessive, rispetto all’ambiente circostante e al pianeta.

C’è quindi tutto un organismo che coopera e funziona tantissimo.

D’altronde i Paesi Bassi sono nati soprattutto da terre riemerse dal mare e questa gestione del paesaggio nel tempo ha probabilmente stimolato l’interesse verso i temi ambientali.

Chi scegli Amsterdam come meta, approderà in una cultura differente che punta molto sulla sostenibilità, l’ecologia e il rispetto dell’ambiente.

 

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