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L.A. RIVER: SURFARE IN CITTÀ? A LOS ANGELES È POSSIBILEIn un luogo dimenticato e conosciuto attraverso il cinema, lo skimboarder Austin Keen incontra Yuri

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L.A. River è un serpente di cemento che si snoda all’interno di una delle metropoli più grandi del pianeta, set di centinaia di film e videogame.

Dalla corsa clandestina di John Travolta in Grease a Terminator 2, fino agli inseguimenti della polizia in Grand Theft Auto 5.

È proprio qui, in un luogo dimenticato e conosciuto solo attraverso il cinema, che Yuri, artista e fotografo di moda, ha deciso di reinterpretare uno spazio urbano ambientando un set fotografico e creando un cortocircuito dell’immaginazione.

Un fiume in città e a Austin Keen, il più grande skimboarder del mondo che ha deciso di surfare in città: «Questo luogo non assomiglia a nessun altro in cui io sia mai stato a surfare. Non avevo mai pensato di usare la mia tavola nel L.A. River, in un fiume in città.»

 

Surfare in città: la sfida di Austin e l’incontro con Yuri

Una sfida è surfare in quell’acqua circondati da sponde di cemento simili a onde gigantesche con i grattacieli di Downtown L.A. all’orizzonte.

Cresciuto in Georgia, a pane e surf, Austin è passato quasi subito all’età di dieci anni allo Skimboard, disciplina che consiste nel surfare a riva, sfruttando la risacca delle onde, fino a cimentarsi con il wakesurf, con le acrobazie e le evoluzioni spettacolari da compiere sulla scia di un motoscafo.

Ma l’oceano è troppo piccolo per Austin e l’incontro con Yuri lo porta a confrontarsi con L.A. River, dove si entra solo in due modi: o attraverso lo schermo o da uno dei tanti cunicoli e tunnel segreti e spesso pericolosi che permettono l’accesso al canale.

Scegliere di surfare in città a L.A. equivale a scegliere uno scenario ibrido di confluenze visive, perfetto per un danzatore che sul filo dell’acqua e dell’immaginazione surfa nella città dove tutto è possibile.

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