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Irene Fassini

INQUINAMENTO DELLA PLASTICA E COME COMBATTERLO

ECCO COSA BISOGNA FARE PER CONTRASTARE QUESTO FENOMENO

PopEconomy XL

Will McCallum, Vivere senza plastica

Dal suo libro “Vivere senza plastica”, Will McCallum, responsabile di Green Peace Oceans in U.K., ci spiega le buone pratiche quotidiane per limitare al massimo il consumo di questa materia: “Ogni anno sono prodotti 330 milioni di tonnellate di plastica e meno del 10% viene riciclata. È difficile prevedere gli effetti di questo sul Pianeta ma quello che sappiamo oggi è che i produttori sono diventati molto più trasparenti nella produzione ma forse non basta. Sì perché ogni anno vengono gettati negli oceani ben 13 milioni di tonnellate di plastica”. La soluzione qual è? McCallum ci dice “Credo che andrebbe prima di tutto inserita una tassa sulla plastica vergine, quella usata la prima volta, cambiare il design dei prodotti realizzati con questa materia in modo che se ne favorisca il riciclo ma soprattutto, in linea generale, si deve diminuire l’utilizzo di plastica perché non c’è al mondo alcun materiale che abbia una durata tale”. Ecco quali sono secondo Will McCallum i quattro passi fondamentali da compiere per ridurre l’utilizzo della plastica: “Molto semplice: usare bicchieri per il caffè e borse che siano in materiale sostenibile, riutilizzabile, utilizzare bottiglie fatte con altri materiali e soprattutto smettere di usare le cannucce in plastica”.

The Ocean CleanUp

Il sistema ideato da Boyan Slat permettere di raccogliere i rifiuti dispersi in mare. Sentiamo dal giovane inventore come procede la sua attività: “La nostra priorità è quella di contrastare la più grande area di accumulo di rifiuti al mondo, la famosa Grande isola d’immondizia che galleggia tra California e Hawaii. Quando ero all’università mi sono domandato perché rincorrere la plastica se è la plastica che viene da te? L’isola di plastica, ad esempio si muove rapidamente e i rifiuti al suo interno sono sparpagliati quindi sarebbe inutile rovistare per cercarli. Lo scorso settembre abbiamo lanciato il primo sistema di Cleanup che da San Francisco arriva al Pacifico. Il sistema però non sembrava funzionare perciò siamo intervenuti con alcune tecnologie come un paracadute che funziona da ancora e rallenta il moto del sistema che, adesso, è in grado di raccogliere plastiche e microplastiche”.

Plastic Bank: la plastica è la moneta del futuro

I canadesi David Katz e Shaun Frankson hanno pensato di trasformare i rifiuti in valore: la plastica è moneta, è il bitcoin della terra, è solidale. Rimozione e riciclo non fronteggiano 300 milioni di tonnellate prodotte e gli 8 che ogni anno finiscono in mare, la maggior parte dei quali arriva dal sud del mondo dove la povertà dilaga. Col sistema ideato i rifiuti plastici valgono 4 centesimi al kg e permettono a queste persone di acquistare beni di prima necessità. Un sistema circolare e virtuoso. Plastic Bank è una vera e propria piattaforma bancaria implementata con IBM che adotta la tecnologia blockchain: attiva ad Haiti e in altri Paesi, adesso la banca della plastica guarda ad altre nazioni.

Una seconda vita per la plastica

Tutti conoscono il sacco giallo della plastica ma non tutti conoscono quali sono gli oggetti che devono finirci. È il PLASMICS, termine per indicare le plastiche miste, formate da più polimeri. Marco Parolini ecologo e ricercatore parla di cosa sono e cos’è il progetto che sta realizzando per dare una seconda vita al PLASMIX: “È composto da plastiche che non sono polimeri singoli. Pensiamo che la plastica sia un polimero unico ma sono più tipologie che possono essere riciclate o meno. Più del 50% dei rifiuti che mettiamo nel sacco giallo in realtà è fatto di plastiche di origine mista. Noi vogliamo riutilizzare il PLASMIX per reintrodurlo nel mercato dopo averlo lavorato e aver ottenuto un nuovo materiale. Bisogna partire dalla vecchia regola delle tre R: riduzione di uso, riciclo e riuso”.

BIOPAP, contenitori alimentari sostenibili

Tra i rifiuti di alimenti oltre il 65% deriva da imballaggi per alimenti. È possibile ridurre questo spreco? C’è un’azienda che ci sta provando: i contenitori per alimenti BIOPAP dell’azienda Cartonspecialist sono fatti con materie prime sostenibili, sono biodegradabili, compostabili e creati da foreste certificate. Questi contenitori resistono a temperature che vanno dai -40 ai +250 gradi e dopo l’utilizzo possono essere gettati nell’umido.

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