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L’ITALIA, MACRON E LA SUA IRA PER LE QUESTIONI ECONOMICHEMacron a forza di prendere politiche, adesso dichiara una "guerrina" elettorale all'Italia

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Ah, gli ambasciatori: sono come i grandi amori di Antonello Venditti, “fanno dei giri immensi e poi ritornano”.

Tutti tranne l’ambasciatore francese Christian Masset che nel pieno di un party sulle terrazze romane col Martini in mano e l’olivella in bocca è stato richiamato dal suo presidente Macron “per consultazioni”.

Macron che richiama il suo ambasciatore è nel linguaggio diplomatico una protesta verso l’Italia “per le ultime ingerenze verso la Francia”, che sarebbero gli incontri che il Ministro Di Maio, pur leggittimamente, avrebbe avuto contro i gilet gialli, odiati avversari di Macron; ma prima ancora per le dichiarazioni di Di Maio sul franco colonialista e sui flussi migratori.

Appena ci giriamo un attimo, oplà, ecco che Le president ti scodella un migrante, non prima d’averci dato degli schiavisti e della lebbra e di essersi tenuto i nostri terroristi.

Una fantastica faccia di tolla e prima ancora c’era la faccenda della TAV.

 

Macron “dichiara guerra” all’Italia

Insomma, Macron a forza di prendere sberle politiche, ora dichiara guerra all’Italia. Una guerra elettorale, una guerrina diciamo, di cui hanno consapevolezza sia Mattarella, che vuol ricucire, sia il Ministro degli Esteri Moavero che vuol capire anche se, in realtà, si capisce benissimo.

Macron ce l’ha con l’Italia per questioni economiche. Prima il governo Gentiloni che interviene a difesa di Mediaset nell’affair vivendi, poi gli interventi USA pro Italia in Libia, Agip Italia contro Francia total, per questioni di petrolio.

Poi la cassa depositi e prestiti che blocca il controllo francese su Telecom. Infine la ripicca dell’authority francese che frena la nostra acquisizione Fincantieri/stx, nonostante i galletti abbiano fatto shopping con le nostre aziende per circa 70 miliardi.

Allons enfants de la patrie.

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