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Andrea Triunfo

ISIS: COSA SUCCEDERÀ DOPO LA MORTE DI AL-BAGHDADI?

CI RISPONDONO ERNESTO SAVONA E MARCO LOMBARDI DI UNICATT

PopEconomy XL

L'economia e il business dell'IS

Il 27 Ottobre il leader dello Stato Islamico Al-Baghdadi, si è fatto saltare in aria durante un raid dell’esercito americano che era riuscito a individuarlo a Berischa, piccola cittadina della Siria. Ma siamo veramente sicuri che con questa azione sia stato fatto fuori il numero uno dell’IS. Ci risponde a questa difficile domanda Marco Lombardi, Direttore del Centro di Ricerca ITSITIME: “Questa morte è un duro colpo al terrorismo ma non farà terminare la guerra ibrida, questa sorta di terza guerra mondiale che è in corso. A favorire questa caduta c’è stata la perdita di territorio e anche economica dello Stato Islamico. Non si deve mai scordare, infatti che l’IS è il più ricco gruppo terroristico mai stato sulla terra grazie soprattutto al traffico di petrolio ereditato dal contrabbando iracheno e turco. Stiamo parlando di centinaia di camion che lasciavano i pozzi e andavano in Turchia. Quanto petrolio iracheno inquinava le nostre città perché per uscire tutta quella quantità di petrolio le Sette Sorelle sono d’accordo e il fatto che nessuno ha mai fatto analisi campionarie a quelle parti è perché si riuscirebbe a capire da dove viene. La dimensione economica del terrorismo islamico era enorme e si basava fondamentalmente sull’oro nero. Ed essendo questo un business e quindi, per sua stessa natura reticolare, la guerra all'IS è una guerra economica che stiamo portando avanti a colpi di dazi ovvero barriere alla libertà del commercio. L'Isis ha una base economica reticolare, mondiale e questo vuol dire che non ci sono buoni o cattivi, tutti fanno affari con tutti. Per quanto riguarda invece le reazioni dei cosiddetti lupi solitari credo che siano solo una palla perché il solitario è comunque nella società reticolare, in una forma di solitudine organizzata".

Il futuro dell'IS

Ernesto Savona, Direttore centro Transcrime dell’Università Cattolica di Milano, ci dice di più sugli affari dello Stato Islamico: “La cattura avviene usando l’esercito era stato frammentato e nei prossimi sei mesi si potrebbe avere un evento in cui l’IS vuol mandare un messaggio a tutti. Lo Stato Islamico si alimentava con diversi traffici, petrolio, sigarette e un sistema di tassazione rude che gli ha permesso di accumulare 400 milioni di dollari. Si stima che dopo la perdita dei territori all’IS siano rimasti solo 100 mln. Che lo sceicco aveva con sé e servivano per mantenere gli adepti. Nei prossimi sei mesi vedremo se ci saranno novità”. Quali sono le reali conseguenze degli attacchi terroristici? Il 15 settembre 2017 a Londra un ordigno piazzato dall’IS ha causato un’esplosione alla fermata della Metro di Parsons Street. Nell’attacco rimase ferito anche un italiano Alfonso Cardarelli che ci racconta: "Nell'immediato mi ha colpito che la gente si è buttata dalle transenne del binario per paura. Io ero lì perché dalla porta dietro di me ho visto le fiamme che venivano verso le mie spalle. Dietro di me c'era un'altra persona che è stata ridotta peggio di me. Lo shock è passato ma non me la sento di prendere la Metro a Londra". 

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