Canali

LE STARTUP DEL VINO IN ITALIA

TUTTE LE NOVITÀ DI UN SETTORE CHE NEL NOSTRO PAESE VALE 8 MILIARDI

PopEconomy XL

Il settore vinicolo in Italia vale 8 miliardi di euro, interessa più di 1800 imprese e 17mila lavoratori. Ecco alcune startup che stanno riscuotendo grande successo.

Le startup del vino in Italia

  1. Nei primi mesi del 2019 gli under 35 che hanno deciso di diventare contadini sono aumentati del 12%. Tra loro c’è Matteo Parisi che, nel 2018 ha creato un'app per sommelier virtuale, Vinhood. Questa permette di capire qual è il proprio vino ideale. Matteo con la sua Vinhood è diventato il sommelier virtuale di Esselunga, di Eataly a Chicago e sta portando avanti progetti con Lavazza. Collabora inoltre con 150 cantine dove sono stati analizzati e classificati ben 2mila vini. 
  2. C’è poi un’app che ti permette di riconoscere se un vino prodotto è contraffatto o no. Si tratta di Followine, creata da Fabio Guida nel 2006. Il CEO di Followine spiega: “Ad ogni scansione effettuata con la nostra app, il consumatore riceve dei crediti, vere e proprie criptovalute, che potrà spendere per acquistare prodotti da Followine oppure dagli e-commerce partner”.
  3. Davide Lazzari, studente di economia fa parte di una famiglia che da 3 generazioni ha un’azienda vinicola e ha deciso di rilanciare in grande stile il vino da loro prodotto: il Capriano del Colle DOC. Davide ha deciso di praticare l’agricoltura biologica vincendo l’Oscar Green 2018 di Coldiretti per la categoria Sostenibilità.
  4. E poi c’è l’idea geniale di Bosca, che ha deciso di realizzare gli Sparkletini, prodotti con bassissima gradazione alcolica per le persone che normalmente non sono attratte dal vino. Un business che guarda a quell’85% della popolazione mondiale che non beve alcolici. In particolare l’azienda ha realizzato prodotti per quei 2 miliardi di musulmani che, per ragioni religiose, non consumano alcolici: a questi è diretto Toselli Halal, spumante non alcolico fatto con mosto d'uva non fermentato.
  5. Insomma, è il caso di dire che il business del vino torna a fiorire, tanto che vengono coltivate e rilanciate anche le vigne in città. Sono i vigneti urbani e si trovano a TorinoParigiViennaNapoli ma anche PompeiVenezia e Brescia. Una produzione vivace quella del vino nella città e lo dimostrano i numeri, come le 5.000 bottiglie di Villa Regina a Torino o le 20.000 bottiglie di Vigna Pusterla a Brescia.

QUESTO VIDEO MI FA SENTIRE

Torna su