Canali

FORESTA AMAZZONICA: ECCO COME SALVARLA

UN NUOVO MODELLO ECONOMICO PER IL POLMONE DELLA TERRA

PopEconomy XL

La Foresta Amazzonica e gli incendi

La Foresta Amazzonica, il polmone verde della Terra. Ma come mai quest’area è indicata con questo nome? Beh, iniziamo con un dato: con 7 milioni di chilometri quadrati d’estensione, di cui 5,5 di foresta vera e propria, la Foresta Amazzonica è più o meno la metà di tutte le foreste pluviali ancora presenti sulla Terra. Al suo interno inoltre ci sono 390 miliardi di alberi, 16mila specie di piante differenti e circa il 15% della biodiversità del pianeta. Si è detto inoltre che l’ossigeno liberato da questo ecosistema sia, all’incirca, il 20% di quello nell'atmosfera, ma si tratta di una percentuale molto arbitraria. Più verosimile sarebbe dimezzarla, ossia portarla 10%. Insomma, la Foresta Amazzonica è a dir poco fondamentale per la nostra sopravvivenza come esseri umani. Il problema è che questa enorme e indispensabile risorsa naturale sta andando distrutta minacciando, così, la nostra incolumità stessa. Eppure brucia e brucia il 35% in più della superficie rispetto alla media 2010-2018. Solo quest’anno ci sono stati 40.341 incendi: aumentati del 79% rispetto all’anno scorso. 

Foresta Amazzonica: uno sfruttamento sostenibile

Ma quella degli incendi è solo la punta dell’iceberg, solo l’ultimo capitolo di una storia che ha visto la Foresta Amazzonica sotto attacco, vittima di continue distruzioni e disboscamenti selvaggi dove le piante hanno dovuto lasciare spazio all’agricoltura intensiva. Avevamo già parlato delle cause dei numerosi incendi che stanno distruggendo la Foresta Amazzonica in Brasile e di quale fosse il ruolo di Bolsonaro, ma adesso la riflessione dev’essere più ampia. Stiamo parlando di un intero sistema economico che da decenni minaccia la Foresta Amazzonica e che negli ultimi cinquanta anni ha portato alla scomparsa di un’area grande come la Turchia.

Per fare un esempio e tornare, non a caso, al Brasile, questo Paese in cinquant’anni ha tagliato il 17% della sua Foresta Amazzonica. Dall’agosto 2017 al luglio 2018, la Foresta Amazzonica in Brasile ha perso quasi un miliardo di alberi (per capirsi, un’area grande quanto il Friuli). Una delle conseguenze principali è stata la crescita della temperatura media di 0,6 °C.

Il disboscamento selvaggio è stato portato avanti secondo un modello di business che puntava a ricavare legname da una parte e, dall’altra, a liberare superficie da destinarsi all’allevamento intensivo. Occorre quindi pensare a un differente modello economico, più vantaggioso, soprattutto dal punto di vista ambientale, per lo sfruttamento dell’Amazzonia. Si potrebbe ipotizzare che, con la raccolta di frutta o la lavorazione della gomma, ci sia decisamente un impatto ambientale ridotto sulla Foresta Amazzonica, solo che queste ipotesi sono completamente ignorate per via del grande business del legname e dell’allevamento. Secondo uno studio pubblicato su Nature un ettaro di Foresta Amazzonica rende 148 dollari all’anno se destinato all’allevamento, 1.000 dollari se impiegato per il taglio e la lavorazione del legname commerciale (portando in questo modo anche a distruggere i tipi di arbusti più piccoli) e 6.820 dollari se la foresta viene rispettata, portando avanti un’agricoltura non intensiva basata sulla raccolta della frutta e del lattice e del legname, non in maniera commerciale, industriale.

QUESTO VIDEO MI FA SENTIRE

Torna su