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Sara Ruggeri

LE TASSE NON VANNO IN PENSIONE

Tg Pop News

Oi tuto bem, beleza

Sempre più spesso, quando chiamavo colleghi over 65, mi rispondevano con accento portoghese neanche fossimo a ballare il fado in un fumoso locale di Lisbona e non capivo. Finché non mi hanno spiegato che mandrie di pensionati italiani (ad ora 60mila, il 13% delle 370mila pensioni pagate all’estero) -specie giornalisti- si trasferiscono in Portogallo perché lì per i pensionati le tasse, per dieci anni, non esistono. Non le pagano proprio, il governo vuole proprio te vecchietto che tanto hai lavorato, gli basta che ti fermi almeno 6 mesi consumi in loco. Ora, io già mi stavo già ingolosendo all’idea che tra molti anni avrei avuto una pensione netta (già l’idea di avere una pensione era affascinante…) spostandomi sulle sponde dell’Atlantico, nel lussureggiante Algarve; che, all’improvviso il premier portoghese Costa dichiara: “ora basta, qua i nostri pensionati sono incazzatissimi: d’ora in poi i vecchi che vengono dall’Italia un minimo di tasse dovranno pagarle, tanto qua l’economia l’abbiamo già risollevata!”.

E io ci sono rimasto ovviamente malissimo. Però, alla ferale notizia, ora fa da contraltare l’idea di un flat tax all’italiana del 7% per 5 anni, per attrarre noi, nelle regioni del nostro sud, plotoni di pensionati stranieri. D’altronde che cos’hanno la Sila o le Murge da invidiare all’Algrave? E l’idea non è male: incentiva il ripopolamento delle aree di immigrazione, drena la fuga dei nostri verso l’estereo, “rianima la domanda aggregata e i consumi di aree disagiate”. Io addirittura, per provocazione (ma non troppo) per recuperare i 1257mila italiani che hanno lasciato il paese nel 2018, renderei tutta la penisola No tax area. Figuriamoci. Semmai la domanda che mi sorge spontanea è: perché, qui da noi, pensiamo sempre ai pensionati e non ai giovani? Perché teniamo in modo ossessivo alla Quota 100; perché facciamo riforme pensionistiche che costringeranno chi oggi ha 18 anni ad andare in pensione a 71 anni -se va bene- con la metà dell’ultimo stipendio percepito (che già sarà bassino); e perché, per lavarci la coscienza diamo 500 euro di reddito di cittadinanza a mandrie disordinata dei 18enni, dei quali 4 su 10 si sa già che non troveranno lavoro?

Entro il 2030 ci sarà una regione in più, grande quanto la Toscana composta solo da over 65, che saranno ancora al lavoro mentre i 40enni manderanno ancora curriculum. Ovvio che, visto l'andazzo, i nostri 30enni, poi, si rinchiudano nella stanzetta, si rincoglioniscano davanti al computer e diventino i più numerosi Neet d’Europa (2,4 milioni). Oi, beleza, tuto bem, boa journada…

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